Bitonto Tv

Piano Strategico Ba 2015
07/05/2009

Città Metropolitana: tra falsi miti e voglia di sostenere l'autonomia

L'incontro a Palazzo Gentile primo passo verso una maggiore informazione al servizio dei cittadini

Finora si era parlato di Area Metropolitana soltanto in occasione dei fumosi "forum metropolitani", messi in piedi dal comitato scientifico del Piano Strategico Ba2015 per dare un senso al suo lavoro di ricerca e soprattutto per descrivere la mirabilandia sognata dai progetti realizzati sulla carta e che, come è stato confermato nell'incontro di Città Democratica, entreranno nel calderone regionale delle pianificazioni strategiche, concorrendo ad una unica graduatoria che la regione andrà a stilare, decidendo la direzione verso cui indirizzare i fondi europei.
Città Democratica, invece, ha voluto portare alla città il punto di vista degli esperti bitontini in materia soprattutto in prospettiva della creazione della famigerata Città Metropolitana. Così martedì sera, davanti ad una sala gremita, si sono seduti allo stesso tavolo il professor Michele Marannino, il dottor Mimmo Rubino e il professor Nicola Pice, moderati dall'editore di Bitontotv, dottor Francesco Paolo Cambione.
Particolarmente apprezzate le presenze tra il pubblico anche dell'assessore alla programmazione economica Nicola Antuofermo, del sindaco Raffaele Valla e del suo capo di gabinetto Domenico Pantaleo che a Palese è il presidente del comitato per l'autonomia delle frazioni di Santo Spirito e Palese dal Comune di Bari e quindi molto attento alle vicende delle autonomie locali. Deciso il sindaco Valla, quando nel suo intervento di saluto ha ribadito come non accetterà mai alcuna limitazione alla autonomia di Bitonto e che anzi è pronto a mettersi a capo di un eventuale "movimento del no".
L'obiettivo dichiarato della serata, nelle parole del moderatore, non è quello di costituire un "comitato di lotta per il no" ma quello di cercare di fare chiarezza su una materia eccessivamente complessa e intorno alla quale non mancano i tentativi di strumentalizzazione. Probabilmente non tutti erano dello stesso avviso se qualcuno è andato via a fine serata molto deluso per non aver visto disotterrare l'ascia di guerra e se nessuno ha urlato "a morte Bari".
Molto più razionalmente i relatori si sono impegnati ad illustrare lo stato delle cose da un punto di vista giuridico (Marannino), l'evoluzione delle vicende che hanno portato all'attuale stato delle cose sia a livello locale che a livello nazionale (Rubino) e il proprio punto di vista su quello che è successo in questi anni avendoli vissuti da protagonista (Pice).
Oltre due ore di presentazione per dare una fotografia, anche accompagnata da cartine topografiche, delle vicende dell'Area e della Città Metropolitana. Anzi uno dei punti su cui maggiormente gli intervenuti si sono soffermati è stata proprio l'esplicitazione della differenza tra Area e Città Metropolitana, tra Area Vasta e Piano Strategico: il glossario fondamentale per poter anche lontanamente pensare di attivarsi in futuro per impedire qualsiasi tentativo da parte di Bari di "impossessarsi" di ulteriori fette di territorio bitontino. Lo stesso Pice ha sottolineato come in realtà la recente legge sul federalismo fiscale abbia soltanto creato l'istituto delle città metropolitane ma, prima che queste vedano effettivamente la luce, dovranno passare anni, se non decenni. Nel frattempo non si può non sottolineare come alcuni ambienti economici e lobbistici baresi stiano lavorando in questo senso e la stessa famosa bocciatura dei piano strategico "Patto delle città" sia frutto di pressioni arrivate sulla commissione di valutazione regionale da influenti ambienti baresi (nella graduatoria dei piani strategici valutati quello con capofila Bitonto è risultato l'ultimo in termini di punteggio). Né Nicola Pice ha voluto o potuto chiarire le motivazioni che hanno portato la Regione ad attribuire un voto così basso al piano bitontino.
Il resto è poi storia dei nostri giorni con la fusione dei tre piani strategici, l'accordo benedetto dalla giunta regionale della governance tripartita, il colpo di mano ai danni di Bitonto durante il periodo delle elezioni dello scorso anno, la barzelletta dei membri della cabina di regia estratti a sorte e infine il contentino dei 6 progetti su 10 ammessi alla presentazione alla commissione regionale. Insomma una riduzione notevolissima della capacità di influenza di Bitonto sulle decisioni strategiche.
Adesso qualcuno chiede apertamente di riesumare il patto delle città (Rubino in testa, ma anche altri non si sa con quali conoscenze specifiche della materia e delle leggi) e avere una via di fuga da Ba2015. Questa soluzione seppur affascinante è però quasi impossibile da praticare; sia perché oramai sono passati troppi anni da quando la commissione ha emesso il suo giudizio; sia perché il caso di Monopoli è legato fondamentalmente alla ridistribuzione della estensione della famigerate Aree Vaste. Sia perché Bitonto si è fidata delle promesse dell'assessore al bilancio della regione Saponaro che volontariamente o involontariamente è colui che ha definitivamente affossato i progetti di pianificazione autonoma della città e adesso difficilmente sarà disposta, dopo 3 anni di lavoro già avviato, a rivedere le composizioni delle Aree Vaste. Cosa che è ancora più difficile se si pensa che Bitonto non ha alcun rappresentante in consiglio regionale e in genere politicamente è in questo momento debolissima e con pochissima forza contrattuale su quasi tutti i tavoli.
Il dibattito di martedì, piuttosto, è servito a presentare la fotografia del momento, a illustrare il percorso finora avviato: i passi successivi devono per forza di cose prendere le mosse da quando si è discusso. Le eventuali fughe in avanti oltre che ad avere l'odore della strumentalizzazione rischiano di dividere le forze e non centrare il nocciolo del problema, che è quello di informare sulla questione il più possibile i cittadini erudendoli su tutte quelle che sono le sfaccettature del complesso problema della Città Metropolitana.
Bisognerebbe riprendere l'idea originale dei "forum metropolitani" e organizzare periodicamente dei "forum cittadini" in cui illustrare a fondo le singole problematiche e trovare le soluzioni con la collaborazione dei bitontini, allora sì informati e consapevoli. In quel caso un eventuale movimento avrebbe vita facile e garanzia di successo sulla città, perché avrebbe parlato alla gente e spiegato esattamente i termini della questione senza infingimenti e scappatoie legislative.
Il percorso di autonomia di una comunità è un percorso di democrazia e come tale passa attraverso la informazione e la condivisione di conoscenze e strategie. Ma soprattutto presuppone la unità delle varie componenti. Se, finalmente, i bitontini sapranno fare realmente fronte comune, forse riusciranno a sostenere le proprie ragioni. Diversamente il micidiale cocktail tra la mancanza assoluta di rappresentanze ad alti livelli e la divisione congenita tra le forze positive locali porterà nuovamente alla sconfitta.
Finora gli esempi che il passato e gli "anziani" hanno lasciato, fanno essere pessimisti. Se per una volta si fanno da parte e lasciano la progettualità e le strategie ai giovani, forse il risultato potrebbe essere diverso.

