Bitonto Tv

Esperia
07/03/2014

Gli invisibili. Invisibilmente spettacolari

La burocrazia kafkiana dell'Aula Consiliare alle prese con la Televisione

Rimango sempre ingenuamente colpito di come la giurisprudenza e la giurisperizia possano dare prova della propria superba inutilità. A proposito della controversia in merito alle riprese televisive del Consiglio Comunale, intendo. Per giorni abbiamo assistito ad una gazzarra infinita, su giornali e social networks, a proposito di cavilli di "regolamenti", "autorizzazioni" e "sentenze" di questa o quella corte. Come se fosse davvero un dibattito serio, o vagamente interessante.

Suvvia, che sia un barocchismo discutere di profili di legittimità o di tutela della privacy in merito alle riprese di una seduta pubblica di Consiglio Comunale, è di tutta evidenza. Con un pizzico di buonsenso, lo sarebbe stato anche per i diretti interessati ed avrebbe forse suggerito loro di evitare termini giuridicamente impegnativi come "diffida" per qualificare la propria violazione - questa sì - della libertà di informazione. Non solo tutto ciò è barocco, è anche vagamente kafkiano, un'involuzione del pensiero nella presunta ragionevolezza della burocrazia, che pretende di cavarsela - questo l'assurdo finale genuinamente kafkiano - con la promessa di un'autorizzazione per la prossima seduta di Consiglio. Per questo qui non ci uniremo alle tifoserie di quanti denunciano o negano il bavaglio al diritto di cronaca. Non è questo il punto. N o n è l' a u t o r i z z a z i o n e i l p r o b l e m a, cari signori consiglieri. Non è in termini di diritti rispettati o negati, di autorizzazioni richieste o concesse che va liquidata la faccenda.


Quel che è veramente interessante è capire cosa c'è dietro la visibilità di un Consiglio Comunale, e dietro la sua limitazione o negazione. Una traccia di riflessione che avevamo provato a seguire già qualche settimana fa, in tempi "non" sospetti, dopo la querelle Damascelli-Daucelli (clicca qui per leggere l'articolo). Già allora avevamo provato a far notare la grande innovazione comunicativa apportata dal mezzo televisivo al "racconto" del Consiglio Comunale: la "pragmatica", vale a dire la rappresentazione del contesto fattuale entro il quale le parole dei consiglieri e le determinazioni politiche del Consiglio Comunale assumono un senso. Rispetto alla sintesi narrativa, il video lascia che le cose, le persone, le parole parlino da sé, che si manifestino all'osservatore, senza filtri. O che tacciano: registra infatti anche i vuoti, le omissioni, i silenzi di quei consiglieri la cui voce non è dato udire mai nelle discussioni, le assenze, le distrazioni... tutto ciò che in un resoconto verbale non ha evidentemente parola. Trasparenza assoluta, il "palazzo di vetro" dicono. Il che dovrebbe essere una benedizione, oltre che per i cittadini che possono assistere comodamente all'assise a distanza, anche per i consiglieri stessi, che non di rado accusano la stampa di fornire rappresentazioni parziali, distorte o tendenziose dei dibattiti consiliari.


E invece, la telecamera fa paura. Si ha paura, precisamente, di "fare brutta figura". Perché in questo, in una "figura", la telecamera traduce un consigliere, un volto cui associare qualità (positive o negative), una maschera insomma. Ne fa una "cosa", un "oggetto" televisivo, che si guarda, si esamina, si registra magari, si rivede. Non la vita come accade, ma la sua riproduzione. Diversamente dalla rappresentazione verbale, che non può dissimulare il suo carattere fittizio, il video specula sull'illusione di partecipare davvero ai fatti, di avere sul serio davanti a sé il tal consigliere che dice questo e quest'altro. Ma non è così. Non è a te che parla quel consigliere. Non puoi interrogarlo, chiedergli di ripetere o di precisare meglio un concetto. È una figura, è anche lui finzione. È sempre finzione, fin quando tu non ci vivi dentro e non hai la possibilità di intervenirvi. Per questo i consiglieri hanno paura, e fanno bene ad averla. Perché inevitabilmente le telecamere daranno di loro "un'immagine", una figura appunto, che non è detto loro sentano propria. E non - come loro credono - per la malafede dei giornalisti, ma perché è il mezzo che non permette di fare altrimenti. Di più: su questa figura si gioca la loro credibilità, il loro giudizio pubblico, il consenso, il rispetto: siamo già nella dimensione dello spettacolo, la finzione si fa fiction; e come ogni fiction denuncia nei titoli di coda un'impietosa gerarchia di ruoli, dal protagonista al triviale cameo. E a nessuno piace essere derubricato a comparsata.


