Dopo tre mesi e mezzo esatti si è ripetuto il Forum sul Piano Strategico a Bitonto. In conclusione dell'incontro del 4 dicembre scorso, infatti, fu chiesto all'assessore Elio Sannicandro e al dottor Luca Scandale di tornare in città per raccontare meglio il Piano Strategico, cercando di chiarire definitivamente quello che nel dibattito nella sala consiliare non erano riusciti a dimostrare: la Pianificazione Strategica è cosa altra rispetto al progetto di Area e città Metropolitana.
In quella occasione ci furono assicurazioni che entro pochissime settimane si sarebbe partiti con incontri tematici per sviscerare i singoli temi e finalmente far capire ai bitontini, testardi, che la Pianificazione Strategica non è quello che "La Gazzetta del Mezzogiorno" cerca di promuovere disperatamente con l'obiettivo di raccogliere la voglia di "grande Bari" che c'è negli abitanti del capoluogo e di provare a fermare il vertiginoso crollo di vendite (-25% in un anno mezzo, fonte: Mediterraneo News) che sta registrando soprattutto nel capoluogo. All'indomani della presentazione delle progettualità ammesse ai finanziamenti, infatti, sui giornali baresi nessuno parlava dell'Area Vasta ma soltanto del fantasmagorico "tram del mare" che si vorrebbe realizzare da San Giorgio a Santo Spirito.
A Bitonto, intanto, le poche settimane sono diventate 15 sino a venerdì scorso, durante la cui serata non solo non si è parlato di ambiti tematici ma i responsabili del Piano sono tornati a cercare di convincere la cittadinanza, questa volta presente e attiva, che la Pianificazione Strategica è l'antefatto della creazione di una nuova Atlantide, un paradiso dei sogni a cui mai nessuno, prima d'ora, aveva pensato da queste parti. Oltretutto la data dell'incontro non è stata decisa ad hoc per i bitontini, come qualcuno ha pensato, ma è rientrata in uno dei periodici tour che la celebre compagnia di giro "Metropoli Terra di Bari" fa nei comuni affiliati per valutarne la fedeltà e la affidabilità. Ergo, hanno mancato clamorosamente all'impegno preso e, come da mesi qualcuno va sostenendo, nei pensieri dei "progettisti" il ruolo di Bitonto nel Piano Strategico è poco al di sopra del rango di "periferia degradata".
Oltretutto, tra gli illustri pensatori del "Metropoli Terra di Bari" le cose non devono essere molto tranquille se è vero che uno dei principali artefici di tutto il progetto, nientemeno che il direttore Luca Scandale (mai dimenticare che il sito istituzionale www.ba2015.org è intestato a lui e non al Comune di Bari e che nuovamente il sito è off-line) è assente a tutte le tappe di questo tour, compresa quella bitontina. A fare le veci della città capofila, Elio Sannicandro che, probabilmente, ogni volta che deve salire a Bitonto (la cittadina è leggermente più a nord del capoluogo!) si augura sempre che subentri un impegno improvviso e possa, gentilmente, rinviare l'appuntamento. Così, con buona puntualità, l'assessore alla pianificazione strategica del Comune di Bari si è seduto al tavolo dei relatori allestito nel Cenacolo con, a fianco, tecnici, ingegneri ed architetti, cui è stato affidato il compito di sognare e disegnare la Bari del futuro (non la squadra di calcio, molto in auge in questo periodo) e di raccontarlo in giro per i 31 comuni che "all'unisono" hanno deliberato l'adesione.
A fare gli onori di casa il sindaco Valla che, davanti ad un esterrefatto Sannicandro, ha affermato: "il Piano Strategico non c'entra niente con la Città Metropolitana, perché fonti certe affermano che Bari non lo diventerà mai". A ruota l'assessore Antuofermo ha affermato, serafico, che "infondo nel centro storico di Bitonto si vive bene". Di particolare interesse anche la presenza del consigliere delegato al centro storico, Roberto Colangiuli, che ha annunciato di aver presentato un regolamento a favorire l'arrivo in massa di nuovi imprenditori nel centro antico, omettendo di dire, però, che quel suo documento è stato respinto dai tecnici del Comune e dalla commissione consigliare competente.
