Bitonto Tv

Esperia
27/01/2012

La gnoseocrazia de noantri

Se la politica diventa il tabù di se stessa e l'acqua sporca in cui non ci si vuole insozzare
Un pensatoio.
Così i rappresentanti de Il Ponte hanno più volte tradotto in queste settimane "think tank", l'anglicismo che dà il nome all'iniziativa di riflessione sulle primarie, che ieri ha bissato il suo incontro con la cittadinanza. Una "tanica" da riempire di proposte, critiche, riflessioni dei cittadini per delineare le prospettive amministrative della città ed operare una verifica sui criteri di selezione dei candidati adottati nella passata tornata elettorale. Una sorta di audit popolare sui circuiti della democrazia bitontina.
L'idea è presa in prestito da una consolidata tradizione della democrazia statunitense, e mira a costituire un autorevole strumento di osservazione, analisi e consulenza rispetto alla policy, all'amministrazione pubblica.
La traduzione data al concetto, tuttavia, è stata freudianamente molto più esplicita: il pensatoio. Alla memoria classica non può non ritornare l'immagine delle Nuvole di Aristofane, con Socrate sospeso in aria nel suo phrontistérion, il "Pensatoio" appunto. E che i primi passi pubblici de Il Ponte rischino di assomigliare a quella cesta campata in aria, in questi giorni sono non pochi ad osservarlo con aria di malizia.
La misurata prudenza delle dichiarazioni, i toni solonici delle dichiarazioni di intenti e -soprattutto- l'ostentato neutralismo politico sono le credenziali con cui questa nuova associazione si è presentata alla città e al suo dibattito civico interno. Un indubitabile segno di buonafede. Con il sospetto, però, che la ricorrente preoccupazione di smarcarsi dalle ombre di questo o quel partito tradiscano un pregiudizio di fondo sul senso complessivo della politica in quanto tale. L'equivoco nasce dal fatto che mai come in questo momento storico le organizzazioni politiche sono considerate sinonimo di malaffare, corruzione e privilegio. Dunque, vietato compromettersi con la politica, se si vuole aver salvo l'onore e la rispettabilità.
L'abbaglio è radicale. Non solo perché evidentemente le malattie non si curano con la soppressione dei pazienti, ma soprattutto perché un'associazione che interroga se stessa e la cittadinanza sulle modalità di individuazione dei candidati sindaci delle prossime elezioni sta già, sotto ogni profilo, conducendo un'azione essenzialmente politica. Può e deve pertanto sedersi al tavolo della politica con tutti i diritti e i doveri di un interlocutore politico, meritando l'ascolto senza arrogarsi un primato morale su chicchessia.
L'equazione per cui dichiarare l'appartenenza non diciamo ad un'alleanza, ma ad un'area politica, debba significare sporcarsi le mani e scendere ai compromessi del potere, brutto e sporco, è profondamente offensiva nei confronti di chi crede nella politica intesa come progettazione condivisa del benessere generale di una comunità.
La riflessione, è chiaro, trascende i confini di questa o quella vicenda, di questa o quella associazione. La paura di giocare a carte scoperte e di chiarire la propria identità politica sembra essere per la verità generalizzata. I tavoli clandestini della oscura concertazione di questi mesi in seno al centrosinistra bitontino stanno lì a dimostrarlo.
La tentazione di indire la crociata degli immacolati contro i potenti cattivoni è sempre troppo forte. Eppure, anziché convincere dell'alternativa rispetto al presente, questa reticenza dell'associazionismo nei confronti della politica non può che apparire come un segno di debolezza. Chi non riesce a pronunciare il nome della politica in quanto tale, probabilmente, non ha ancora voce a sufficienza per restituire a quel nome il suo significato. Soprattutto, è già caduto in quel vizio d'origine, quel pregiudizio populista sulla gestione del potere e delle istituzioni, posto il quale nessuna visione originale sulle prospettive di una comunità potrà essere immaginata. Il vizio analitico, statunitense come il "think tank" ma per nulla invidiabile, di separare la politics dalla policy, la politica dei compromessi di potere dalla politica a servizio del benessere collettivo; il vizio che la nostra lingua, figlia anche di quell'Aristofane che metteva alla berlina i demagoghi dell'Atene del V secolo, accuratamente evita, parlando sinteticamente di Politica. E di sintesi, piuttosto che di analisi, ha oggi bisogno la gestione del potere.
Non basta una gnoseocrazia perché la politica ritrovi se stessa, come l'esperienza nazionale sta esaustivamente evidenziando. "Insegnare" la democrazia, in fondo, è una pretesa non troppo diversa dal volerla "esportare"; e della fallacia di quest'ultimo mito non abbiamo bisogno di ulteriori dimostrazioni.
Non foss'altro, si rischia che il Pensatoio sia dato alle fiamme dal primo Strepsiade che, perseguitato dall'urgenza stringente della realtà, si accorga che complicate teorie e sofismi si perdono per il cielo.
Si sa, c'è sempre tanta gente vogliosa di insegnare; dannatamente troppo poca disposta ad imparare.

