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Lavorando s'impara
27/03/2014

Job Act, Job Act! L'eterno annuncio di Renzi

Primo appuntamento con la nuova rubrica 'Lavorando s'impara' di Giulio Mitolo
Stimolare il dibattito sul mondo del lavoro, della formazione, per una più fiorente economia locale. E' questo l'obiettivo della nuova rubrica "Lavorando s'impara", da oggi e ogni due settimane su BitontoTv per informare sui temi legati al mondo del lavoro, attraverso uno sguardo attento ed un approccio critico. Per fornire strumenti utili, imbastire un dialogo, scambiare opinioni su di un mondo che per molti è ancora ricco di interrogativi.
Lo spazio sarà curato da Giulio Mitolo, da anni impegnato nel settore dello Sviluppo sostenibile e della diffusione delle politiche ambientali per l'ENEA e per progetti regionali di diffusione delle nuove tecnologie energetiche rinnovabili. Negli ultimi dieci anni si è occupato di politiche attive del lavoro, orientamento al lavoro, formazione e creazione di impresa. Attualmente collabora con Italia Lavoro presso la sede regionale di Bari sui temi degli ammortizzatori sociali e dell'assistenza tecnica alle politiche occupazionali giovanili.

Se c'era bisogno di una rubrica come questa?
Se dovessimo guardare ai numeri della disoccupazione e della crescita sociale ed economica del nostro Paese e del meridione in particolare, forse si. Personalmente, e lo confesso, avevo un impellente bisogno di comunicare, di far emergere dal territorio e per il nostro territorio le "buone pratiche" di Puglia, di dare più risalto alle opportunità di formazione esistenti e di puntare riflettori più potenti sui percorsi utili per conquistare il lavoro, ossia il proprio ruolo nella comunità.
Un bisogno di ridare dignità alla formazione perché, aldilà degli sprechi, è grazie alla voglia di imparare che si cresce e che i propri confini si allargano.
Un bisogno di comprendere quali siano le opportunità di lavoro locali perché non siano solo maggiori ma anche migliori, nella dignità delle persone che lavorano, nella qualità del contesto e dello sviluppo lavorativo.
Ed un obiettivo dichiarato: aiutare tutti gli attori in gioco (dalle amministrazioni locali alle strutture che aiutano il lavoro, dagli enti di formazione ai consulenti del lavoro, etc. ) a fare dell'integrazione il proprio punto di forza.
Integrazione tra formazione e lavoro, perché la formazione dia sbocchi reali al lavoro, ma anche che il lavoro si riqualifichi continuamente per le sfide che i cambiamenti del mercato richiedono; integrazione nella informazione su questi temi, spesso affrontati dai media in modo troppo settoriale; integrazione nella programmazione delle risorse persa in molteplici e minuscoli progetti e linee d'intervento, che una volta terminati, lasciano il deserto.
E soprattutto integrazione tra le istituzioni, per fare finalmente Rete.
Lavorando s'impara, un augurio per tutti, giovani e meno giovani, un programma aperto a tutti, agli addetti ai lavori e a chi esperienza non ha. Buon lavoro.

 


Job Act, Job Act! L'eterno annuncio di Renzi
Numerosi i nodi da sciogliere su contratti, sussidi di disoccupazione e riforme. Nodi sia politici che finanziari.


Che Matteo Renzi, con mani in tasca e quel suo ondeggiare gigionesco, sia un comunicatore abile non v'è alcun dubbio. Ma l'annuncio del Job Act, che ricordo, fu dato nel "lontano" 8 gennaio scorso, oltre ad enunciare riforme e novità sul fronte lavoro, evidenzia numerose incertezze ancora tutte da chiarire. Ma affrontiamo la sostanza in gioco.
I provvedimenti principali si dividono in tre parti: gli interventi a sostegno dei redditi di lavoro e di impresa, gli interventi sul mercato del lavoro, per renderlo più agile e semplice e le azioni sugli ammortizzatori sociali; tutte misure che avranno tempi di approvazione piuttosto lunghi. Il Disegno di Legge a riguardo sarà convertito in Legge Delega dal Parlamento e il Governo dovrà dare attuazione alla norma in un tempo stabilito dalla legge stessa.


Intanto, come prima mossa del Governo, c'è stata l'approvazione di un Decreto Legge per il rilancio dell'occupazione; il 12 marzo scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato la prima parte del Jobs Act dove viene alzata dai 12 ai 36 mesi la durata dei contratti a tempo determinato senza causale, cioè quelli per cui non è obbligatorio specificare il motivo dell'assunzione (la forza lavoro assunta con questo tipo di contratto non potrà essere più del 20% del totale degli assunti). Inoltre è previsto che i contratti di apprendistato abbiano meno vincoli; per assumere nuovi apprendisti non sarà obbligatorio confermare i precedenti apprendisti alla fine del percorso formativo e la busta paga base, per quanto riguarda la parte di formazione, sarà pari al 35 % della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento.


Inoltre, sono da definire le modalità di ciò che diverrà l'assegno universale per chi perde il posto di lavoro, anche per chi oggi non ne avrebbe diritto, con l'obbligo di seguire un corso di formazione professionale e di non rifiutare più di una nuova proposta di lavoro. Una forma di ammortizzatore sociale che manderebbe in soffitta le Casse e le Mobilità, passaggio politico già peraltro previsto dalla Legge Fornero, ma che è ancora tutto da incastrare ben bene tra i sindacati conservatori e i soldi che non ci sono.


Un'altra riforma è la riduzione della giungla dei contratti di lavoro, che dalle almeno 40 forme, si passerebbe al contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti. E poi c'è la sfida della 'Garanzia Giovani', un programma europeo per consentire a tutti i giovani che escono dalla scuola o perdono il lavoro di trovare un'opportunità entro i successivi quattro mesi. Questo è un pezzo importante della Riforma. E su questo punto non ancora esplicitato, statene certi, ne riparleremo non mollando l'attenzione.


La partita non è affatto semplice per alcuni nodi da sciogliere. La copertura economica, pur con la televendita di Palazzo Chigi, condita da slides e tabelle, di fatto non c'è ed il Piano Cottarelli è il Piano che tutta una classe politica da 20 anni non ha mai fatto, ossia toccare i privilegi della politica e della burocrazia.
Ed un nodo politico: di certo il Nuovo Centro Destra si è reso piuttosto mansueto ma molto meno lo è e lo sarà quella parte del PD meno ammaliato dal rottamatore Renzi, sia per motivi di coerenza di "sinistra" sia per i formidabili e non ancora assopiti appetiti della Casta.
Ma sia chiaro: non possiamo che fare il tifo per Renzi. Ma la fiducia, quella degli Italiani, sarà a termine e senza sconti.
Non ci dimentichiamo che l'Italia è caduta sino al 73° posto al mondo per la facilità di fare impresa (dopo la Romania, prima delle Seychelles) e si trova al 42° posto per la competitività (dopo la Polonia e prima della Turchia).
Morale della favola: o il lavoro riparte o il Paese non riparte.

 

Giulio Mitolo

 

BitontoTV Staff

Commenti



  • Vanna Marchi + Roberto Baffo(il venditore asmatico)+ Mendella (col suo gatto e le ville in Romania) + Silvio Berlusconi + Razzi + Scilipoti + PD + FI = MATTEO RENZI

    G.L.

    Inserito ven, 28 mar 2014 - 09:34:30

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