 

Maurizio Loragno

 

BitontoTV Staff - Foto: Ezio Marrone

Commenti

  • Cari lettori:

    Anch'io no ero presente all'incontro e leggendo l'articolo
    ed i commenti, mi associo con il mio parere negativo su tutta la linea riguardante il Piano Strategico di Zona, infatti penso sia stato mal gestito e posizionate male,sul tavolo di concertazione,tutte le istanze che vedevano la nostra città integrata a pieno titolo in tale progetto.
    Da quanto detto ed ascoltato se ne deduce chiaramente che siamo perdenti. Sicuamente la nostra debolezza, deriva dal fatto che non abbiamo rappresentanti politici forti a livelli sovracomunali, che la gente è poco informata e che manca un
    piano d'azione per evitare l'inevitabile.
    Anche le ultime notizie riguardanti le elezioni provinciali fanno capire che la parcellizzazione dell'elettorato bitontino,
    vista la schiera enorme di candidati,porterà molto probabilmente, alla non elezione di rappresentanti cittadini (mi auguro di sbagliare).
    Penso sia arrivato il momento di pensare in grande e di individuare delle persone superpartes, che possano essere supportate da tutti i partiti politici nessun escluso, col mandato di rappresentare Bitonto ed i bitontini nelle prossima compagine regionale.
    Se la popolazione votante a Bitonto è di circa 40.000 votanti, penso che si possano eleggere almeno tre (3) rappresentanti
    che in una compagine di maggioranza hanno sicuramente una influenza non da poco.
    Sarà utopico, ma i sogni possono anche concretizzarsi.
    Sono convito che il bene comune debba passare attraverso l'impegno di ciascuno di noi assieme alle rappresentanze politiche ed istituzionali e proiettare la nostra comunità verso un futuro migliore.

