Sin dalla sua inaugurazione ha suscitato sempre un po' di soggezione nei bitontini e in chiunque ne parlasse: era il luogo in cui la gente perde le sue speranze di vita. Una considerazione che allontana completamente quello che è il senso vero di una struttura come l'Hospice Aurelio Marena, nosocomio del corpo e dello spirito, dove regalare speranze e soprattutto dignità alle condizioni di vita in una situazione di patologia molto molto grave. È in questa direzione che lo staff medico dell'Hospice ha inteso realizzare un percorso sperimentale di clownterapia portando a Bitonto 10 volontari dell'Associazione "silicon Klaun" di Thiene (Vicenza), che si occupa, appunto, di sviluppare una "terapia del sorriso" nell'approccio all'ammalato.
Accanto al naturale settore di elezione degli ospedale pediatrici, dove è oramai una prassi consolidata la tecnica introdotta dal medico americano Patch Adams, la proposta bitontina di ricorrervi in strutture per malati terminali si pone come vera sperimentazione.
"È una idea che nasce dall'incontro con alcune professionisti del settore che operano in Veneto - sottolinea lo psicologo dell'hospice, dottor Michele Galgani - e dal confronto con la direzione sanitaria abbiamo deciso di portare nella nostra struttura questa sperimentazione che punta ad affiancare alla terapia tradizionale, una nuova forma improntata al "sorriso" di pazienti e famiglie. I risultati di queste giornate sono per noi assolutamente positivi. I volontari dell'associazione sono impegnati sia nell'Hospice che nelle altre strutture della Fondazione SS. Medici, ovunque è un successo. Anzi le dirò di più: sono stati organizzati degli incontri riservati agli operatori pastorali della parrocchia per introdurre anche nella attività tipiche della chiesa i fondamenti della "Clownterapia". È un'esperienza unica sul piano professionale ma soprattutto umano"
Il dottor Tommaso Fusaro, direttore sanitario, sottolinea dal canto suo il ruolo fondamentale di queste iniziative a "ribadire che un Hospice è il luogo delle speranze, un luogo in cui, pur nelle difficili condizioni cliniche in cui molti pazienti arrivano, è un posto dove le speranze devono sempre farsi strada sulla rassegnazione. Per noi - conclude - è importante la condizione psicologica di pazienti e famigliari nell'affrontare la malattia e il suo difficile decorso".
Anche per i volontari l'esperienza bitontina si sta trasformando in una straordinaria esperienza di vita. "Mi sono commosso e non ho trattenuto le lacrime - rivela uno dei ragazzi - quando una paziente si è avvicinata a noi e ci ha detto: non vi dimenticherò mai". Nella vita di tutti giorni sono venditori, ragionieri, impiegati, studenti universitari, psicologi. D'estate e nel tempo libero si trasformano in clown e lavorano a contatto con gli ammalati negli ospedali del Veneto e non solo. Un modo di impiegare il proprio tempo che deve rappresentare un modello per molti giovani ma anche per molti adulti. Tra i volontari alcuni hanno anche superato i quarantanni ma confessano: "questo che per noi è un divertimento, per i tanti amici che incontriamo negli ospedali è un raggio di sole in situazioni di salute spesso difficili. Guardare un sorriso spuntare sul volto di qualcuno costretto a letto può causare emozioni difficilmente describili."
In molti bussano alle porte dell'associazione "silicon klaun" per entrare a far parte del gruppo. Durante l'anno vengono organizzati 2/3 corsi di formazione della durata di una settimana che prevedono 2 giorni dedicati alla psicologia e 4 giorni in compagnia di una clown professionista. La maggior parte delle competenze, però, si imparano a contatto con gli ammalati.
Domani sera, intanto, la permanenza dei "pagliacci" si concluderà con uno spettacolo in dialetto veneto nel giardino del Santuario (ore ). Non sarà un addio ma quasi sicuramente un arrivederci. I vertici della Fondazione stanno valutando l'ipotesi di coinvolgerli più spesso nei propri percorsi terapeutici e anche di organizzare dei corsi di formazione a Bitonto destinati a formare operatori professionisti nella clown terapia.
[I video che seguono sono stati realizzati durante la conversazione con i volontari dal personale medico dell'Hospice Marena e fanno parte dell'archivio multimediale di cui si sta dotando la struttura]
Testata giornalistica – Reg. stampa n.29/08 del 15/10/2008 Tribunale di Bari - Direttrice responsabile: Marica Buquicchio - Vicedirettore: Maurizio Loragno
Copyright © 2011 Francesco Paolo Cambione - via Solferino, 25 - 70032 Bitonto (Ba) - P.IVA 05064920720 | Supporto redazione e WebTV - THESIS s.r.l.