Gotta chatch ‘em all. Per Bitonto a caccia di Pokèmon

Filippo Lovascio, Massimiliano Dilettuso
di Filippo Lovascio, Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli
22 luglio 2016

Gotta chatch ‘em all. Per Bitonto a caccia di Pokèmon

Pokèmon Go è l'ultima tendenza del gaming online

Molte sono le facce chine sugli smartphone in questi giorni. Non parliamo dei soliti distratti, ma di gruppi di persone, dai bambini sino ai più grandi, che hanno conosciuto questo gioco con le prime console degli anni '90, che vanno in giro con il naso chino sullo schermo e attenti ad ogni vibrazione. Anche a Bitonto è aperta la caccia ai Pokémon. I "Mostri Tascabili", creati nel 1996 dal giapponese Satoshi Tajiri, sono assai famosi in Italia per la quantità spropositata di videogiochi, anime, manga, gadget e chi ne ha più ne metta. Oggi quei bambini cresciuti a Game Boy hanno per le mani l'app più cliccata di sempre, che supera in popolarità anche piattaforme come Facebook e YouTube.

Pokémon Go, il videogioco sviluppato da Niantic con Nintendo e The Pokemon Company, è uscito ufficialmente in Italia il 15 luglio 2016 e nel giro di poche ore dalla sua comparsa nei Play Store di iOS e Android ha ricevuto un'imponente affluenza di download che, unita a quella riscossa dal resto del mondo nei giorni precedenti, ha permesso alle aziende fondatrici un guadagno al netto strabiliante. Alcuni giornali scrivono di circa 30 milioni di dollari spesi dai giocatori più appassionati sino ad ora e di un aumento della quotazione in borsa dell'azienda Nintendo che sarebbe arrivata ad un capitale di 4500 miliardi di yen, ovvero circa 42 miliardi di dollari, in pochi giorni dalla prima uscita assoluta del gioco avvenuta lo scorso 6 luglio.

Quello che rende questa app così fortunata è sicuramente uno strumento di cui il videogioco si serve, che rende la cattura veramente avventurosa. "Ciò che mi piace di più di Pokémon Go" ci dice un ragazzino di 12 anni che incontriamo vicino al Torrione Angioino alle prese con un Pidgey, "è che grazie alla Realtà Aumentata posso fare uno screen della mia cattura, con il Torrione come sfondo".


 

La Realtà Aumentata, come già in Ingress, altro videogioco per smartphone della Niantic, è la novità che fa scendere per le strade i giocatori, che rende la caccia davvero bitontina. La AR unisce giocatori diversi nelle varie zone della città, ma permette di giocare anche mentre si fa tutt'altro. È proprio questa combinazione che ha reso Pokémon Go il videogioco più celebre del momento. Creare il proprio personaggio è molto semplice: scaricata l'app, si personalizza il proprio avatar con nickname e look, nel quale non mancherà di certo il cappello e lo zaino in pieno stile Ash Ketchum (protagonista delle anime Pokémon, ndr). Conclusi i primi passaggi di registrazione, il gioco entra nel vivo ed infatti apparirà sullo schermo la mappa del luogo in cui ci si trova, proprio come accade nei navigatori e nelle mappe online, e così potrà partire ufficialmente la caccia ai Pokémon, dopo aver naturalmente scelto il primo 'amico' con cui iniziare la propria avventura tra Bulbasaur, Charmander e Squirtle.

 


Trovare i piccoli mostriciattoli non è molto difficile. Bitonto è piena di alcuni tipi di Pokémon come Weedle, Caterpie, Poliwag, Squirtle e del blasonato Doduo, che è stato avvisato nei luoghi più disparati della nostra città.

 

 

Non resta altro che percorrere i corsi, le strade, le piazze e i vicoli che più si preferiscono per trovare decine di specie diverse. Per catturarle basta lanciare una Pokéball (o Sfera Poké, ndr), con la speranza che il Pokémon non esca dalla sfera o non fugga via. Catturando Pokémon si guadagnano PE (Punti Esperienza) e si scalano i livelli di gioco fin quando non si giunge al quinto livello, in cui è necessario scegliere una squadra tra la Rossa (Coraggio), la Gialla (Istinto) o la Blu (Saggezza). Ci sono poi i combattimenti nelle famose 'palestre' avversarie, luoghi che nell'anime vengono frequentati dagli allenatori di Pokémon al fine di sfidare il proprio capopalestra, o permettere ai propri compagni di viaggio immaginari di allenarsi nelle palestre alleate.

Le principali palestre di Bitonto sono quelle ubicate nei pressi del Torrione Angioino, di Piazza Cavour, della Parrocchia di San Leone Magno, dell'entrata principale della Villa Comunale, del Cimitero e del Liceo Scientifico. Prima di giungere lì, però, bisogna avere con se dei Pokémon di alto livello pronti a spodestare il capopalestra regnante e, per farlo, è necessario gironzolare a lungo. Nel caso le Pokéball a disposizione finissero, si possono trovare all'interno del gioco dei Pokéstop, che coincidono con le più famose piazze e chiese o con i più celebri monumenti e palazzi del Comune.

In sostanza, l'App in questione rappresenta un'idea molto originale della Niantic e, soprattutto, della Nintendo, che a partire dagli anni '90 ha fortemente puntato (e guadagnato) sui Pokémon producendo giochi ambientati sulle anime in questione. Ma gli effetti collaterali del videogioco sono tuttavia ben visibili. Il web è già stracolmo di piccoli incidenti, multe ad alcuni giocatori accaniti, ma anche molte bufale. Il grave pericolo è che posto in mani distratte si rischia di confondere la realtà con la fantascienza 3D. Se l'app venisse utilizzata in modo sporadico e con l'unico scopo di potersi rilassare relazionandosi o, addirittura per i più pigri, per vagabondare tra le bellezze della nostra città, allora potrebbe risultare fermamente utile. In caso contrario, il gesto per disinstallare un'app dovreste conoscerlo tutti.