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Cronaca e Attualità
06/08/2014

Antenna Tim. L'Associazione Architetti non ci sta

'Hanno vinto interessi privati'. Chiesta la riqualificazione dell'area in oggetto

"Ancora una volta hanno prevalso gli interessi privati". L'Associazione Architetti non ci sta all'installazione dell'antenna Tim nella zona P.I.P. ed esprime il proprio dissenso con una nota trasmessa alla stampa.

 

"A qualche settimana dalla pubblicazione di una nostra nota, ripresa dalla stampa locale, in cui ci si interrogava sulla qualità dello spazio urbano e dell'approccio progettuale approssimativo che il più delle volte caratterizza gli interventi pubblici, la cronaca ci propone ancora uno spunto di riflessione - si legge nella nota - Ci riferiamo alla contestata vicenda dell'installazione di un'antenna per telecomunicazioni in via Pannone, nella zona artigianale di Bitonto. Se volessimo fare del sarcasmo, potremmo dire che si tratta dell'ennesimo pessimo esempio di come qualificare una rotatoria, peraltro autorizzando l'intervento di un privato. Ma la questione è a nostro avviso più seria e riguarda il futuro della nostra città".

 

"Senza entrare negli aspetti di salute pubblica, che competono più direttamente alle autorità preposte, che ci auguriamo possano sempre svolgere la propria attività in piena coscienza ed autonomia, va detto che tali infrastrutture sono comunque necessarie, soprattutto se consideriamo i nostri ormai imprescindibili standard di vita. Ma per esse ovviamente va cercata una collocazione idonea - precisano gli architetti - In questo caso è stato consentito ad una società privata di installare un ripetitore, alto trenta metri, sull'area di una rotatoria in una zona urbanizzata ed abitata, ma trattata come periferia sub-urbana di terza categoria. Eppure è già da tempo che gli abitanti di questa zona rivendicano maggiore attenzione e invocano interventi che garantiscano l'integrazione con il tessuto urbano che sta al di qua della ferrovia".


"D'altra parte, se è vero che la teoria che va consolidandosi a livello planetario, almeno per quel che riguarda le società progredite, è quella di fermare il consumo di territorio funzionale alla speculazione edilizia, a maggior ragione il futuro urbanistico della nostra città dovrà ragionare sul recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate, oggi afflitte dai problemi tipici di una pianificazione monofunzionale senza qualità, piuttosto che su anacronistici progetti di nuova espansione - sottolinea il comunicato - Da questa prospettiva, proprio la zona artigianale si candida a pieno titolo come protagonista di questo auspicabile processo di riqualificazione e pertanto a noi pare che quell'antenna di trenta metri rappresenti una bella ipoteca su eventuali sviluppi futuri".
"Ancora una volta - è l'amara conclusione degli architetti - si ha l'impressione che alcuni interessi privatistici, mal governati dalla sfera politica, neghino una visione complessiva ed organica del futuro della nostra città".

BitontoTV Staff

Commenti

  • Togliamo il velo di ipocrisia che aleggia ormai anche qui. Sapete che quasi tutte gli insediamenti che sono presenti nellazona artigianale, CASE comprese (case custode DIVENTATE appartamenti residenizali) sno state finanziate dalla vecchia 488, ovvero i privati hanno avuto il 50% a fondo perduto proprio perchè sono fabbrcati NON RESIDENZIALI ma dedicati alle attività prdouttive? nel 2005 il comune indico' quella zona per sottrarre l'antenna alle aree residenziali. oggi, dopo dieci anni, qualcuno fa finta di nulla prendendosea con Mago Zurli. Ma sciatavinn! proprio gli architetti sanno e dovrebbero parlare in modo diverso

    vox

    Inserito mer, 06 ago 2014 - 14:28:23

  • Haarp viene messo in pensione.
    Il nuovo che avanza è il Muos.
    Lo annuncia il Pentagono con la solita malcelata tracotanza, tanto che potrebbe essere tradotta così: “cari” inferiori ogni resistenza è inutile, nonostante le vostre rimostranze abbiamo il diritto di decidere per voi, entro il 2017 il Muos sarà operativo. La Nato ha fatto valere il silenzio assenso, quindi contando sulle italiche debolezze ha imposto la costruzione in Sicilia di una delle basi operative del sistema Muos. Guarda caso in concomitanza con l’inizio dell’attività del Muos la Air Force ha annunciato che, entro l’estate, si appresta a smantellare Haarp.


