Free Bird. I ragazzi del parkour a Bitonto

Spostarsi da una parte all'altra, evitando ostacoli, facendo affidamento solo sul proprio corpo. Non ci sono molte definizioni di parkour, la disciplina metropolitana nata sul calare del secolo scorso in Francia. In effetti, il free running - altra definizione coniata recentemente da Sébastien Foucan - è un'arte sportiva basata sull'assenza: non esistono impianti sportivi dedicati al parkour, nessun mezzo per proteggersi, nemmeno l'ostacolo. Tutto deve essere superato.

Il "no limits" è l'idea che muove anche un gruppo di ragazzi di Bitonto, che negli ultimi anni praticano la disciplina nelle periferie della città. Giuseppe, Domenico e i loro amici, poco più che adolescenti, abbracciano appieno lo spirito del parkour. Nessuna restrizione. Niente orari fissi, ci si incontra quando c'è sole. Per allenarsi basta un muretto. E tanta forza di volontà. Perchè praticare parkour in una cittadina del Sud Italia significa che i limiti da superare non sono sempre quelli architettonici. Foto di Lisa Fioriello.



IMG_0792.jpg
IMG_0704.jpg
IMG_0777.jpg
IMG_0748.jpg
IMG_0761.jpg
IMG_0721.jpg
IMG_0733.jpg
IMG_0696.jpg
IMG_0711.jpg
IMG_0688.jpg
IMG_0725.jpg
IMG_0859.jpg
IMG_0724.jpg
IMG_0854.jpg
IMG_0784.jpg
IMG_0822.jpg
IMG_0764.jpg
IMG_0741.jpg
IMG_0737.jpg
IMG_0701.jpg
IMG_0808.jpg
IMG_0776.jpg
IMG_0810.jpg
IMG_0747.jpg
IMG_0731.jpg
IMG_0697.jpg
IMG_0686.jpg
IMG_0753.jpg
IMG_0788.jpg
IMG_0774.jpg
IMG_0723.jpg
IMG_0816.jpg
IMG_0832.jpg
IMG_0703.jpg
IMG_0695.jpg
IMG_0785.jpg