Questa mattina torna il format Cinema a colazione di Just Imagine

di La Redazione
Cultura e Spettacoli
14 March 2018
Photo Credits: di repertorio

Questa mattina torna il format Cinema a colazione di Just Imagine

Quasi novecento bambini assisteranno alla proiezione di 'Iqbal'

Torna la IV edizione di “Cinema a colazione”, progetto dell’associazione “Just Imagine” che ormai da quattro anni contribuisce a diffondere la cultura cinematografica nel territorio rivolgendosi ad un pubblico di tutte le età, in particolare ai bambini. 

Questa mattina e domani al cineteatro “Coviello” verrà proiettato il film “Iqbal” ad una platea di 891 studenti delle scuole materne ed elementari del territorio: 42 bambini di scuola materna, 8 prime classi, 9 seconde, 15 terze, 5 quarte e 4 quinte provenienti dall’Istituto “Sacro Cuore”, l’Istituto “Fornelli” e l’I.C. “Caiati” di Bitonto, la “don Tonino Bello” di Mariotto e Palombaio e la “Davanzati” di Palo del Colle (presente con 237 studenti).

Il film d’animazione selezionato dagli esperti in critica cinematografica all’interno dello staff dei soci, Carmen Albergo e Domenico Saracino, è stato diretto nel 2015 da Michel Fuzellier e Babak Payami. Liberamente ispirato al romanzo “Storia di Iqbal” di Francesco d'Adamo e dedicato alla vita di Iqbal Masih.

Iqbal è un bambino pakistano proveniente da una famiglia molto povera, "affittato" dal padre a un commerciante di tappeti che lo porta a lavorare in una fabbrica di tappeti, dove lavorano esclusivamente bambini della sua età. Privi di ogni libertà, con il pretesto di dover rimborsare il debito contratto dai loro genitori, i bambini, con le loro mani minute, sono sfruttati, puniti per ogni piccolo errore e percossi a ogni tentativo di ribellione. Iqbal, forte e coraggioso diventa il punto di riferimento degli altri bambini, con cui riesce anche a ridere e a scherzare. Quando ormai ha raggiunto i dieci anni, riesce a scappare. Incontra uno specialista, Ulla Khasi, che si occupa di minori sfruttati e gli fa intravedere un mondo diverso, nel quale i bambini della sua età vanno a scuola, hanno dei diritti. Iqbal decide di impegnarsi per la libertà dei bambini schiavi. Denuncia le fabbriche dello sfruttamento, i trucchi e le connivenze che lo rendono possibile. La sua voce inizia a essere ascoltata e ripresa dai giornali, dalle televisioni occidentali, dalle organizzazioni umanitarie. Il sistema comincia a entrare in crisi, le esportazioni dei tappeti iniziano a contrarsi, il bambino diventa un problema. Il 16 aprile 1995, Iqbal Masih viene assassinato.

Il film ci ricorda quanti Iqbal ci sono nel mondo. Si contano più di 150 milioni di “fratelli” del piccolo pakistano: in Africa lavora un bambino su tre prevalentemente nell'agricoltura familiare e nel piccolissimo commercio. In America Latina lavorano il 15 - 20% dei bambini al di sotto dei 15 anni e non pochi di loro sono anche ragazzi di strada: si occupano delle piantagioni ma vanno anche nelle miniere e nelle fabbriche d'abbigliamento.

Ma anche in Italia secondo l’associazione “Save The Children” sarebbero 350 mila i bambini e gli adolescenti che lavorano magari proprio nell’azienda di famiglia. Una situazione insostenibile che richiede l’attenzione costante di operatori e istituzioni. 

Per questo motivo Just Imagine si è avvalsa dell’alto patrocinio del Comune di Bitonto, dell’Agis Scuola e dell’Unicef (Comitato Provinciale di Bari). Saranno proprio i volontari del comitato provinciale di Bari del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia a occuparsi delle attività-premio previste per le classi che si saranno distinte durante il contest a premi che, come negli scorsi l’associazione, ha voluto promuovere per dar seguito alla proiezione del film. Quest’anno la simpatica competizione prevede la realizzazione di un lapbook dedicato a Iqbal e ai diritti dell’infanzia, una sorta di cartelletta da riempire di contenuti, strumento molto utilizzato soprattutto negli Stati Uniti.

Lavorando in maniera creativa su questo preciso tema, i bambini potranno riflettere su quanto sia importante vivere in un mondo che riconosca loro i diritti fondamentali.