    Dopo aver pettinato tantissime nuvole e averle acconciate alla “veneziana”, Haarp viene messo a riposo. La sua storia è costellata da una serie di attività per controllare il clima e l’ambiente. Ma non è finita qui. Con l’aiuto dell’irrorazione chimica nei cieli, secondo fonti autorevoli, il programma di Haarp ha raggiunto lo scopo per cui era stato progettato. Così ha affermato in Senato David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria. “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”


    Haarp,dopo aver preso la “medaglietta” al valor militare viene messo da parte. Visti gli ingenti capitali occorsi per controllare la ionosfera, e sapendo che i militari rinunciano ad un’arma soltanto quando sono consapevoli di possederne un’altra più potente, si può ipotizzare che il progetto a stelle e strisce di realizzare l’arma finale sta prendendo altre strade ancora più redditizie. La futura guerra ambientale sarà combattuta tramite 4 satelliti geostazionari, più uno di scorta, e quattro stazioni terrestri posizionate in modo strategico alle Hawaii, in Virginia, in Italia e in Australia. Tutto ciò costituisce il sistema del Muos. Le quattro stazioni radio garantiscono la copertura di tutto il pianeta. Si legge che l’obiettivo consiste nel portare la connessione digitale tra i mezzi militari, perlopiù droni, presenti in qualsiasi luogo. In modo da formare un’ unità da guerra in grado di muoversi all’unisono come uno sciame di api nonostante distanze considerevoli.


    Il sistema terrestre del Muos riesce quanto meno a trasferire dati, gestire la rete globale e controllare i satelliti. Secondo alcuni il progetto Muos, visto che può lavorare alle frequenze caratteristiche dell’esperimento Haarp, estende a livello globale le stesse potenzialità di controllo del clima e ambientale sviluppate dal progetto precedente. Alcuni giorni fa, secondo fonti dell’esercito statunitense, l’Artico è stata la sede prescelta di un esperimento di trasferimento di un grande quantitativo di dati, il cui esito positivo ha confermato la potenza di questa arma ambientale. Quindi il Muos è pronto per fare la sua parte nella guerra planetaria e le scie chimiche costituiscono l’elemento di continuità tra Haarp e il Muos. L’irrorazione chimica, rilasciando nell’aria metalli pesanti, rende conduttiva l’atmosfera che diviene così un ambiente favorevole alla trasmissione delle frequenze. Prima con Haarp e successivamente con il Muos l’obiettivo dei militari rimane sempre lo stesso : dominare il pianeta e i suoi abitanti attraverso delle frequenze veicolate con l’ausilio delle scie chimiche. Quindi se vogliamo interrompere la guerra planetaria in atto che viene combattuta sulla nostra pelle, possiamo iniziare a smascherare l’irrorazione clandestina nei cieli.



    Qualcuno ha da dire qualcosa dopo aver letto questa notizia?
    Di circa sessantina satelliti commerciali geostazionari ,per diffusione tv e radio, miltari e gps, che coprono l'Europa e naturalmente l'Italia qualcuno vuole scrivere qualcosa?
    Delle stazioni tv e radio via etere, vedi il digitale terrestre, cosa si può dire?
    Delle radiazioni wi fi di modem e apparecchiature elettroniche nessuno si preoccupa?
    Pare che tutti si preoccupino della salute pubblica ma nessuno è intenzionato a non utilizzare apparecchi che producono radiazioni elettromagnetiche.
    Che dire : viva l'Italia !

    Arcangelo

    Inserito mer, 06 ago 2014 - 13:49:14

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