Bitonto Tv

Esperia
12/11/2009

Silete theologi in munere alieno

Nasce Esperia: ogni mercoledì l'approfondimento di attualità a cura di Sabino Paparella

On line da oggi per ogni giovedì una nuova rubrica settimanale di Btv dedicata ad approfondimenti e riflessioni su temi di attualità bitontina e non solo, a cura di Sabino Paparella: Esperia.
Esperia è, letteralmente, "
la terra del tramonto". È, per il poeta romantico Hölderlin, il luogo ed il tempo in cui l'uomo può incontrare e abbracciare la totalità, in cui avviene "la conciliazione delle discordie".
Esperia è il luogo della comprensione. È quel momento che alla sera, sotto le coperte, prima di prendere sonno, ognuno di noi dedica a fare un bilancio della sua giornata.
Dopo che la quotidianità del giorno si è dispiegata con le sue mille contraddizioni e i suoi potenti misteri, Esperia giunge a restituire un senso alle cose.

 

Silete theologi in munere alieno

Laicità e crocifisso: una proposta concreta per PD e presidi bitontini

La rigogliosa retorica mediatica scaturita dalla sentenza della Corte Europea per i diritti dell'uomo, che vieta l'esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche, è l'ennesimo esempio del misticismo logico che inquina il dibattito pubblico del Paese e chi, è auspicabile in buona fede, lo orienta. Dai quotidiani ai siti di informazione, dai teatrini televisivi ai forum pubblici è tutto un fiorire di dispute sulla carica più o meno offensiva che il simbolo cristiano (per la verità cattolico) eserciterebbe nei confronti di coloro che professano altri credo. Eminentissime personalità del mondo culturale italiano, da Massimo Cacciari a Vito Mancuso a Claudio Magris, si sono cimentati in condivisibilissime disamine filosofiche sulla "laicità" del Crocifisso, quale stigma della sofferenza esistenziale che accomuna l'umanità intera. Ben Fatto. Peccato che non sia questa la posta in gioco della sentenza europea, nella quale non si discute (e non se ne avrebbe l'autorità) del valore dell'emblema cristiano, ma si affronta la questione se uno Stato di diritto - costitutivamente e costituzionalmente laico, democratico e plurale- possa contrassegnare fisicamente una delle sue più alte istituzioni, quella deputata all'istruzione ed alla formazione (ancora una volta laica) dei cittadini, con il simbolo di una specifica confessione religiosa. Rien ne va plus: è tutta qui la questione; una problematica giuridica e non certo religiosa né etica. Cercare di apporvi corollari argomentativi che parlano di tradizione e valori è un'operazione intellettualmente non onesta, oltre che arrischiata su un terreno molto scivoloso.
La Chiesa romana e la fede cattolica, e parimenti ogni religione, si fondano (
legittimamente) sul principio supremo della verità. Lo Stato di diritto, con buona pace dei più strenui sostenitori della tesi di Böckenförde, su quello della libertà. Rispettare la laicità sancita dalla nostra Costituzione significa dunque non meno di questo: riconoscere che all'interno dello Stato diverse verità possono convivere senza inficiare la libertà ed i diritti di ognuno.
Difendere come un caposaldo costituzionale un privilegio accordato ad una Chiesa in virtù di vicissitudini storiche che non converrebbe a nessuno approfondire non sembra, ancora, un'operazione pulita e onesta per chi oggi -
ateo o credente, laico o clericale che sia- si definisce democratico e liberale.
Che piaccia o no, questa è la laicità: pari dignità, diritti e doveri a tutti nella totalità degli ambienti di vita che lo Stato regolamenta. E la laicità è davvero l'unico habitus possibile in un regime democratico, per definizione prospettivistico e (
horribile dictu!) relativista. Uno Stato assolutistico può (anzi deve) ammettere un'unica verità, uno Stato democratico non può sottrarsi alla pluralità relativistica.
E invece le polemiche per l'ennesima volta suscitate in questi giorni, in particolar modo dalla folta schiera degli "
atei clericali", sembrano andare proprio nella direzione opposta, verso la delegittimazione della laicità dello Stato di diritto, celata ancora una volta dietro il mellifluo richiamo alla tradizione. È l'operazione di marketing ideologico che opera, ad esempio, chi ribadisce la necessità di riconoscere le radici cristiane dell'Europa, intese come una sorta di autonomo sostrato culturale su cui si sarebbe fondata la modernità democratica dell'Occidente. E in cosa consisterebbe l'originalità di questa tradizione? Dall'alto della loro ignoranza costoro rispondono che si tratterebbe dell'invenzione tutta cristiana del binomio fede-ragione, di contro alla irrazionalità o addirittura alla violenza che avrebbero veicolato nella loro genesi dottrinale le altre religioni (si rilegga la famosa Lectio magistralis di Ratisbona di Benedetto XVI del 12 settembre 2006).
Non è questo il luogo di confutare tali asserzioni; basti ricordare che "
la carrozza della storia del mondo -come scriveva Feuerbach- è stretta", e cercare di stiparvi mistificazioni create ad hoc non può risultare a lungo credibile: la storia stessa è costitutivamente -per così dire- laica nella misura in cui ha dimostrato come le culture abbiano saputo contaminarsi e compenetrarsi vicendevolmente, senza bisogno di etichette.
E allora può la laicità di uno Stato di diritto essere messa minimamente in discussione?