Sabino Paparella

BitontoTV Staff

Commenti

  • Marforio, innanzitutto devo premettere che ORMAI risulta davvero DISGUSTOSO questo Vostro modo di fare: ogni SCUSA è buona pur di EVITARE IL CONFRONTO NEL MERITO ovvero SUI FATTI ... vuote accuse, insulti, calunnie, biechi sospetti, basse supposizioni ... avàst' mòù.

    Almeno, firmandoVi con un nickname, non potete nasconderVi dietro la contrapposizione idiota fra la presunta superiorità del Vostro NOME VERO (?) rispetto alla mia IDENTITA' VIRTUALE (!).

    E dunque ? Perchè non parlare di quello che ho scritto ? Perchè non confrontarsi su quei dubbi che MOLTI esprimono ? Perchè sprecare il tempo e le parole ?

    Mannaggia ... comunque, visto che mi ci trovo e visto che almeno sino ad oggi non ho negato risposte ad alcuno, Vi dico che la risposta al sospetto calunnioso da Voi postato è assai semplice e trovasi ivi di seguito descritta:

    1) io ho letto l'ultima risposta del Ponte soltanto la mattina dopo aver scritto il mio precedente commento in questo post.

    2) se sembra che io abbia risposto all'ultima nota del Ponte in anticipo, ebbene questo è avvenuto solo perchè, sino ad oggi, il Ponte ha scritto + o - sempre le stesse 4-5 cose, riproponendole via via in salse diverse ma senza cambiare nulla alla scarsissima valenza dei contenuti proposti.

    3) se i Pontisti continuano su questa strada, la mia nota incriminata potrà sembrare la risposta scritta in anticipo alle prossime 724 lettere del Ponte ...tànd' nàn kàng' nùdd'...

    In conclusione permettetemi un consiglio dettato dalla esperienza (nessuna saccenza Vi assicuro ...).

    Fate attenzione quando volete lanciare un sospetto calunnioso ed infondato in forma di domanda retorica ... perchè poi può
    succedere, così come è avvenuto in questo caso, che la risposta a quella domanda retorica esiste, risulta essere concretamente veritiera e Vi fa fare una ennesima brutta figura.

    Che poi mò con le brutte figure Vi potete pure fermare ... secondo me da un rapido calcolo state a posto fino all'autunno prossimo senza nemmeno prenderVi il fastidio di dover mettere un polpastrello sulla tastiera :)

     POST SCRIPTUM

    Guardate che io non è che io stia lì a segnare e conservarmi tutto ... no, non funziona così.

    E' solo che prima di tutto, come una mia carissima Amica ha potuto notare, io sono un lettore assai attento e, dulcis in fundo, ... me le ricordo io le cose (... ANCHE SE SO CHE MI ODIATE PER QUESTO).

    Sacetox

    Inserito sab, 04 feb 2012 - 15:54:58

  • che strano...leggendo bene il commento di sacetox (a proposito ma che mestiere fa sacetox, l'inquirente?! visto che si segna e conserva tutto!?) pare, dico pare, che lui risponda direttamente alla nota del Ponte pubblicata questa mattina su Bitonto Tv. ma è strana sta cosa...come fa a rispondere alla nota 8 ore e passa prima che questa venga pubblicata?????? sacetox oltre che "saccente" e pure "veggente"?!?!? questo il passaggio sospetto: <>.

    marforio

    Inserito gio, 02 feb 2012 - 09:50:07

  • POLITICA, PRIMARIE e PONTE ...

