Il consigliere comunale Veronica Visotti ha sostenuto una petizione No Vax

di La Redazione
Politica, Cronaca
28 luglio 2018

Il consigliere comunale Veronica Visotti ha sostenuto una petizione No Vax

L'iniziativa del rappresentante di Direzione Bitonto rischia di creare qualche imbarazzo

Dopo alcune settimane dall’apertura della sottoscrizione negli uffici comunali, la proposta di legge per la “sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva” è stata sostenuta da un consigliere comunale di Bitonto. Si tratta di Veronica Visotti, componente della maggioranza che sostiene l’amministrazione Abbaticchio, entrata a Palazzo Gentile in quota Direzione Bitonto. 

Due giorni fa, il consigliere si è fatta portavoce del comitato “Libertà di scelta”, promotore della sottoscrizione che oggi conta il sostegno di 67 realtà italiane tra associazioni, comitati e gruppi spontanei. La proposta mira all’abolizione” la legge 119 del 2017 (ex decereto legge Lorenzin, ndr) che prevede un aumento delle vaccinazioni per tutti, senza considerare il bambino nella sua individualità, e sanzioni lesive del diritto alla formazione e allo studio”, per sostituirla con un sistema che garantisca “il diritto allo studio” e punti “ad implementare il sistema di vaccino vigilanza e ad imporre un vero obbligo, ad oggi di fatto inesistente, di segnalazione delle sospette reazioni avverse ai vaccini a carico degli operatori sanitari”.

Visotti ha pubblicizzato sul profilo Facebook personale un banchetto per la raccolta firme, aperto giovedì in Piazza Cavour - e poi ieri in Villa Comunale -, probabilmente a causa del numero ridotto di sottoscrizioni raccolte. E, spulciando i social, si scopre che la stessa ha partecipato all’iniziativa delle volontarie. 

Un entusiasmo, quello del consigliere, che per alcuni potrà essere fuori luogo (e potrà aver causato qualche imbarazzo tra le fila ella maggioranza), considerati i numerosi appelli della comunità scientifica sull’importanza delle vaccinazioni e dell’immunità a gregge. Intanto, però, i “No Vax” vanno avanti e contano di portare in Parlamento la proposta. Per farlo servono almeno 50mila firme entro il prossimo 2 agosto.