"La nostra è la messa in scena di un sequestro. All'italiana però. La coppia di maschi di questa storia ha deciso ed è stata indotta ad essere protagonista di un fatto di cronaca significativo: tengono in ostaggio una classe in un aula di una scuola. È una farsa. E forse è questo il problema. Ci sono tratti determinati dal DNA, che non fanno prendere sul serio nemmeno le tragedie. Che questa sia una maniera sbagliata di morire senza coscienza, o giusta di sopravvivere leggermente, è una considerazione che lasciamo allo spettatore". (Michele Santeramo, dal comunicato stampa)
In scena sabato 13 marzo e domenica 14 marzo, presso il Teatro Traetta di Bitonto, lo spettacolo "Sequestro all'italiana", prodotto dal Teatro Minimo all'interno del progetto Teatri Abitati, Residenze teatrali in Puglia in collaborazione con il Comune di Andria e Festival Castel Dei Mondi. La performance, firmata dall'amara ironia della drammaturgia di Michele Santeramo ed inquadrata dalla regia schietta e diretta di Michele Sinisi, vede come protagonisti lo stesso Sinisi insieme con Vittorio Continelli. Importante sottolineare il contributo di alcuni giovani collaboratori bitontin: il responsabile amministrativo 'Cenzino' Valla, il direttore di palcoscenico Nicola Cambione e il capo macchinista Francesco Minuti che danno la conferma della capacità da parte dei professionisti locali di essere in grado di formare valide maestranze in campo teatrale.
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"Uno spettacolo intelligente e divertente, costruito con grande semplicità e perizia. Un testo che travolge nel continuo, ininterrotto scambio di battute, sguardi, movimenti. Uno spettacolo che con ironia, e non di rado divertendo, tratta temi imponenti. Semplice. Assolutamente da vedere". (Elena Dalmasso www.teatro.org)
"I due attori, Vittorio Continelli e Michele Sinisi, che firma anche la regia, sono bravi nell'evocare i toni dimessi di un livido spaccato quotidiano." (Renato Palazzi, www.delteatro.it)
"Quando si sente parlare di nuova drammaturgia in Italia i ben informati si accigliano ad ascoltare qualche nome, fra i pochi, che a loro giudizio valga la pena ricordare. Michele Santeramo con questo Sequestro all'italiana è stato finalista al Premio Riccione 2009" (Simone Nebbia, www.teatroecritica.net)
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