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Cronaca e Attualità
26/06/2014

Ospedale. Il Comitato Consultivo Misto: 'Si faccia qualcosa'

Sblocco dei fondi e un nuovo piano regionale della salute le richieste dell'organo
"Anni orribili". Così il Comitato Consultivo Misto definisce definisce le vicende relative all'Ospedale di Bitonto, al centro di una disputa pluriennale che ha portato "gravi disagi per la comunità di Bitonto, Palombaio e Mariotto, causati dagli immotivati ritardi nella concreta attuazione del piano di riordino dell'assistenza sanitaria territoriale nell'ambito del processo di riconversione regionale avviato nel 2010".

 

"La progressiva precarizzazione dei servizi sanitari di prossimità, già oggetto di una scellerata dismissione ospedaliera, insieme all'inevitabile congestione dei cosiddetti ospedali di eccellenza limitrofi - si legge nel comunicato diffuso dall'organo durante il Consiglio monotematico di ieri proprio sulla questione nosocomio - hanno decretato il fallimento della nuova politica sanitaria declamata nell'ultimo decennio. Riorganizzazioni, riassetti strutturali ed organizzativi, continui avvicendamenti nelle alte cariche di governo, hanno avuto ricadute disastrose sui cittadini e sul loro diritto alla salute".

 

Tre milioni di euro, bloccati dal 2010, destinate a ristrutturare e potenziare i nostri servizi sanitari di prossimità, la totale assenza di piani integrati funzionali per la mobilità pubblica, finalizzati a consentire di raggiungere con facilità i centri di cura (Bitonto è totalmente isolata dal San Paolo), l'inesistenza di un nuovo piano regionale della salute che risponda ai bisogni di salute soprattutto delle fasce fragili della popolazione. Questi le problematiche denunciate dal Comitato. Le cui responsabilità sarebbero "comuni e diffuse", a partire dal governo regionale, perso in "algoritmi e massimi sistemi di prospettiva". "I cittadini sono ormai narcotizzati dalla rassegnazione - spiega la nota - I rappresentanti e le istituzioni locali sono inermi e arrendevoli. Bambini ed anziani costretti a visite specialistiche fuori territorio o, in alternativa, a lunghe liste di attesa".

 

"Mancano ancora metodi e strumenti concreti per la governance reale della sanità e, di fatto, manca ancora la transizione, auspicata nel 2005, dalla politica sanitaria alle politiche per la tutela della salute incentrate su servizi socio-sanitari efficienti e di qualità - si legge nel comunicato - non c'e ancora l'esperienza concreta del Piano Attuativo Locale (Pal) e dei percorsi per la definizione partecipata con i cittadini dei Programmi per le Attività Territoriali (Pat), sebbene previsti da anni. Di contro, invece, la Asl Bari riorganizza i distretti socio sanitari e accorpa il Distretto 3 di Bitonto al Distretto 5 di Grumo. Con un semplice provvedimento di riorganizzazione, perdiamo la direzione distrettuale diffusa tra le due sedi, con inevitabili disagi e conseguenze per servizi, governance e prospettive di reale potenziamento".

 

Una situazione che potrebbe sbloccarsi, secondo Rosalba Cassano e Marilena Ciocia, referenti del Comitato, se venissero seguite cinque proposte cardine. "L'immediato sblocco ed utilizzo delle risorse finanziarie già pianificate dalla Asl nel piano di lavori pubblici 2013 e non ancora spese, pari ad oltre 3 milioni di euro, per interventi di ristrutturazione edilizia, adeguamenti strutturali e riconversione; la sottoscrizione immediata di un patto di corresponsabilità locale per la pianificazione strategica e multidimensionale degli interventi e delle risorse da destinare; l'immediato coordinamento e l'erogazione dei servizi specialistici e di diagnostica strumentale distrettuali, già attivi e disponibili in loco anche per attività di triage nelle urgenze (esami radiologici per le urgenze) attualmente non erogate; una conferenza dei servizi sanitari tra Asl Bari e Comune di Bitonto, allargata alla partecipazione attiva, per delineare modalità, tempi e risorse per il potenziamento dei servizi e l'immediato potenziamento del servizio di accettazione delle emergenze, oggi solo punto di primo intervento, del poliambulatorio di terzo livello, dei day-service chirurgici e di medicina generale. Infine, la riorganizzazione e il trasferimento del servizio di medicina fisica di riabilitazione, dalla sede dell'Asp "Maria Cristina di Savoia al centro servizi sanitari territoriale di via Comez".


BitontoTV Staff

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