Con questi presupposti è stato chiaro a tutti che si sarebbe nuovamente persa un'occasione per parlare veramente delle prospettive della "governance" dell'Area Vasta, vero nocciolo del problema al netto di propaganda, imprecisioni ed improvvisazioni. Così per un paio d'ore Sannicandro ha ripetuto il suo classico monologo riveduto in alcune parti, giusto per non annoiare i suoi ascoltatori più fedeli e, incuranti degli sbadigli della platea, gli architetti hanno spiegato come rifare daccapo il centro storico e come può essere utile, per una città come Bitonto, disporre grazie alla pianificazione strategica, di uno sbocco sul mare (se si vuole ricostruire un territorio bisognerebbe quanto meno conoscerne la storia dell'ultimo secolo, ndr).
Finite le relazioni autoreferenziali dei tecnici del Piano Strategico hanno preso la parola alcuni concittadini: accanto al solito Mimmo Rubino, il professor Marannino ha tenuto una vera e propria lezione di diritto ma anche di storia di Bitonto. Il riferimento a fatti specifici della storia locale, infatti, sta diventando un bisogno sempre più importante alla luce di continui tentativi da parte di molti - non solo forestieri - di sminuirne il valore.
Sono intervenuti anche Gino Ancona, Angelo Morea ed il giovane Minenna, il quale in conclusione ha fatto tenerezza ai presenti con la sua richiesta di aver voluto parlare dei progetti e di aver ringraziato gli architetti saliti da Bari per spiegare le loro visioni del futuro della Metropoli (documenti ufficiali del piano strategico docent, ndr).
Quando tutti si aspettavano le naturali repliche dell'assessore Sannicandro alle questioni reali, poste dai cittadini, questi con la scusa del freddo in sala si è congedato dai presenti dando appuntamento ad un prossimo incontro. È toccato al dirigente del SUAP, nonchè "correttore" di molti dei progetti presentati dal nostro comune, esprimere uno dei concetti più chiari della serata: i tecnici si occupano della redazione dei progetti, i politici devono gestire il rapporto tra Pianificazione Strategica ed Area Metropolitana. Ma a questo punto Mimmo Rubino è stato perentorio, rivolgendosi all'assessore Antuofermo: "se davvero si vuole sostenere la separazione tra parte tecnica e parte politica, si presenti in consiglio una mozione con cui la città di Bitonto, pur dichiarandosi partner della pianificazione strategica, si dichiara estranea a qualsiasi progetto riguardante Area o Città Metropolitana". La risposta è stato un silenzio assordante ad esprimere l'imbarazzo di tutte le amministrazioni che hanno sottoscritto la Convenzione: aderire per puntare ad ottenere il maggior numero di progetti finanziati e rimandare il più possibile qualsiasi discussione sulla adesione all'Area Metropolitana. Il clima da far west - che qualche testimone ha avuto modo di constatare nell'incontro dei Sindaci di mercoledì scorso sulla distribuzione dei soldi messi a disposizione dalla Regione - è la conferma più clamorosa su questo finto matrimonio d'amore tra le 31 città che hanno in comune solo l'appartenenza alla stessa provincia.
Francesco Paolo Cambione
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Gentile Veroliberodipensare,
La ringrazio per l’attenzione che ha voluto dedicare al mio commento, ma mi permetta di precisare come non fosse mia intenzione esprimere ENTUSIASMO per la figura o i “poteri” del Dott. Abbaticchio (che conosco solo grazie ad una fotografia pubblicata su questo blog).
