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Piano Strategico Ba 2015
25/07/2008

Piano Strategico Terra di Bari: troppe ombre

Dal 2004 le tappe salienti di un processo approdato in Consiglio sabato scorso. Alta la posta in gioco: la prevaricazione di Bari rischia di soffocare Bitonto.

Sabato pomeriggio, dopo 5 ore di discussione, il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza la "Convenzione per il Piano strategico Metropoli Terra di Bari". Un provvedimento come gli altri se non fosse che intorno all'Area Metropolitana si stanno giocando, negli ultimi anni, una serie di battaglie che non possono non influenzare in maniera determinante il futuro della città. Basti pensare che la Regione Puglia ha intenzione di veicolare attraverso il Piano Strategico la maggior parte dei finanziamenti orientati al territorio. È importante, quindi, cercare di capire cosa è il Piano, da dove arriva e quale ruolo può giocare nelle dinamiche locali.
Per dare una risposta al primo quesito, sarebbe quasi necessario indire un convegno ad hoc con l'intervento di esperti e professionisti: a chi scrive su queste pagine, pertanto, spetta il compito di riportarne soltanto una sorta di cronistoria, che parte dallo studio di documenti originali e di articoli risalenti al 2004, anno in cui il Consiglio Comunale con la delibera n. 76 approva il testo del "Patto delle Città - La diversità si fa sistema" di cui Bitonto è capofila e a cui aderiscono anche Giovinazzo, Molfetta, Ruvo di Puglia e Terlizzi.
L'obiettivo dichiarato di questo sodalizio è inserirsi nel più grande Patto dell'Area Metropolitana di Bari ed evitare di essere inghiottiti dalla voluminosa voglia egemonica del capoluogo e dell'attuale sindaco, Michele Emiliano. La stessa cosa fanno le città a sud della provincia, che si identificano nel progetto di cui si attesta capofila Gioia del Colle.
Nella seconda metà del 2006 i Sindaci delle tre città sottoscrivono un protocollo d'intesa per tracciare un percorso comune che interessi tutta l'Area Metropolitana Terra di Bari, inglobando i tre poli. Raggiungono anche un accordo sulla costituzione della cabina di regia con ruoli "paritari". La cabina di regia - nelle intenzioni - è una vera e propria camera di comando cui aderiscono - soltanto e di diritto - le città capofila. Il protocollo viene firmato in pompa magna il 31 ottobre 2006 e in quella occasione viene anche ufficializzata "la gestione a tre" con il sindaco di Bari nelle vesti di presidente, quelli di Bitonto e Gioia del Colle quali vicepresidenti.
Nel frattempo, però, succede qualcosa che spariglia le carte: la Regione Puglia con determinazione dirigenziale n. 199/2006, pubblicata sul Bollettino regionale il 20 luglio, comunica che sia il Patto delle Città (Bitonto) che il Raggruppamento dei Comuni (Gioia del Colle) non vengono ammessi ai finanziamenti. Il Piano per l'area metropolitana Terra di Bari proposto da Emiliano, invece, ottiene il benestare. Questa situazione crea di fatto un'anomalia che non poteva di certo sfuggire al controllo di chi seguiva le vicende bitontine sia vivendole in prima persona sia come cittadino interessato, tanto che sul Comune Informa di Bitonto (n.7/2007) del 5 Aprile in una lettera all'amministrazione venivano posti dei dubbi sul percorso fatto - e che soprattutto si andava a fare - con il Piano Strategico.
Nel silenzio generale, o comunque nella indifferenza dei più, la cabina di regia e il Consiglio metropolitano dei Sindaci continuavano a lavorare per pianificare le mosse successive. Va dato atto che in questi contesti l'ex primo cittadino, Nicola Pice, ha continuato a battersi per il ruolo paritario nelle decisioni di Bitonto rispetto a Bari e non pochi sono stati gli scontri con il sindaco Emiliano. È storia recente, per esempio,  quella che vede il professore, nella seduta del Consiglio Metropolitano dell'11 dicembre 2007,  invitare a "non fossilizzarsi su qualsiasi forma di centralismo";  suggerire di "puntare ad una unità triadica" o ancora, a proposito di come le vicende del Piano Strategico andavano sviluppandosi, non condividere che "i consigli comunali fossero all'oscuro di tutto". Netta fu, in quell'assise, la risposta dall'assessore barese Elio Sannicandro (lo stesso venuto a Bitonto sabato scorso a presentare il Piano Strategico al nuovo consiglio comunale, ndr), convinto che le proposte di Pice rischiassero di portare "ulteriore ritardo". Evidente già da allora, in altri termini, la voglia di Bari di "farla da padrone". Ne sono prove i pieghevoli che, da fine aprile, venivano distribuiti a contraddire il materiale promozionale di poche settimane prima: completamente diversa la cabina di regia, presidente il sindaco di Bari ma composta da 5 comuni, scelti tra tutti i partecipanti a turno. Veniva annullata, così, la leadership di Bitonto e Gioia del Colle che diventavano città tra le altre e alle quali non era per nulla riconosciuto lo sforzo propositivo nella creazione del Piano Strategico. E la ratio ha trovato conferma in quanto affermato sia dall'assessore Sannicandro che dal dottor Luca Scandale, coordinatore del Piano, nel road show nei vari Comuni aderenti, ai quali è stato proposto di sottoscrivere la nuova convenzione.
Nei fatti l'intera pianificazione strategica ha in questo momento al centro la città di Bari, che ha direttamente nominato il comitato scientifico, insignito del potere di valutare i progetti di finanziamento per gli interventi in "area vasta" decidendo arbitrariamente quali ammettere e quali no.
È evidente che Bari e il suo Sindaco abbiano approfittato della "vacatio" legata alle elezioni per cambiare le carte in tavola, sfruttando la poca conoscenza delle vicende dei nuovi amministratori (destino comune a Bitonto e Gioia del Colle che hanno anche cambiato "colore" amministrativo, ndr).
La pianificazione strategica è una questione che necessita giornate di approfondimento, toccando temi vasti e profondi di difficile lettura. La faccenda riguarda il futuro della città. La prospettiva di un'Area Metropolitana policentrica non può trovare la condivisione per le molteplici potenzialità che contiene, un'area metropolitana centrata sulla città di Bari con 30 satelliti di censo inferiore non può e non deve essere accettata anche a costo di ricorrere al referendum esattamente come prevede il nuovo "Codice per le Autonomie".  La progettualità della pianificazione strategica si allunga fino al 2015, la collaborazione tra maggioranza e minoranza in questo caso non è importante: è vitale.
D'altro canto urge una presa di posizione del professor Nicola Pice, l'unico in grado di poter raccontare la vera storia dell'evoluzione della pianificazione strategica e della piega che ha preso nelle ultime settimane.

 

 

Francesco Paolo Cambione

 

 

BitontoTV Staff

Commenti

  • Conviene a tutti gli interessati leggere o rileggere questo articolo che smaschera tutte le ombre dell'area metropolitana!!!

    BITONTOPROVICIAINDIPENDENTE

    Inserito dom, 15 feb 2009 - 18:01:27

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