    1) La POLITICA

    Io penso che la AZIONE POLITICA di un Individuo e/o di un Gruppo, possa essere QUALIFICATA al meglio innanzitutto analizzando 3 INDICATORI : PROGRAMMI + PROCESSI + PERSONE.

    °) PROGRAMMI
    Ci aiutano a capire COSA si vuole FARE in quel Gruppo, come si vuole INCIDERE sulla realtà e quale risulta essere l’OBIETTIVO (si spera COMUNE) che si vuole raggiungere con il proprio IMPEGNO.

    °°) PROCESSI
    Siccome NESSUN PROGRAMMA POLITICO potrà mai esaurire TUTTA la CASISTICA che si potrà presentare nel futuro, allora deve essere CHIARO e TRASPARENTE il modo in cui SI DOVRANNO PRENDERE LE DECISIONI su questioni di cui oggi non sappiamo nulla. Si deve inoltre SAPERE COSA e COME deve essere fatto per eleggere gli organi dirigenti e rappresentativi del Gruppo.

    °°°) PERSONE
    La Storia di chi si candida a RAPPRESENTARE una COMUNITA’ di Persone, ci aiuta a comprendere la AFFIDABILITA’, la CREDIBILITA’ di un PROGETTO POLITICO che deve essere orientato al raggiungimento del BENE COMUNE e non di certo all’ottenimento di POLTRONE e/o INCARICHI perseguiti per ambizione o misera cupidigia.

    2) Le PRIMARIE

    Sulla base di quanto esposto, io trovo ASSOLUTAMENTE INUTILE lo strumento delle PRIMARIE se viene gestito e vissuto in modo del tutto scollegato dal CONFRONTO e dunque da una COMPETIZIONE sia su quelli che sono i PROGRAMMI ELETTORALI dei vari candidati alle primarie, sia su quelli che dovranno essere i MECCANISMI dei PROCESSI DECISIONALI messi in atto dal Candidato nelle Primarie nel caso di vittoria elettorale.

    Ovviamente nei PROCESSI condivisi in modo aperto e trasparente, DEVONO essere presenti SPAZI e TEMPI che prevedano, magari da parte di quegli stessi organi che hanno gestito le Primarie, una VERIFICA PERIODICA del GRADO DI ATTUAZIONE di quei PROGRAMMI ELETTORALI nel corso del mandato elettorale del Candidato.

    3) Il PONTE

    A)
    In un commento su BitontoTV del 4 Gennaio scorso, Rocco Rino Mangini scriveva : “Il Ponte nasce soprattutto per innovare il modo di fare politica. In questa innovazione c'è anche un metodo, se vogliamo pan-inclusivo, di prendere decisioni sempre plenarie, riunendoci tutti gli associati per discutere delle azioni, degli scritti e delle proposte dell'associazione. Ecco perchè io, così come qualsiasi altro associato del ponte, possiamo parlare/scrivere a nome di tutti. “

    Un PROCESSO DECISIONALE NUOVO, ... ma certamente POCO CREDIBILE :(((
    Infatti come si GIUSTIFICA il fatto che Ezio Minervini, che è “associato del ponte” a tutto tondo, in un confronto a riguardo di questo ESPERIA di Sabino, abbia attaccato (A MIO GIUDIZIO in modo immaturo e volgare), questa testata giornalistica ma sia stato successivamente smentito in modo inequivocabile da un ANONIMO SCRITTORE che si firma “Il PONTE” ? (un saluto al Collega Virtuale … NDS)

    In quanto “associato del ponte” non era Ezio Minervini autorizzato a “parlare/scrivere a nome di tutti” ???

    Ma non basta, nel corso delle 2 ore e 49 minuti che, sempre nella medesima discussione, sono intercorse fra una richiesta di chiarimenti dell’Editore di BitontoTV (ore 18.32) e la risposta dell’anonimo Il Ponte (ore 21.21), si è adottato il metodo "pan-inclusivo" e si è presa la decisione plenaria, dopo che si sono riuniti tutti gli associati per discutere dello scritto da partotrire ???????
    Sì ?
    No ?
    Forse ?