In realtà i due pericolosi fantasmi, uno di pertinenza religiosa ed uno invece più laico, che molti paventano dietro questo tentativo di difendere il privilegio cattolico del crocifisso hanno ben altro spessore, e sono: a) il timore della progressiva riduzione del cattolicesimo a fatto privato; b)la progressiva deriva nichilistica dell'educazione veicolata dalla scuola. Pur non essendo questo il luogo per approfondire tali complesse questioni, cercheremo di fornire qualche nota a riguardo.


a)La religione come fatto pubblico o privato.
"Una parola ha detto Dio, due ne ho udite" recita il salmo 62. In altre parole nella prospettiva della finitudine noi uomini non potremo mai ipostatizzare una verità certa: la nostra verità è sempre e solo ricerca, ovvero dubbio. E allora ci chiediamo: è all'infallibilità del magistero ecclesiastico che deve affidarsi la credibilità pubblica del Cristianesimo? O piuttosto all'agire responsabile e coerente al Vangelo di ciascun credente, sulle strade o per la pubblica piazza della polis?
La grande scommessa del Cristianesimo del nuovo millennio sta nel realizzare la metanoia dalla universalità (< unum versus alia, "l'uno dinanzi agli altri") alla cattolicità (< katà olòs, "per ciascuno"); dalla Verità che esclude all'Amore che include. Saprà la nostra Chiesa essere all'altezza del compito?

b)La scuola e la perdita di valori.
Quali sono questi valori che la scuola dovrebbe impartire? Le disposizioni di una morale, ancora una volta, "
tradizionale"? O dovrebbe piuttosto la nostra scuola insegnare le Parole che corroborano la democrazia e la libertà? "Comanda chi conosce più parole", insegnava don Milani a Barbiana.

Non c'è democrazia senza laicità, e non c'è laicità senza democrazia.
E allora ci riserviamo una proposta concreta: questa battaglia di laicità e di democrazia non potrebbe iniziare dalle scuole bitontine, dai nostri dirigenti scolastici, dai nostri movimenti culturali e non ultime dalle nostre forze politiche, in particolar modo da coloro che hanno fatto della "democrazia" non solo un programma ma persino il nome di un partito? Se biascicante è stato il commento del Partito Democratico nazionale alla sentenza europea, non potrà essere più coraggiosa la presa di posizione del PD nostrano, che tanto innerva il tessuto connettivo della scuola bitontina?

Non temete, non ci aspettiamo risposte concrete. In un sistema che ormai progressivamente misconosce la laicità, una proposta sine patrocinio, senza appartenenza, è destinata -lo sappiamo- al confino di Internet. Non ci sono più eroi per nessuno.


Sabino Paparella


 

BitontoTV Staff

Commenti

  • caro il mio Unuomo qualunque, sei poco curioso e la curiosità è il primo passo verso la conoscenza e la conoscenza sviluppa l'intelligenza e mo fa un po' tu.
    Gino Ancona

    Gino Ancona

    http://www.artiemestieri.info

    Inserito sab, 14 nov 2009 - 21:20:51

  • A stento sono riuscito a chiudere la finestra del player dopo appena 30" dall'inizio. Anestetico puro.
    Ma chi te li passa questi link, Giucas Casella?

