Una
banana era, e su quella banana sono -improvvidamente- scivolati.
Gli affittuari di
Palazzo Gentile con una
telefonata hanno preteso il ritiro della vignetta di
BitontoTv uscita qualche giorno fa dalla matita di
Pierfrancesco Uva, che ritraeva il
gonfalone bitontino sostituendo il classico
ulivo con una banana. L'accusa,
vilipendio dello stemma comunale.
Accade anche questo, che in un Paese nel quale fino a poche settimane fa diversi ministri della Repubblica si fregiavano di irridere il
tricolore, l'ironia di un vignettista possa essere ritenuta imputabile di vilipendio. La ridicolezza della cosa sarebbe di per sé esaustiva, ma non è questo il punto vero. Il diritto alla
satira, in nome del quale in queste ore si moltiplicano - dai colleghi di
BitontoLive agli amici di
Città Democratica al popolo di
Facebook - le espressioni di
solidarietà per Btv e PierUva, non è l'aspetto più interessante della questione, che ci sembra - piuttosto - squisitamente
politico. I martirii ideologici non ci esaltano. Eventuali
azioni legali conseguenti alle minacce faranno il loro corso. Resta però la domanda: cosa passa per la mente di un assessore che inveisce contro una vignetta che altera lo stemma comunale? La risposta sembra facile: la fierezza di difendere l'onorabilità di un simbolo rappresentativo della città. La vignetta, insomma, sarebbe inaccettabile perché avrebbe messo alla berlina non tanto l'amministrazione cittadina, quanto l
'istituzione comunale, la dignità di Bitonto e della sua storia. Questi, in sintesi, gli argomenti della telefonata di deplorazione.
Va da sé che questa ricostruzione risulta un tantino capziosa. L'allusione grottesca ad una alleniana
"Repubblica delle Banane", infatti, con tutta evidenza non attiene all'istituzione municipale, ma alle sue modalità di gestione attuali, tali da renderla -appunto- una "
città delle banane" agli occhi dell'artista. Ma allora, perché prendersela con lo stemma comunale, che dovrebbe essere simbolo della dignità della città e di chi la abita? Perché le persone del
Sindaco (con la sua Giunta) e dei consiglieri tutti, a norma di
Statuto (artt. 13,30), durante il proprio mandato rappresentano a pari titolo quella città di cui sopra.
È qui che l'equivoco si fa decisamente interessante. È quella che la logica medievale definiva una
"analogia duorum ad tertium": tanto lo stemma (in modo permanente) quanto gli affittuari di Palazzo Gentile (in modo transeunte) rappresentano pubblicamente la comunità bitontina, sono analoghe raffigurazioni di ciò che essa intende essere e promuovere. Devono essere, in un certo senso, simboli intercambiabili del nome di Bitonto. Di qui la banana. Conviene più all'olivo o alla banana lo spettacolo indecoroso di volgarità che si ripropone ad ogni assemblea del
Consiglio? Conviene più all'olivo o alla banana la scelta programmatica della Giunta di azzerare il
capitolo cultura nel bilancio comunale? Conviene più all'olivo o alla banana la puntuale reticenza di un Sindaco dinanzi a tutti i nodi cruciali del suo mandato? Ciascuno (compreso un vignettista!) può dare liberamente la sua risposta.
Ma non si dica che l'ingegno satirico di PierUva vilipende la dignità della città. Non si mistifichi la realtà.
È a quell'analogia mancata che urla quella vignetta, alla sfocatura tra "l'
olività" della comunità bitontina e la "
bananità" di molti dei suoi rappresentanti istituzionali.
Una banana per dire l'autoreferenzialità (che si dice idiozia) e la mancanza di intelligenza (che si dice demenza) politica di chi, anziché domandarsi come rendere nuovamente credibile agli occhi dei cittadini quell'analogia con i valori dello stemma, si trincera dietro il vessillo di un vuoto
formalismo. Gli stessi che sulla
comunicazione e sulla pretesa di significare i simboli istituzionali hanno costruito una vittoria nel
2008 e un assessorato ad hoc negli ultimi mesi. Paura o semplice cecità?
Diranno che è stato tutto un malinteso. O magari non diranno proprio niente, perché si sa, quel che conta sono le formalità: che parlino gli avvocati. Troppo pretendere di cogliere la
sostanza di quella satira. Troppo pretendere delle
scuse; per quella richiesta sconcertante, e per aver reso necessario l'avvilente compito di "
spiegare" una vignetta.
Stat rosa (o stemma, se preferite) pristina nomine. Nomina nuda tenemus.
Sabino Paparella
Mi piacerebbe che le vignette fossero "democraticamente" commentabili come gli altri articoli.
Salvatore Ambrosi
Inserito ven, 13 gen 2012 - 18:40:04
ma se sono cosi ignoranti da non riuscire ad articolare una frase in italiano,che hanno bisogno di scrivere e farsi correggere i loro pensieri, se nn sono in grado di dare una risposta di senso compiuto senza andare "fuori traccia" perchè non sanno che dire... figurati se arrivano a comprendere qualcosa di un po' più intellettuale!!
cittadina
Inserito ven, 13 gen 2012 - 12:11:39
la libertà...la tolleranza...
concetti belli che possono rendere civile un popolo.
e se la libertà e la tolleranza di alcuni umiliassero quelle degli altri? come la mettiamo ora?
xxxxxx
vilipendio? certo: non ho mai visto un tedesco, un francese oppure un inglese arrivare a tale ironìa...l'italiano sì (proprio come nelle barzellette di un tempo)...e non confondiamo il perbenismo oppure un'apertura mentale a fronte del rigido e continuo rispetto dei nostri simboli...quelli sono sacri...devono essere custoditi e difesi da ciascuno di noi...il buon disegnatore, che ci delizia con le sue argute vignette, questa volta non è scivolato ma ha rotto la punta della sua matita da se stesso...e non perchè si è consumata...xxxxxxx xxxxx
strana...mente
freccia
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freccia
Inserito lun, 09 gen 2012 - 23:30:38
Caro Sabino,ti sei inutilmente sforzato per ricercare una logica o una ragione nel comportamento della attuale giunta.Un Sindaco ed una Giunta che occupa contro la volontà del popolo vim et clam il potere pur sapendo di non essere all'altezza di una benchè minima riflessione ,vuoi che capisca quale sia il confine tra la satira ed il vilipendio? Diceva un mio amico barese,che la loro testa serve solo per separare le orecchie .Non deve considerarsi affesa questa affermazione a meno che non si voglia ritenere che anche in questo caso vi sia offesa alle istituzioni.Ad ogni buon conto caro Sabino cerca di sopportali ancora per poco perchè fra un anno sparirnno per sempre.
ADAGIO
Inserito lun, 09 gen 2012 - 12:28:56
Facciamo così: ricopiamo su un foglio lo stemma con la banana e spediamolo al Comune e ci denunciassero tutti.
GENNARO
Inserito lun, 09 gen 2012 - 11:07:18