    B)
    Giovanni Vacca ha scritto quanto segue sempre in quella discussione su Facebook a contorno di quello stesso Esperia : "Questa domanda ricorrente sul “dove ci posizioniamo” credo che obbedisca a logiche che ormai sono superate … Ma è lecito avere del tempo per ri-conoscere quella parte che meglio interpreta le nostre istanze? Forse il Centro-Sinistra o il Centro-Destra il Centro-Centro hanno esplicitato il loro programma? Sulla base di cosa avremmo dovuto fare la nostra scelta? Sulla base di simpatie politiche o di amicizie di lunga data? Ci è sembrato più serio partire dalla gente. Ed è quello che stiamo facendo andando nelle piazze ad ascoltare i cittadini".

    Perdonatemi, ma se ci si propone sulla scena della Politica locale con tanta "autorevolezza" e "dichiarazioni di intenti dai toni solonici" (Sabino Paparella dixit) è mai possibile che non si sia in grado di assumersi la RESPONSABILITA' di COMUNICARE PRIMA quale possa essere una IDEA DI AZIONE POLITICA che muove gli Associati del Ponte ? Io personalmente non ci credo ed è in questo senso che interpreto ed approvo le PERPLESSITA' di Sabino sul "mancato schierarsi" … +ttosto che le mancate dichiarazioni sulla APPARTENENZA A SCHIERAMENTI, mi indispettisce il voler girare intorno alle questioni, basandosi su SONDAGGI + o - affidabili, per "partire dalla gente" e "ascoltare i cittadini" e quindi decidere DOPO il COSA e, di conseguenza, il CON CHI… perdonatemi ma così non funziona.

    Questa NUBE su quei CONTENUTI su cui si baserà l'AZIONE POLITICA del Ponte nel futuro, è la causa della INCERTA COLLOCAZIONE di cui scrive Sabino e suscita perplessità e domande giuste come quelle a cui si riferisce Rocco Rino Mangini quando cita le buone domande di Vado al Massimo su Bitonto TV (Lista elettorale del Ponte si/no ? Quando ?), domande a cui, spero, almeno Lui vorrà rispondere.

    C)
    Che diamine di significato ha impegnarsi e dichiararsi su fatti episodici e concreti (botti … scritte …) e/o su questioni generali di metodo (primarie si/no) quando non si è in grado di PROPORRE UN PROGETTO POLITICO ?

    Andare nel concreto e sull’ovvio magari è comodo perché evita di doversi assumere responsabilità (= dover dare le RISPOSTE) e ragala VISIBILITA’ a buon mercato … però è inutile dal punto di vista dell’azione politica (tutti siamo contro i botti e le scritte sui muri della Cattedrale) e fa fare figure di schifo …

    Ad esempio proprio i botti sono stati occasione di una colossale figuraccia per chi aveva espresso SODDISFAZIONE per una ordinanza assurda e sciagurata come quella contro i botti emessa a poche ore dalla mezzanotte del 31 Dicembre.

    Sempre il mio collega del virtuale Vado al Massimo aveva scritto in un commento riguardo ai botti su BitontoTV : “Se non si ha la certezza di disporre degli strumenti per poter effettivamente controllare che non si accendessero i botti e quindi comminare le sanzioni ... ERA MEGLIO NON FARLA STA BUFFONATA.
    E la cosa più comica è che c'è gente che GONGOLA per questo risultato ottenuto, a loro dire, grazie al proprio interessamento.
    Io mi vergognerei e prenderei le distanze, ma si sa è troppo bello poter dire "grazie a me ...". Tutto serve per poter "brillare" …”

    Queste sono affermazioni INCONTESTABILI e che hanno la forza della SEMPLICITA' …

    D)
    Il PONTE mi ricorda Città Democratica che, senza essere in grado ANCORA OGGI di definire un PROGRAMMA POLITICO AGGIORNATO (vedasi sopra “PROGRAMMI”) e senza aver nemmeno tentato di spiegare come mai si trovi ad avere ottenuto un incarico di sottogoverno (vedasi sopra “PROCESSI”) si permette di bacchettare a + non posso Cittadinanza ed Associazionismo ….

