Sarà certamente capitato a molti di associare l'idea della nascita di un fratellino alla "reazione" emotiva di un bambino che deve iniziare a condividere gli spazi e l'attenzione dei genitori: uno dei meccanismi più comuni è certamente quello della "enuresi notturna", meglio nota, anche se con troppa approssimazione, come "pipì a letto", disturbo che colpisce maggiormente bambini tra i cinque e i sei anni di età , proprio in quella fase dello sviluppo psico-fisico in cui dovrebbero avere imparato a controllare gli sfinteri.
Più che vera e propria malattia l'enuresi è un disturbo che può avere cause organiche o psicologiche e consiste nella perdita involontaria di urina durante il sonno e nella maggior parte dei casi tende a risolversi spontaneamente - intorno ai sette anni - con il raggiungimento di una maggiore maturità fisica e psicologica del bambino.
L'enuresi può considerarsi tale solo in presenza di perdita di urina in modo costante e frequente e non va confusa con la semplice e sporadica "pipì a letto": se il bambino bagna il letto almeno tre volte alla settimana il problema può dunque essere definito enuresi e deve iniziare a destare l'attenzione del genitore.
Per conoscere a fondo questo diffuso disturbo infantile, BitontoTv propone qui di seguito una serie di semplici domande e risposte con il prezioso aiuto del dottor Andrea Vacca della Farmacia Matteotti del dottor Oronzo Vacca.
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Quali sono le cause più diffuse dell'enuresi notturna? Le cause sono diverse e possono essere di natura organica oppure psicologica.
Se il bambino non hai mai acquisito il controllo notturno della pipì il problema può derivare dalla mancata maturazione dello sfintere vescicale: questo piccolo muscolo funziona da valvola della vescica e impedisce alla pipì di fuoriuscire verso l'esterno. Questo controllo si acquisisce normalmente verso il quarto anno di vita, ma la maturazione può avvenire anche più tardi a seconda dei casi. La cause dell'enuresi possono avere però anche un fondamento psicologico: questo succede quando il bambino ha già imparato a "trattenere" la pipì ma riprende a bagnare il letto improvvisamente. Tale comportamento può essere la reazione inconscia a situazioni di stress, disagio o gelosie per la nascita di nuovi fratellini.
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Esiste una predisposizione all'enuresi notturna?
Alcuni studi hanno evidenziato una prevalenza di bambini di sesso maschile che presentano il disturbo dell'enuresi notturna. Anche l'ereditarietà ha un'alta incidenza: è stato infatti dimostrato che i bambini enuretici avevano, a loro volta, genitori che soffrivano dello stesso disturbo.
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Quando è il momento giusto per intervenire?
Generalmente il problema tende a scomparire intorno ai sette anni di età : se il bambino continua a presentare tale disturbo anche dopo è quindi opportuno consultare un esperto per un trattamento.
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Quali terapie vengono intrapreseo per trattare il disturbo dell'enuresi?
Qualunque trattamento è finalizzato ad accellerare la maturazione del controllo della vescica e/o a ridurre il volume totale di liquidi che arrivano alla vescica durante la notte.
Esistono , comunque, due tipi di trattamenti: quello di tipo farmaceutico o comportamentale.
In alcuni casi e sotto lo stretto controllo medico, si può ricorrere alla desmopressina (DDAVP, una sostanza simile all'ormone antidiuretico naturale ADH), in abbinamento ad una ridotta assunzione di liquidi nelle ore serali.
Inoltre si può educare il bambino a svuotare per intero la vescica o, per mezzo di esercizi di controllo della pipì, aiutarlo a prendere coscienza della capacità di controllo della vescica.
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Quali consigli bisognerebbe dare ai genitori di bambini enuretici?
E' fondamentale non stigmatizzare il bambino per questo suo piccolo grande problema. E' sconveniente rimproverarlo, specie dinanzi ad altre persone. E' molto più utile cercare di comprendere il disagio e far sentire il bambino meno colpevole possibile per i disagi che egli causa con il suo disturbo. Bisogna inoltre abituare il bambino a bere poco durante le ore che si avvicinano alla notte e accertarsi che nel momento della minzione il bambino riesca a svuotare del tutto la vescica.
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