    Unuomo qualunque

    Inserito sab, 14 nov 2009 - 19:59:51



  • http://video.google.com/videoplay?docid=-2026466362444585302#

    così passate una bella serata e magari la mente si allarga oltre l'umana idiozia.
    Gino Ancona

    Gino Ancona

    http://www.artiemestieri.info

    Inserito ven, 13 nov 2009 - 19:07:40

  • State tranquilli che quando Dio deciderà di tirarvi le orecchie non sarà per il crocifisso negato.
    L'altro giorno ho incontrato Dio.
    Devo dire che nonostante la sua età si mantiene abbastanza arzillo. Mi diceva che, anche se il suo lavoro è finito nell'attimo in cui è inizato, continua a bazzicare la terra perchè è molto sorpreso di quel pupazzo di di fango che si è chiamato uomo.
    Capirai, dopo 5,7 miliardi di anni, rimaere ancora incollato alla terra dimostra che ha fegato da vendere.
    E' incuriosito soprattutto da come è stata organizzata la vita delle persone nel corso dei millenni, dai branchi alle Chiese.
    Ci siamo presi un caffè e poi è subito volato a Roma, preoccupato dal fatto che ora il Papa va in internet e non vuole che finisca in un sito strano, senza volerlo: ha bisogno di una grossa mano.

    Cosa volete che vi dica, è così impegnato che quasi mi ha fatto capire che non glie ne frega niente delle cazzate che facciamo...tanto da Lui dobbiamo tornare.
    Saluti

    Un uomo qualunque

    Inserito ven, 13 nov 2009 - 15:50:27

  • Gentile Pasquale,
    grazie innanzitutto per il suo contributo.
    Rispetto a quanto sostiene mi consenta però di esprimere due perplessità:
    a) la scuola pubblica di uno Stato laico (leggi non confessionale) ha da difendere la identità di una confessione religiosa?
    b)il concetto di identità come sostanza (lett. "ciò che sta sotto"). Ne siamo proprio certi? Si può impunemente parlare di identità statiche e sostanziali, senza adulterare la storia?
    Mi permetta di consigliare a lei e a tutti i nostri utenti la lettura di "Identità e violenza" di Amrtya Sen (responsabile Programma di Sviluppo ONU), edito Laterza.
    Se provassimo a riconcepire quella che chiamiamo identità come il mosaico sempre in fieri risultante da una complessa dialettica di culture, religioni, tradizioni, forse anche il nostro modo di giudicare determinati fenomeni sarebbe meno "esclusivo-escludente".
    Mi sarebbe piaciuto ad esempio approfondire come il concetto di razionalità e di fede ragionata che lei certamente riterrebbe esclusività cristiana e occidentale ("i valori della nostra identità") sia "impregnato", per usare un termine suo, di "falsafa", cioè della filosofia araba. Ma non voglio annoiare oltre i nostri utenti e rimando ad una prossima occasione.

    Grazie

    Sabino Btv

    Inserito ven, 13 nov 2009 - 13:08:38

  • Sig. Paparella credo che i fantasmi siano 3.Il terzo è rappresentato dal fantasma Eurabia. Esiste un pensiero che sostiene l'incompatibilità dell' Islam (stati teocratici) con la democrazia. Non è in discussione la laicità di uno stato democratico, ma la difesa della nostra identità e dei nostri valori, che piaccia o non piaccia è impregnata di cristianesimo.
    Il provvedimento della Corte di Giustizia avvalora sempre più tesi che l' Eurabia non è solo una fantasiosa teoria del complotto.
    Cordialità

    pasquale

    Inserito ven, 13 nov 2009 - 09:14:52

  • "Esperia è il luogo della comprensione. È quel momento che alla sera, sotto le coperte, prima di prendere sonno, ognuno di noi dedica a fare un bilancio della sua giornata. Esperia giunge a restituire un senso alle cose." - già adoro questo spazio!
    Affascinante tutto il contenuto, soprattutto la richiesta al "PD nostrano, che tanto innerva il tessuto connettivo della scuola bitontina". Come ha detto Don Ciotti, "sono i giovani i crocifissi da difendere", non quelli appesi ai muri! Parlo, nonostante il mio nickname musulmano, da cristiano che si sente parte della grande scommessa del Cristianesimo del nuovo millennio!
    Ancora un ottimo articolo, con un solo dubbio...

    Kismet

    Inserito gio, 12 nov 2009 - 23:22:13

  • a Diego R. piace questo elemento
    D.R.

    Diego

    Inserito gio, 12 nov 2009 - 10:04:50

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