Referendum popolare. Sembra essere questa l'ultima proposta, in merito al Piano Strategico Metropoli Terra di Bari, avanzata dal dottor Franco Natilla, consigliere e capogruppo dei Riformisti.
Non si può non ascoltare i cittadini su questioni di cotanta importanza, rendendoli partecipi delle scelte che segneranno il futuro di tutti. Certo è che il voto debba, però, essere libero, consapevole e coscienzioso e non certamente politico.
L'iniziativa è supportata dalla certezza che "l'attuale Sindaco, assieme alla sua compagine amministrativa, non ha avuto in alcun modo la possibilità di conoscere la questione in tutte le sue sfaccettature".
"Prima di decidere, come ha deciso - afferma Natilla - sarebbe stato auspicabile ascoltare i consigli della minoranza o dei rappresentanti della passata amministrazione o, meglio ancora, propiziare un incontro tra i Sindaci dei Comuni coinvolti come Bitonto nella questione Piano Strategico Metropoli Terra di Bari.
Ma il sindaco Valla e la sua maggioranza, pur ignorando la questione, con eccessiva disinvoltura hanno voluto dare una risposta che, in sostanza, annulla il lavoro di anni".
Natilla ripercorre, per dar forza alla sua proposta, gli ultimi significativi eventi.
"Nella seduta consiliare del 19 luglio la maggioranza, non tenendo presente alcun suggerimento, approvava il Piano Strategico Metropoli Terra di Bari - atto prodromico a successivi provvedimenti per la costituzione dell'Area Metropolitana di Bari (mi chiedo come si faccia a non comprenderlo?!) - così come proposto e predisposto dal Comune del capoluogo.
Che l'area metropolitana barese sia un fatto ineludibile - continua il leader dei Riformisti - è cosa certa e concreta, ma che l'adesione non si trasformi in annessione deve portare, necessariamente, a profonde riflessioni per mettere in campo tutte quelle iniziative che facciano continuare a vivere la ultra millenaria identità bitontina.
Il comune di Bitonto, pertanto, non può non considerare positivamente l'idea di fare sistema attraverso un metodo di lavoro cooperativo sui temi di sviluppo urbano al fine di evitare una pericolosa centralità e sostenere, di contro, un processo di sviluppo particolarmente attento alla qualità insediativa dell'intero territorio".
"Il Piano Strategico - continua - grazie al contributo di idee del professor Nicola Pice, venne correttamente impostato soffermandosi sugli aspetti metodologici, al fine di riservare uno spazio specifico a raggruppamenti di comuni quale parte integrante e sostanziale dell'intero raggruppamento dell'area metropolitana.
Su queste basi - tiene ad evidenziare il consigliere - appariva ovvia e scontata la riconferma dell'adesione del comune di Bitonto al patto delle città per lo sviluppo urbano sostenibile, già sottoscritto nel 2004, che avrebbe consentito di recitare un ruolo importante per mantenere alcuni tratti di specializzazione, di operare scelte e promuovere azioni dirette ed immediate per conservare la propria identità."
"La necessità di un Piano Strategico per poli territoriali - argomenta il consigliere - nasceva dal fatto che Bari, avendo direttrici di sviluppo che si fondano su profili di città capoluogo e quindi sulla concentrazione di funzioni non comuni ad altre realtà, punti a far crescere queste funzioni con particolari prospettive di sviluppo (si pensi al porto, all'aeroporto, alla Fiera del Levante).
I sistemi insediativi delle città aderenti al patto hanno, invece, prospettive diverse con differenti direttrici di sviluppo legate a tradizioni e culture proprie consolidate nei lunghi secoli di storia di ciascuna che, se spezzate, porterebbero a dannosi e pericolosi appiattimenti."
"Per questi motivi - insiste Natilla - la struttura organizzativa del piano strategico predisposto dal Comune di Bari doveva essere contestato e quindi respinto dal nostro Consiglio Comunale.