    Eppure Città Democratica ha raccolto consenso elettorale alle ultime amministrative e dunque avrebbe una qualche voce in capitolo nella Politica Cittadina … mentre : “l’associazione il Ponte intende redigere un regolamento per spingere tutti i partiti ad adottare le primarie” … ma PERCHE’ un PARTITO dovrebbe accettare che siano quelli del Ponte a “redigere un regolamento per spingerli ad adottare le primarie ???

    Magari questo dovrebbe avvenire sulla base della lunga militanza nel Partito Socialista di qualche Associato ? O forse sulla base della esperienza che Altri del Ponte possono aver avuto nell’associazionismo politico grazie alla tristissima storia recente della lista civica VALORI SOCIALI ?

    In conclusione, io non sono così ambizioso da chiedere agli Associati del PONTE di “IMPARARE”, così come chiedeva Sabino nel Suo Esperia, ma mi basterebbe toccare con mano che Essi sono riusciti almeno ad "ASCOLTARE" le istanze, i dubbi e, soprattutto le DOMANDE che ormai li stanno sommergendo e alle quali conviene venga data una qualche RISPOSTA.

    Con fiducia nel fatto che queste risposte arriveranno, mi permetto di rilanciare un paio di miei vecchi quesiti che giacciono senza risposte ed attenzioni che siano degne di questo nome.

    *) E’ un conflitto di interessi accettabile quello di QUALUNQUE assessore che ha gestito il denaro pubblico con cui è stata costruita una struttura privata che è stata progettata dallo studio tecnico dello stesso assessore ???

    *) E’ GIUSTO e SACROSANTO che una QUALUNQUE inversione ad U nella esperienza POLITICA e dunque PUBBLICA di una Persona sia accompagnata da una PUBBLICA CONDIVISIONE DEL PERCORSO, affinchè essa stessa non suoni falsa ?

    Sacetox

    Inserito gio, 02 feb 2012 - 00:51:35

  • manca un personaggio nella vignetta. mi riferisco alla cicogna...


    coraggiosa...mente

    freccia
    ----------->

    freccia

    Inserito ven, 27 gen 2012 - 18:50:26

  • Gentile Paparella, mi chiedo: può un’elezione per il rinnovo del consiglio comunale dare così tanta importanza alla questione tecnica di scelta del candidato sindaco; alla modalità e ai criteri di selezione del candidato?
    Può la Politica consumare le maggiori energie per scegliere un premier o un sindaco?
    Deve la Politica anteporre la scelta del candidato alle cose da fare?

    Faccio una riflessione con similitudine.
    Nella scelta di un appaltatore per l’esecuzione di un lavoro sono esplicitati molto chiaramente e dettagliatamente le modalità e i criteri per l’individuazione dell’esecutore dei lavori. Ma l’individuazione dell’appaltatore è solo la fase successiva. Fondamentale è il lavoro da eseguire, spiegato nei minimi dettagli da un capitolato, da un computo metrico, dall’analisi dei prezzi. Per l’esecuzione di un lavoro non può succedere che prima si fa la gara e si individua l’esecutore e solo successivamente viene esplicitato qual è l’opera da realizzare e in che modo realizzarla e quali sono le fasi e i tempi di realizzazione. Anche per l’individuazione di un appaltatore, è preferibile il ricorso ad una procedura pubblica aperta a più concorrenti che non l’affidamento diretto. In casi eccezionali però, in presenza di lavori specialistici e particolarmente delicati, è auspicabile l’affidamento diretto a operatori affidabili e competenti.

    Traducendo in politica.
    Per un agire politico corretto bisognerebbe partire da una disamina della realtà, dai problemi esistenti, dalle potenzialità presenti, dalle prospettive, dalle priorità, modi e tempi per realizzare gli obiettivi. Attraverso momenti di contatto diretto con la cittadinanza e le sue organizzazioni; affinchè si evincano bisogni e problemi, per individuare soluzioni possibili e progetti realizzabili da condensare in un programma politico. Le cose da fare e i modi per realizzarle devono fare da collante tra i partiti e movimenti che condividono tali scelte; devono diventare i tratti che individuano e caratterizzano una coalizione, un’area politica.
    Solo successivamente, cementata l’alleanza dagli obiettivi da realizzare, si può procedere all’individuazione del candidato.

