La storia delle reliquie dei Santi Medici

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Video, Santi Medici 2018
19 ottobre 2018
Photo Credits: BitontoTV

Sono custodite nella Basilica di Bitonto. L'intervista al prof. Nicola Pice

Chi è stato alla Basilica dei Santi Medici lo sa bene e non ci fa forse neanche caso, ma a Bitonto non ci sono solo bellissime immagini statuarie dei santi tra i più venerati in città. Abbiamo infatti la fortuna di possedere alcune reliquie dei due santi Anargiri, la cui presenza è attestata sin dalla seconda metà del Cinquecento. 

Su come ci siano giunte abbiamo solo qualche ipotesi. Forse proprio il vescovo dell’epoca, Corrnelio Musso, volle implementare il culto preesistente dei Santi Medici con questo prezioso dono. E il reliquiario ottocentesco che le custodisce, oltre ad essere un piccolo gioiello dell’orificeria napoletana, è ormai parte della storia della devozione che i fedeli mostrano per i santi.

Sin dalle sue origini, la Chiesa ha avuto grande riguardo per le spoglie dei martiri, coloro che a causa del loro credo cristiano perdevano la vita, fornendo così al tempo stesso grande testimonianza della fede. Il culto dei santi nasce proprio da qui. Questi santi erano stati capaci di far conoscere Cristo ed erano poi presso Dio intercessori dei fedeli nella vita terrena. Non per nulla le reliquie più diffuse, e quelle più antiche, sono proprio quelle dei martiri. 

E per quelle dei Santi Medici è valso lo stesso criterio: campioni della fede e medici capaci di qualunque guarigione, il loro culto non poteva che partire proprio dalla venerazione delle loro spoglie, che i cristiani dell’epoca seppellirono dopo il martirio, permettendo che giungessero fino a noi. 

 

L'intervista al prof. Nicola Pice