Proprio ieri mattina, sulle pagine di questa testata giornalistica, era stata riportata la “singolare” notizia della risposta, dopo quasi due mesi, della dirigenza ASL alle associazioni bitontine che avevano chiesto lumi sugli intendimenti futuri dell’azienda per la sanità locale <<clicca qui per leggere l’articolo>>. Una risposta singolare perché l’unica a ricevere la missiva della ASL è stata la Federazione della Sinistra, pure cofirmataria della nota, ma in ogni caso assieme a decine di altre entità locali del tutto ignorate dalla dirigenza sanitaria. Una risposta che tuttavia non soddisfa il bisogno di chiarezza delle associazioni che avevano aderito all’iniziativa. A spiegarlo è proprio la Federazione della Sinistra, il cui direttivo, attraverso un comunicato stampa, ha inteso rassegnare le proprie considerazioni sulla vicenda.
“I primi del giugno scorso – ricorda la nota informativa - il Presidio ospedaliero bitontino comunicava la riduzione dei servizi di Cardiologia e Radiologia, invitando contestualmente l’utenza a rivolgersi solo in caso di grave necessità al punto di Pronto soccorso, ciò a causa della riduzione ‘per ferie’ del personale. In data 4 giugno il Circolo Peppino Impastato della Federazione della Sinistra,d’intesa con l’Associazione Più Valore ed altre realtà del terzo settore, invia una serie di fax ai vertici della Sanità pugliese e, per conoscenza, al Presidente Vendola e al Sindaco di Bitonto, segnalando il grave disagio derivate da tale situazione. Dopo quasi due mesi arriva finalmente la risposta, che nulla aggiunge a quanto già affermato dalla prima comunicazione del nosocomio bitontino: il personale va in ferie, il servizio viene ridotto”.
A poco valgono le “rassicurazioni” del direttore generale Nicola Pansini “che in caso di constatata urgenza gli utenti del Pronto soccorso non verranno lasciati morire ai cancelli del nostro ex ospedale, ma – a spese della ASL- verranno trasferiti presso le strutture ospedaliere del San Paolo o di Molletta”.
“Altro non aggiunge, il dottor Pansini – sbotta caustica la missiva - non specifica neanche se sull’ambulanza fornita ‘a gratis’ (bontà sua!) dalla ASL ci sarà personale medico o no. Noi della Federazione della Sinistra siamo per indole fiduciosi, ma non caratterialmente ingenui, né politicamente sprovveduti”.
I quesiti della Federazione della Sinistra appaiono tutt’altro che secondari: “Cosa si nasconde dietro la riduzione o la sospensione ‘per ferie’ di tutta una serie di prestazioni inerenti la salute di un’intera comunità fatta non solo di bitontini, ma anche di uomini e donne delle frazioni di Palombaio e Mariotto, nonché di tutta la popolazione del Comune di Palo del Colle ? Come mai, ad un fax di protesta inoltrato dalla Federazione della Sinistra Circolo Peppino Impastato in data 4 giugno, il direttore generale della ASL Nicola Pansini risponde con una missiva datata 12 luglio? Forse che la riduzione dei servizi sanitari altro non è che la prova generale di quel che sarà l’azzeramento del diritto alla salute, nel caso – ormai certo- di definitiva chiusura della struttura ospedaliera bitontina, stante il Piano di rientro della spesa pubblica sanitaria regionale?”.
Per il circolo Peppino Impastato si sta assistendo ad “una sorta di graduale, ma implacabile allenamento al vuoto sanitario pubblico, che spingerà l’utenza, soprattutto la più debole, verso prestazioni private, quelle sì assicurate tempestivamente, dietro pagamento di laute parcelle a professionisti medici e laboratori di ricerche cliniche”.
Lo “sgretolamento del servizio di assistenza sanitaria pubblica che inevitabilmente favorirà le strutture private” è per la Federazione della Sinistra “un fatto gravissimo, che lede diritti inviolabili sanciti dalla Carta costituzionale, assicurando al contempo la possibilità di cura solo a coloro che possono pagarsela, e a caro prezzo, di tasca propria”.
“Noi non siamo politicamente ingenui - mette in guardia il comunicato stampa - né privi del minimo senso comune. Sappiamo bene che l’attuale stretta economica impone dei ‘sacrifici’ all’intera comunità, ma non per questo possiamo accettare che i sacrifici vengano pagati da una parte soltanto della popolazione; quella parte ( che non è minoranza !!) che già paga con licenziamenti, cassaintegrazione e disoccupazione le scelte dissennate della politica economica nazionale; quella parte di uomini e donne a cui uno Stato mal gestito non assicura più né lavoro né diritti e che adesso si vede negata anche la salute”.
Poca fiducia in ogni caso il comunicato stampa sembra riporre nei nuovi servizi che potreanno sostituire quelli esistenti, specie nei tempi di implementazione: “Certo, per un Ospedale che chiude, altri servizi territoriali verranno rafforzati o, addirittura, creati ex novo, come la tanto decantata ‘Casa della salute’.Ma questo, quando avverrà? Tra quanto tempo? E, nell’attesa che le nuove strutture prendano corpo, del ‘corpo della comunità’ chi si occuperà? Dove e a chi si rivolgeranno tanti anziani soli e privi di assistenza e, per questo, impossibilitati a raggiungere gli ospedali limitrofi? Quanto tempo dovrà attendere un cardiopatico di Mariotto, per ottenere una visita cardiologia a Molfetta o al San Paolo, ovvero là dove convergeranno i novantamila utenti dell’ex nosocomio bitontino? Tra quanti anni e con quali finanziamenti nascerà la casa della salute?”.
Di diversa natura e caratura sono le risposte richieste dal gruppo politico in concomitanza con le associazioni locali e riguardano il futuro: “Questo il direttore generale dell’ ASL non ce lo spiega nella sua lettera. Forse non è un suo problema, forse non ha risposte. Ci chiede, tra le righe, di essere pazienti. Noi non vogliamo più essere pazienti. Vogliamo risposte vere”.
La richiesta reiterata da parte del coordinamento politico del circolo è chiara e circostanziata: “Ancora una volta, invitiamo primi tra tutti proprio gli operatori sanitari dell’ex Ospedale di Bitonto ad un incontro pubblico sulla questione Sanità del nostro territorio ed allarghiamo l’invito anche a tutte quelle Associazione del terzo settore a far sentire con la nostra anche la loro voce, al momento ignorata dai palazzi ‘di ogni tipo’. La Sanità pubblica è un nostro diritto di cittadini e ce la stiamo facendo scippare. Noi, a questo, non ci pieghiamo”.
Vito Schiraldi
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