    Se si è consapevoli che l’obiettivo da raggiungere (condiviso e reso pubblico) è fondamentale per l’interesse generale della comunità, per la sua rinascita ed il suo sviluppo, è davvero improbabile che il cemento si sfaldi sulla modalità di scelta del candidato sindaco. Contrariamente, si perderebbe in credibilità, avvalorando la tesi della lotta di potere fine a se stessa.

    Non negli Stati Uniti, ma Italia il solo discutere di primarie significa schierarsi per un’area politica ben precisa, giacchè da anni questa è una prerogativa di una parte politica ben definita e solo ultimamente approdata, in rarissimi casi, sull’altra sponda. O sbaglio?

    A me personalmente la modalità di scelta del candidato sindaco non mi appassiona più di tanto. Maggiormente non mi interessano le iniziative di esperti “primariologi”.

    Sarebbe bello se la sfida si svolgesse non tra persone, ma sulle cose da fare per migliorare la vita della nostra comunità. Ci sarà tempo per parlarne?

    M.D.P.

    Inserito ven, 27 gen 2012 - 17:55:51

  • Parto col dire che nutro seri dubbi circa l'apporto che suddetto Think Tank (la cui traduzione in pensatoio mi par un'aberrazione nei confronti del significato stesso dell'espressione) darebbe alla vita politica cittadina. Posta la premessa, però, mi permetto di dissentire sull'analisi di Sabino Paparella. Nel naturale fluire dell'articolo si è passati dal microcosmo locale al macrocosmo italiano. Si è parlato infatti di "pregiudizio populista" che investe il mondo politico della penisola. Ma un’attenta riflessione sulla situazione porterebbe a chiedersi il perché di tanto sconforto nei confronti di chi fa politica. Nepotismo, teoremi clientelari, il paradigma secondo il quale la politica è un punto di arrivo personale anziché un punto di partenza per lavorare in funzione del mantenimento del contratto sociale si sono declinati, nella coscienza comune, in profonda sfiducia. Sfiducia che nelle ultime settimane da passiva si è trasfigurata in attiva. C'è qualcosa che non va? Bene si cambia.
    L'errore commesso da gran parte del'establishment politico e dei media è stato di cestinare il disagio civico sotto l'etichetta di becero populismo. Mi domando quindi se le pretese di quelli che sono i veri datori di lavoro di chi è al potere possano essere trattate con tanta reticenza. I cittadini hanno il diritto di manifestare il proprio scontento, la politica e i media hanno il dovere di ascoltarli. Troppo comodo e accomodante parlare di populismo. Più difficile affrontare i problemi. Ovviamente di populismo si campa ancora tanto in Italia, ma è bene distinguere tra Fatti e Opinioni e/o strumentalizzazioni.
    Si è parlato anche di una distinzione della politica in una sfera dei compromessi e in una dell’agire per i cittadini. E della necessaria hegeliana sintesi tra i due emisferi. Niente di più antidemocratico. Forse son reo di non aver compreso, ma a voler pensar male sembra che per il giusto corso della Storia debbano essere “in re” compromessi, sotterfugi, pratiche sottobanco. Eppure tutto l’impianto normativo del nostro Stato di diritto par fatto apposto affinché chi ci governa debba rispondere in modo limpido a leggi e metodi. Senza ricorrere a maschere pirandelliane. Continuare con questo sistema significa condannarci ad un futuro in cui questi problemi saranno una triste costante. Riportare la voce dei cittadini, senza che debba necessariamente essere filtrata dai partiti, al centro del dibattito politico vorrà dire aver rimesso in sesto la democrazia. Democrazia messa alla berlina da decennali pratiche sofiste il cui obiettivo era rinforzare la torre d’avorio dentro la quale venivan prese le decisioni. Con le parole si può dir tutto, come ci insegna Protagora, anche sostenere, forse, la gerontocrazia dei pochi eletti.

    Il viandante

    Inserito ven, 27 gen 2012 - 11:53:46

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