Quella bugia necessaria

Carmela Loragno
di Carmela Loragno
Cultura e Spettacoli, Quella bugia necessaria
20 aprile 2016

Quella bugia necessaria

Un viaggio nella magia del Cinema a cura di Carmela Loragno e BitontoTV

Il Cinema, si sa, è finzione, la più bella delle finzioni, quella bugia che vogliamo sentire per sentirci meglio. Una bugia costruita e salvifica che ci fa disperare, lottare, innamorare, piangere, sorridere, combattere, morire e rinascere ogni volta. In una parola, che ci fa sognare. Ed essere protagonisti di quel sogno per poco più o poco meno di un'ora, facendoci indossare mille e più maschere, accompagnandoci in un viaggio in terre e tempi lontani. Una magia, insomma, di cui non si può fare a meno.

Una magia che inevitabilmente, e quasi necessariamente, lascia dentro un segno oltre che un sogno, più o meno indelebile a seconda della bellezza del film, della bravura del regista o degli attori o della nostra sensibilità, del tempo che viviamo. Una coincidenza di misure e momenti che, nella casualità e nella varietà delle circostanze, sorbisce risultati diversi, disegna destini ed ha per questo una potenza intrinseca di cui spesso non ci accorgiamo.

Il Cinema è quel bisogno di immortalità, di esorcizzazione della finitezza, di esaltazione dell'umanità, linguaggio artistico profondo e profondamente vero, che tocca corde nascoste, che accarezza gli animi, che sussurra sommessamente e a volte lancia grida che fanno un'eco che dura generazioni. Una magia sottile eppure forte che abbraccia un mondo che è una splendida finzione.

Persino i luoghi fisici del Cinema portano questa magia. Le locandine appese fuori dalle sale gremite di gente in fila ad acquistare un biglietto per un viaggio straordinario, l'odore del popcorn che invade succulento le sale, che dopo si farà tappeto scricchiolante sotto i piedi di chi, ancora col naso alzato verso lo schermo, cercherà di far memoria dei protagonisti di quella finzione. L'odore della tappezzeria, appena ripulita, dove una giovane coppia si stringerà furtivamente la mano per non perdersi di vista durante quel volo fantastico e qualcuno di loro penserà: "Tieniti stretto a me, stiamo per partire". Il profumo elegante della signora ben vestita che ti siede accanto, che diventa il profumo a cui associ quel film. E poi ancora il chiacchiericcio di ragazzini non troppo educati, che scalciano nella fila di dietro, perché per loro il film non ha lo stesso valore che gli dai tu e, forse complice la loro giovane età, per loro sarà un viaggio distratto, fatto per goliardia o per passare il tempo, da recuperare magari tra qualche anno, quando cuore e mente saranno pronti, si spera, ad accogliere la bellezza dell'arte. E poi i sussulti, le lacrime appena accennate nel buio con la paura e l'imbarazzo di essere visti, i sorrisi accennati e le risate rumorose, esternazione di sentimenti che si liberano in una sala ovattata di drappi e colori. E ancora il silenzio, sui titoli di coda, mentre la musica va e dentro senti che qualcosa è diverso, che tu sei diverso e che quel viaggio ti ha inesorabilmente cambiato.

Un tempo Bitonto aveva più di un Cinema, segno di un'attenzione all'arte che le faceva onore, termometro per misurare la febbre culturale di una città. E sono quei cinema ad aver plasmato la sensibilità artistica di molti bitontini. In alcuni di loro questo "modellarsi" è stato tale che il Cinema non è solo diventato uno svago, ma una sana dipendenza o una professione.

Lo sanno bene i registi e gli attori che portano il nome della nostra città nel mondo, raccogliendo plauso e riconoscimenti per le loro opere o performance, che sono figlie di quelle proiezioni, di quelle giornate trascorse a lasciarsi catturare dalle storie raccontate dai grandi nomi del cinema nazionale ed internazionale.
Mimmo Mancini, Pippo Mezzapesa, Bianca Guaccero, Enzo Piglionica, Vito Palmieri, Cosimo Terlizzi sono i nomi degli artisti che portano nelle loro opere i segni inconfondibili di un cinema che li ha formati, che li ha scavati dentro, definendone stile e peculiarità.

Arte che crea arte. E se ancora ci si chiede qual è la potenza del Cinema, allora non può che rispondersi che il Cinema ti accarezza l'anima, te l'abbraccia forte, ti entra dentro e, lì dove c'è terreno fertile, feconda.

 

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