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Cronaca e Attualità
09/05/2014

Rifiuti. La DIA si concentra su Bari

Parte l'indagine sui tombamenti. Presto riflettori su Lama Balice?

Le campagne baresi finiscono sotto la lente della DIA. La Direzione Investigativa Antimafia ha avviato un'indagine conoscitiva per verificare se nell'agro della provincia di Bari siano stati interrati rifiuti speciali. Dopo le inchieste che, nelle ultime settimane, hanno portato alla scoperta di migliaia di tonnellate di immondizia tombata nelle campagne del Salento, del brindisino e del foggiano, con decine di amministratori locali finiti nel mirino della magistratura, gli investigatori stanno sondando la situazione di Bari.

 

Secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, l'attività inquirente potrebbe partire dalle recenti segnalazioni arrivate ai Comuni di Palo del Colle, Toritto, Modugno e Grumo Appula. Ma le indagini potrebbero ben presto andare a scavare nel passato. E concentrarsi anche sulla situazione di Lama Balice. Dove, nei primissimi anni novanta, sarebbero stati tombati, secondo un rapporto della Polizia Municipale, fanghi essiccati e colate di "materiale verdognolo di non identificata origine e specie", assieme a pneumatici e "fusti contenenti sostanze chimiche".

 

Due decenni prima dei fascicoli aperti dalle Procure pugliesi sui legami tra rifiuti tombati in Puglia e criminalità organizzata campana, l'inchiesta su Lama Balice, condotta dall'attuale assessore all'Ambiente della Regione Puglia Nicastro, ricostruì l'odissea dei rifiuti che, dal nord, arrivavano sul territorio bitontino. Secondo quanto riportato, in modo frammentario, dalla stampa di quei giorni, pare che il flusso di immondizia interessasse le aziende municipalizzate di Bologna, Piacenza, Como, Sora e Ceccano (quest'ultime in provincia di Frosinone). Le società comunali si rivolgevano ad alcuni "operatori nel campo ecologico", con riferimenti a Parma, Bergamo, Napoli e Bari, che garantivano loro uno smaltimento dei rifiuti in eccesso economico. Come documentato nel reportage esclusivo di BitontoTv (clicca qui per leggere l'articolo).

 

Una vicenda che ricorda da vicino quanto romanzato da Roberto Saviano in Gomorra e su cui alcune recenti dichiarazioni di un imprenditore pentito ha gettato pesanti ombre. Nei mesi scorsi, infatti, si è parlato di traffico illecito di rifiuti gestito da un clan campano con l'aiuto della criminalità organizzata locale. Bitonto sarebbe tra i Comuni interessati nei primissimi anni novanta da un sistema che parrebbe legato da un fil rouge a quello descritto da Carmine Schiavone, superpentito della Camorra (clicca qui per leggere l'articolo). Proprio da questa testimonianza potrebbe partire la nuova inchiesta.

 

Savino Carbone

 

 

BitontoTV Staff

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