    Francesco Sivo

    Francesco Sivo

    Inserito ven, 08 mag 2009 - 11:23:56

  • caro amico Gio
    non sono molto daccordo con te su un aspetto
    Hai ragione quando parli di responsabilità della classe dirigente, ma è altrettanto vero che è stato forse il vizio della delega ad ammazzare la nostra coscienza critica, la nostra capacità di manifestare, la nostra voglia di combattare.
    un po' di tempo fa ho scritto che sono una di quelle che del piano staegico non ho capito niente a parte le migliaia di euro sprecate per fare determinate azioni inutili di comunicazione
    io non c'ero martedì perchè non vivo a bitonto ma sono convinta che lo staff ha ragione: se la gente non sa, non capisce e se non capisce si farà strumentalizzare ed usare da chi sa parlare meglio
    è successo e succede tutti i giorni nella politica, dal locale al nazionale
    i politici parlano per slogan e i cittadini scelgono gli slogan più rassicuranti. è l'annientamento della capacità di discernimento e io non so chi più votare
    ho solo una gran paura che ci sia una involuzione che porterà la mia generazione ad essere più povera - rispetto a quella dei suoi genitori - non solo in denaro, ma soprattutto in spirito

    sarah

    Inserito gio, 07 mag 2009 - 19:59:49

  • ..non ho partecipato all'incontro ma da quello che leggo non capisco perchè BitontoTV Staff,firmatario dell'articolo,sembra un pò arrendevole e molto scettico nel credere che non sia possibile perseguire l'dea di una via di fuga da BA2015 come propone il dott.Rubino (che sarà pure un esperto della materia,credo)
    pensare poi che il "nocciolo del problema" è informare ed erudire "il cittadino" il più possibile con i benedetti "forum"
    mi rende sì veramente scettico per via della comprensibile incapacità di capire questa materia dalla stragrande maggioranza della gente
    i cittadini hanno bisogno di essere guidati dalla classe dirigente di questo paese, dai politici che ha eletto e anche da concittadini esperti e influenti e solo così si può formare quel fronte comune per sostenere le proprie ragioni
    una mobilitazione di questo genere può fare anche a meno dei
    "santi in paradiso"
    e infine non condivido l'idea che gli "anziani" che hanno sfasciato devono andarsene e basta
    per una sorta di dignità è doveroso che essi prima di andarsene devono "aggiustare"

    GIO

    Inserito gio, 07 mag 2009 - 19:51:32

  • Vorrei precisare che il prof. Pice alla mia precisa domanda “sul perché la bocciatura da parte della Regione del “Piano per le Città” egli mi rispose “per motivi di ordine economico”.
    Ovvio, classificando ultimo è naturale che i criteri di selezione non ammettano a finanziamento il Piano.
    Se prevaricazione c’è stata, bisogna dimostrarla. Se la valutazione è viziata nella trasparenza, ci si batte, si tenta di far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi, anche giurisdizionali.
    Se invece il Piano, non aveva i presupposti per ottenere successo, allora abbiamo poco da lamentarci e accusare.
    Sarebbe auspicabile che nel 1° Forum Cittadino venisse anzitutto chiarito questo aspetto.
    Se argomentando e documentalmente si dimostra che prevaricazione c’ è stata, perché no non riproporre un “Nuovo e diverso Patto per le città”?
    Con quale forza? Anzitutto con la forza della Chiarezza. Questa, amplificherà la forza della ragione.

    pasquale

    Inserito gio, 07 mag 2009 - 18:40:24

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