Bitonto Tv

Esperia
03/02/2012

Valla vs Valla

Il grottesco rinculo della strategia delle alleanze elettorali del 'Perfetto'
Ora è ufficiale: Valla è all'opposizione di Raffaele Valla.
La decisione del presidente Tarantino di riconoscere la legittimità del consigliere di opposizione Nicola Vacca a rappresentare esclusivamente la Lista Valla in Consiglio Comunale (leggi l'articolo) lascia pochi dubbi. Nell'assemblea dei capigruppo e nella massima assise il Sindaco avrà d'ora in poi un avversario legittimato nientemeno che dal mandato di quei cittadini che quattro anni fa riponevano il proprio consenso nella persona stessa di Raffaele Valla.
La vicenda, assurda quanto significativa, descrive l'ultima (?) delle macerie che l'impresa elettorale del 2008 ha prodotto nel lungo periodo. Dopo le bufere che hanno trascinato in un buco nero o rivoltato come calzini il Nuovo Psi, il Cantiere della Partecipazione, l'Udc e la Lista Valori Sociali, tocca adesso all'ultima rimasta, la Lista Valla. Se è vero come è vero che Raffaele Valla non ha finora mostrato sintomi che possano attribuirgli una dissociazione della personalità, la Lista Valla di Gaetano Granieri e Nicola Vacca, che oggi gli rema contro, della sua persona non conserva che il nome. Un contenitore vuoto.
Al di là del grottesco gioco onomastico del destino, è sul significato politico di queste macerie elettorali che l'affaire Lista Valla getta, per l'ennesima volta, luce.
Primo. L'effimero orgasmo elettorale consentito dal patchwork di cartelli e liste saliti sulla cresta dell'onda anti-Pescara dopo quattro anni mostra gli evidenti effetti della risacca: una geografia politica polverizzata, accozzaglia di interessi particolari e completamente scoordinati tra loro. Raffaele Valla è un Sindaco sotto ricatto. Probabilmente non sotto un ricatto penalmente rilevante, ma sotto il ricatto politico del malpancista di turno. Metà della sua maggioranza poggia sull'equilibrio precario di un favore ottenuto o promesso; e anche quest'ultimo non è una garanzia di fedeltà incondizionata, come la stessa vicenda della Lista Valla, capeggiata da un segretario che sotto il patrocinio dello stesso Raffele Valla ha potuto ottenere la presidenza dell'ASV, sta a dimostrare. Come è risultato evidente dalla seduta consiliare di martedì, le sole due assenze degli ufficialmente trombati Liaci e Sannicandro, pronti già a battere cassa, sarebbero in grado di rompere quest'equilibrio precario. In definitiva, eccezion fatta per La Puglia prima di tutto e Fli, sulla cui fedeltà grazie alle capacità contrattuali dei rispettivi responsabili Valla può (almeno per il momento) contare, tutto il corollario delle forze minori nella maggioranza naviga a vista, pronto a lasciare la presa se la generosità del Sindaco dovesse indulgere nei confronti di qualcuno. L'unico interlocutore strictu sensu politico che rimane a Raffaele Valla è il Popolo della Libertà, e questo porta la nostra riflessione al secondo punto: il ruolo dei partiti in questo castello di carte. In un momento nel quale sembra essere di grande attualità nel dibattito mediatico bitontino la questione se la politica possa prescindere dal veicolo partitico, ci sembra un elemento di non poco conto. Il Popolo della Libertà è, nella maggioranza di governo, l'unico partito seriamente radicato nell'elettorato bitontino. Ciò significa che è l'unica forza consiliare il cui operato è, almeno teoricamente, vincolato ad una visione del bene generale e ad un ipotetico sistema di valori (quella che fino a ieri ci si poteva permettere di chiamare ideologia), cui i propri elettori si aspettano debba rispondere. Certo, in linea puramente teorica a fungere da piattaforma condivisa con tutto il resto della maggioranza dovrebbe esserci un programma elettorale (peraltro completamente scomparso dalle dichiarazioni pubbliche dell'amministrazione), se non fosse che - come confermato tempo fa da un gaudente assessore (oggi ex) - il programma elettorale sottoscritto nel 2008 fu più che altro una roboante trovata pubblicitaria partorita dalla mente dello stratega elettorale. Ergo: il Popolo della Libertà è l'unico interlocutore programmatico che, eventualmente disbrigatosi dal pallottoliere delle presenze consiliari, Raffaele Valla avrebbe a disposizione per fare dell'amministrazione il braccio operativo di un progetto di città a lungo termine. Il che, detto a un anno dalla nuova tornata elettorale, non può che apparire - al limite - un amaro rimpianto.
Eppure, a un anno dalle nuove elezioni, l'ultimo sorriso amaro strappato dalla querelle sulla Lista Valla, può servire da monito per i fermenti che cominciano ad animare tutto l'arco costituzionale della politica cittadina. Per la necessità di condivisione della fase programmatica delle nuove alleanze, certamente, ma soprattutto per la riflessione sulle risorse e sui rischi che comporta il gioco dei ruoli tra partiti e forze alternative. Proprio sulla ricomposizione di equilibri credibili di forze civiche attorno ai partiti tradizionali potrebbe giocarsi la partita nella prossima primavera. Equilibri che ambiziosi cantieri e liste nominative, evidentemente, non hanno mai saputo assicurare al carrozzone dell'attuale Sindaco.
Chissà se pensieri simili passeranno nella mente di Raffaele Valla, che non ha mai negato di credere in una ricandidatura, quando vedrà cofirmate da "Lista Valla" le più feroci critiche al sindaco Valla.

