Vincenzo Fiore, politico di lungo corso e oggi leader del movimento "la gente", scrive allo staff all'indomani dell'articolo-dossier sulla questione Piano Strategico Area Metropolitana di Bari. Punta il dito contro la massima assise cittadina, stupendosi del lassismo con cui la decisione del Piano Strategico sia stata assunta, soprattutto dal centrodestra.
"Speravo che il consiglio comunale e per esso la maggioranza non cadesse nella trappola e ponesse paletti non solo di chiarezza ma anche di forza e di partecipazione effettiva al processo di formazione dell'Area metropolitana - scrive - sgomberando il campo da mire egemoniche della città di Bari e di chi oggi la rappresenta. Invece, silenzio! Anzi, accondiscendenza."
"Come - domanda - è possibile che la maggioranza approvi supinamente e non reagisca? Non organizza, in omaggio alla partecipazione e alla condivisione, come ha fatto o sta facendo Corato, un forum prima del consiglio comunale, in modo da coinvolgere tutte le forze culturali e sociali della città e far assumere dal consiglio stesso una posizione unitaria e condivisa?"
Inaspettata, considerato il politico da cui viene avanzata, la proposta provocatoria: "Perché a nessuno è venuta l'idea di invitare in consiglio, come correlatore dell'assessore Elio Sannicandro, Nicola Pice che ha vissuto in prima persona per dieci lunghi anni il processo di formazione del Piano Metropoli Terra di Bari?"
"Qualcuno - commenta - ha giocato sulla mancanza, absit iniuria verbis, di conoscenze profonde e accurate di un consiglio comunale, come è successo per Gioia del Colle, per buona parte rinnovato? L'amministrazione di Bitonto ha chiesto l'inserimento di tecnici di propria fiducia nel comitato scientifico cui è demandato il compito di scegliere i progetti finanziabili?"
La presa di posizione del politico è forte. "Bari, in vista del varo definitivo delle Città Metropolitane, con lo scioglimento delle Province ha seguito un percorso scientifico, ha dato vita una partita a scacchi per prevalere sulle altre realtà territoriali. Sono sicuro - aggiunge - che, se si fosse giunti al consiglio comunale dopo un forum o se, in consiglio comunale ci fosse stato Nicola Pice (e non dite che sono tifoso di Pice!) come correlatore dell' Ass. Sannicandro, sarebbero venuti fuori, in maniera forte, i distinguo tra chi si batte per la reductio ad unum (Bari) e chi si è battuto per la unità triadica come lo stesso Pice."
Fiore dà una lettura della situazione abbastanza chiara, per la quale la "vacatio amministrativa di Bitonto e Gioia del Colle" siano state la causa della distruzione della cabina di regia che prevedeva pari dignità per le tre città capofila e "predisponendo invece una governance completamente diversa che prevede un cabina di regia formata da 5 comuni scelti a rotazione completamente subalterni alle decisioni del presidente (il sindaco di Bari)."
"Su un argomento determinante come questo - conclude - è mancata quella serenità nei rapporti istituzionali che, per esempio, è servita per approvare un documento unitario sulla questione ospedale. Mi auguro che, se le cose stanno come vengono descritte, il percorso che porta alla creazione definitiva dell'Area Metropolitana Terra di Bari venga seguito con maggiore attenzione e consapevolezza dei problemi per evitare che Bitonto, come dice qualcuno, diventi uno dei quartieri periferici di Bari".
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