Purtroppo vani sono risultati i tentativi operati dal sottoscritto e da altri consiglieri di minoranza per indurre il sindaco Valla e la sua maggioranza a comprendere le ragioni suddette. Ahimé hanno, purtroppo, prevalso posizioni preconcette".
Che fare allora? Come muoversi? Il dottor Natilla traccia una possibile via da percorrere.
"Il Sindaco Valla - incalza e conclude il leader Riformista - faccia propria la legittima rivendicazione di uno spazio adeguato per favorire le identità locali, per fare in modo che entrare a far parte dell'area metropolitana significhi operare per la costruzione di un'area protesa alla realizzazione del bene comune e non già del solo comune capoluogo.
Tali considerazioni devono indurre il Sindaco di Bitonto ad attivarsi, attraverso una urgente convocazione dei sindaci dei comuni di Giovinazzo, Molfetta, Ruvo, Terlizzi e Corato per rilanciare il polo dell'area Bari Nord affinché, riconfermate le volontà delle parti in causa, si dia corpo ad una struttura organizzativa del piano strategico che comprenda la volontà e le esigenze di tutte le parti interessate, nessuna esclusa".
Il Piano Strategico Metropoli Terra di Bari sta divenendo, ultimamente, oggetto di dibattiti e confronti sempre più frequenti. Le coscienze dei cittadini sembrano essersi svegliate e la voglia di partecipare attivamente e dire la propria su un argomento - importante come questo - sembra stia divenendo sempre più insistente.
E le notizie che arrivano dal capoluogo sembrano moltiplicare i dubbi di chi ha lanciato segnali di poca chiarezza sull'argomento. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia che Bitonto è stato inserito nella Cabina di Regia, ma solo per il sesto anno.
La Cabina di Regia (organo che ha il compito di pianificare, raccordare e coordinare il lavoro e il processo di pianificazione strategica, ndr) è composta dal sindaco di Bari (capofila), dal presidente della provincia di Bari e da 5 (cinque) sindaci degli enti associati eletti, con cadenza annuale, dal Consiglio Metropolitano dei Sindaci. I criteri per l'individuazione dei cinque Comuni "rotazionali" vanno dal peso demografico alla ripartizione geografica. Insomma, una sorta di estrazione per la formazione dei gironi per la Champion Leagues con tanto di "teste di serie". Il "fato" ha voluto che proprio Bitonto, Gioia del Colle, Giovinazzo, Bitritto e Noicattaro fossero estratti per ultimi.
Conterà ancora qualcosa, il sesto anno, far parte della Cabina di Regia? Se lo chiedono in molti!
Maurizio Loragno
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E' dal 1990 che i bitontini gridano allarme, ma, gente come Natilla, riacquista l'udito solo ora.
Caro Natilla, perchè non hai ritenuto dover ascoltare i bitontini nelle due passate amministrazioni Pice?
Comunque, meglio tardi che mai!
Voi siete amministratori pro tempore e non feudatari della città.
Per le questioni che riguardano il futuro di quasi 60.000 anime, non spetta nè a Natilla, nè a Pice, nè tantomeno a Valla, decidere, con arroganza, sostituendosi alla città.
Aspettiamo che venga indetto il REFERENDUM perchè i bitontini, prima ancora di essere di destra o sinistra, sono BITONTINI e solo nelle loro coscienze risiede la risposta al quesito: BITONTO DEVE DIVENTARE PERIFERIA DEGRADATA E SERVA DI BARI O CONTINUARE AD ESSERE CITTA'LIBERA E INDIPENDENTE?
Aspettimao di essre chiamati a decidere e, diffidiamo chiunque, compreso Valla, dal prendere decisioni che spettano solo ai CITTADINI DELLA MILLENARIA CITTA' DI BITONTO!!!!
terenzio varrone
Inserito gio, 25 dic 2008 - 14:06:06