Per l'ennesima volta:
"Stat rosa (anzi "tabulae", stavolta) pristina nomine. Nomina nuda tenemus".

Sabino Paparella

BitontoTV Staff

Commenti

  • RIFLESSIONI VERE E PAROLE CHIARE

    L'analisi di Sabino Paparella è, come sempre, impietosa ma assolutamente veritiera ...e necessaria.

    Il commento di M.D.B. è come un bisturi che incide un ascesso. La ferita fa male, il puss è fetido, ma l'operazione (la riflessione) è quanto mai opportuna e necessaria.

    Ma mi chiedo: coloro che hanno dato i voti a quelle liste e personaggi che in nome di tanti buoni propositi e di uno smisurato "amore per la città", "giocandosi" poi quei consensi nel modo che sappiamo, sono meno irresponsabili dei protagonisti di queste tristi vicissitudini politiche?

    Non saremmo onesti se non riconoscessimo che questo fenomeno degenere, quello delle liste tipo ..."PARTITO DELLA BISTECCA" perdura da vent'anni anche nella nostra città e che ha raggiunto livelli insostenibili provocando danni al limite del dissesto amministrativo con l'amministrazione a guida Valla.

    Allora sarebbe utile cominciare a spiegare alla gente, con la riduzione dei consiglieri da 30 a 24, cos'è il "quorum"? come verranno ripartiti i seggi tra maggioranza e opposizione? ...auspicando che la prossima volta, i "cavalieri di ventura" si riducano drasticamente.

    pasquino

    http://www.libero.it

    Inserito sab, 11 feb 2012 - 02:03:18

  • METAMORFOSI -
    Ma sì: nei comuni, nelle province, nelle regioni ed anche a livello nazionale, si creino liste civiche in prossimità delle elezioni, accomunate dal supremo obiettivo di vincere.

    Superate le ideologie, si buttino a mare le idealità, le identità che caratterizzano le diverse aree politiche; si spranghino le organizzazioni partitiche con annesso spirito di appartenenza degli ostinati e degenerati militanti.

    Solo liste civiche, da costituire in prossimità di ogni elezione e che si rivolgano direttamente alla gente, agli elettori, senza intermediazione alcuna.

    Liste civiche con un arco temporale limitato alla campagna elettorale e, se tutto va bene, alla legislatura. Disancorate dal passato e incuranti del futuro.

    Liste civiche senza l’assillo del giudizio degli elettori a fine mandato. Si vive una sola legislatura; del diman non v’ è certezza. Se si fallisce, la colpa sarà delle persone, non certo di un partito, di un’organizzazione, di un’idea politica: si farà un’altra lista, con altre persone e un altro programma riciclato.

    Qualcuna si estinguerà nel corso della legislatura, un’altra cambierà colore, altra ancora si schiererà contro la sua stessa ragione sociale: poco male, l’importante è partecipare; altro giro altra corsa.

    Liste personalizzate: del capopopolo, del sindaco, del costruttore, del racconta frottole, del Masaniello di turno: tutto fa brodo o meglio tutto fa voti.

    Fabbriche, laboratori, cantieri e sottopassi: tutto fa mucchio; chi più ne ha più ne metta, tanto poi la colpa sarà sempre dei partiti nei quali la fiducia dei cittadini è scesa ai livelli della temperatura di questi giorni invernali.

    Liste e listelli (ma, a volte, anche partiti) come tram, sui quali si sale per poi scendere alla fermata più opportunista.
    E’ la politica di oggi bellezza!!

    M.D.P.

    Inserito ven, 03 feb 2012 - 11:21:32

  • ......e le STELLE (bitontini, frazioni comprese) STANNO A GUARDARE.
    Grazie a tutti i personaggi e forze politiche citate nell'articolo per il grosso "impantamento" in cui versa la Città di Bitonto, frazioni comprese.
    Programmi elettorali????, ma di che parliamo???
    Meglio rimanere in "quarantena" per altri DODICI MESI......, e poi tutti a casa.
    ....alla prossima.

    sere '53

    Inserito ven, 03 feb 2012 - 10:14:48

  • analisi perfetta, e che forse andrà bene anche in futuro.
    purtroppo cambiando i colori ti ritrovi la stessa accozzaglia.

    michele

    Inserito ven, 03 feb 2012 - 09:03:07

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