
Piccoli imprenditori, artigiani, pubbliche amministrazioni. Sono questi i principali obiettivi della
truffa via web in cui sono incorsi molti soggetti in tutta
Italia e per la quale alcune segnalazioni sono state registrate anche a
Bitonto. Fortunatamente gli imprenditori locali sono riusciti ad evitare di essere gabbati.
Una truffa che avviene per posta elettronica. L'e-mail, a prima vista, sembrerebbe un invito, da tale
Avron s.r.o., ad aggiornare i propri dati contenuti in un "
Registro del Mercato Nazionale" pubblicati sul sito www.registro-mn.com . L'ignaro destinatario, tratto in inganno dal tenore della lettera, compila il modulo convinto di aver semplicemente effettuato l'aggiornamento richiesto. In realtà ha appena sottoscritto un ordine d'acquisto di uno spazio pubblicitario, obbligandosi a corrispondere ben
1.271,00 euro l'anno, per tre anni, in favore della
società slovacca. Una circostanza di cui si prende coscienza solo all'arrivo delle prime fatture e dei relativi solleciti di pagamento.
"Quando ho ricevuto la mail - spiega uno dei professionisti bitontini -
ha letto nell'intestazione la dicitura Rilevazione dei dati commerciali - Cens 2011. Ho pensato subito che si trattasse del Censimento svoltosi negli ultimi mesi del 2011 e che quindi fosse solo una semplice raccolta dati. Prima di compilare il modulo ho però chiesto parere al mio commercialista che mi ha subito avvertito della truffa e del rischio incombente. È stata davvero una fortuna!"Nella parte conclusiva del modulo, infatti, si riporta, in caratteri piccoli e in modo ingannevole, tutta una serie di vere e proprie clausole vessatorie. Prescrizioni, manco a dirlo, fortemente limitative dell'autonomia negoziale del contraente; su tutte, la competenza territoriale del
giudice di Bratislava o la cedibilità del contratto a terzi.
Numerosi i casi segnalati in Italia, ma anche in Puglia.
Andria, Barletta, Foggia, Lecce i centri pugliesi in cui gli imprenditori si sono rivolti ai rappresentanti di categoria per capire come fare dopo essere stati raggirati. L'invito di
Confesercenti è ovviamente a non firmare nulla se prima non ci si è rivolti ad un legale o non si sono lette con attenzione tutte le parti della nota. I professionisti "
gabbati" sono stati quindi esortati "
ad esporre una denuncia-querela presso la procura della repubblica, per l'ipotesi di truffa, con la richiesta di sequestro della fattura".