Ora, la questione è molto semplice. Nessuno può ragionevolmente dubitare che le telecamere (aggiungiamo pure lo streaming) siano non solo legittime, ma doverose in un Consiglio Comunale. Sono uno strumento di conoscenza, documentano, sollecitano ad interessarsi della cosa pubblica. Ciò che invece va sempre revocato in dubbio è che quel che va in video, decontestualizzato e privo di qualsivoglia accenno d'interpretazione, sia la verità del Consiglio Comunale. Non per la malizia di Vito Schiraldi, PuntoTv o BitontoTv, ma semplicemente perché la realtà, presa così com'è, lasciata a se stessa, mente sempre; mai la realtà dice la verità. Con buona pace di Grillo e del feticcio della democrazia diretta. Per questo, d'altronde, nascono i giornalisti.
Quel che è triste e al contempo inquietante, però, è che a dare prova di credere che quelle immagini siano la verità del Consiglio non siamo affatto noi addetti ai lavori, quanto piuttosto esattamente quei consiglieri che si scomodano dai propri banchi per far spegnere una telecamera. Quegli stessi consiglieri - si accettano scommesse - che a breve, quando sull'onda ipocrita di tutta questa storia il Consiglio reclamerà la diretta streaming delle sedute, ammiccheranno alla telecamera dopo aver letto un tweet o un post dei "consulenti d'immagine", che commentano da casa le loro performances. A dimostrazione che quel vizioso circo(lo) mediatico di politica-finzione-spettacolo si sarà compiuto, e che la splendida teoria della verità delle immagini sarà gia smentita nei fatti. È appena cominciata la Quaresima, convertitevi e credete alla Politica. Con o senza video.

 


Sabino Paparella

 

BitontoTV Staff - Foto: Videodrome di D. Kronenberg

Commenti

Aggiungi un commento

Aggiungi un commento


Codice nella foto:
Fare attenzione a Maiuscolo/minuscolo

Il tuo Nome(*):

Email(*):

Sito WEB:
Comprensivo di http://

Commento(*):
Inserendo il testo del messaggio e cliccando su invia, dichiari di aver letto ed accettato i termini del Regolamento per l'inserimento dei Commenti, consultabile alla omonima pagina in menu

*Campi Obbligatori

Notizie del giorno

Sponsor, Partners & CO.

PASTICCERIA SALIERNO

scopri il nuovo tempio del piacere in via Dante

pasticceriasalierno

BEPPE GRANIERI

Jukebox Photogallery News Appuntamenti

beppe granieri

INTINI TRASLOCHI SRL

Al servizio della tua mobilità

Intini Trasporti srl

Farmacia MATTEOTTI

del dottor VACCA Oronzo

Farmacia Matteotti

AUTO & AUTO SALIERNO

La tua auto a 5 stelle

sigma

FREEDOM FLY AGENZIA VIAGGI

E' tempo di fare le valigie! Scopri le offerte!

freedom fly

Calendario Eventi

Testata giornalistica – Reg. stampa n.29/08 del 15/10/2008 Tribunale di Bari - Direttrice responsabile: Marica Buquicchio
Copyright © 2011 Francesco Paolo Cambione - via Solferino, 25 - 70032 Bitonto (Ba) - P.IVA 05064920720 | Supporto redazione e WebTV - THESIS s.r.l.