Certo mi compiaccio di avere una “carta buona” al servizio della Città quando leggo che :
“soltanto il provvidenziale e fortunato arrivo di Michele Abbaticchio ha permesso di recuperare due progetti stralcio della precedente amministrazione (piazza cavour e museo diocesano) e trasformare alcune idee progettuali in progetti esecutivi grazie alla abilità e all'esperienza del neo dirigente.
Questa felice intuizione (di scegliere Abbaticchio quale nuovo dirigente dello SUAP) ha permesso alla nuova amministrazione di recuperare parzialmente il gap creato dal colpo di mano della modifica del testo della convenzione ...”
Cambione dixit in altro post)
La professionalità del Dott. Abbaticchio mi ha spinto dunque ad invitarLo ad una ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ per contribuire ad indirizzare le scelte strategico-amministrative su BA2015, in modo da evitare che i possibili finanziamenti del Piano Strategico si rivelino una semplice ESCA che ci faccia correre come pazzi verso quella TONNARA che sarebbe l’abbraccio mortale con Bari nella Città Metropolitana.
Ovviamente un simile invito andava fatto con tono vivace e “stimolante” per risultare convincente, perché se lo avessi scritto con tono da MINO PAUSA forse al Dottore poteva venire una crisi depressiva.
Confesso che per me il compito di una figura dirigenziale con incarico nel settore PUBBLICO è ben diverso dal limitarsi a “riportare alle varie riunioni le volontà politiche della nostra amministrazione” ... credo che per ottenere questo possa bastare infatti un semplice registratore vocale.
Danni e ritardi paghiamo ancora oggi e pagheremo negli anni a venire a causa di molte NON-SCELTE operate da alcuni dirigenti del Comune negli anni passati e dunque ho IMPARATO quanti danni potrebbe fare il Dott. Abbaticchio nel caso in cui Egli dovesse imitare un comportamento simile.
Allo stesso tempo so quanti BENEFICI altre realtà locali anche assai vicine a noi, hanno ricevuto negli scorsi anni grazie al lavoro di Dirigenti che si sono assunti delle RESPONSABILITA’ (rivoluzionario eh ?), scontrandosi in alcuni casi anche con le maggioranze politiche del periodo.
In merito alle Sue perplessità sui miei commenti per entusiasmi e/o critiche, Lei è liberissimo di ritenere “strana” la mia scrittura ed io mi appassiono molto di + a prestare attenzione ai fatti, come già Lei ha opportunamente sottolineato.
Saluti
Sacetox
Inserito dom, 29 mar 2009 - 10:35:33
condivido le preoccupazioni sulla città metropolitana che ha come base di partenza solo la vicinanza fisica di comuni al capoluogo. Diversa dovrebbe essere una pianificazione strategica di area vasta che dovrebbe muoversi nella logica di individuare interventi importanti /strategici/ in grado di far crescere il livello di vita di tutta l'area vasta. Sembra però che la sempre meno conosciuta pianificazione strategica cerchi di creare un involucro amorfo in cui contenere le singole ipotesi progettuali presenti nei comuni individuati nell'area vasta. Mi verrebbe da immaginare che una pianificazione strategica debba prevedere interventi di ampio respiro e di grande ricaduta sull'intera area vasta dopo una analisi degli aspetti critici presenti /grandi infrastrutture, grandi opere in grado di sviluppare significativi interventi in tutti i comuni aderenti, studio dei collegamenti e delle modalità di trasporto nell'intera area, ecc/. Leggere che i primi 50 milioni di euro da spendere includono sei progetti della nostra città/ in tal senso bravo il nostro rappresentante dott. Abaticchio/di portata assolutamente locale e per alcuni anche di vecchia datazione, lascia pensare che non esiste nulla di strategico se non la cruda necessità di spendere /a caso/ soldi disponibili e magari in scadenza nel più breve tempo possibile.
Sull'argomento leggo uno strano commento di sacetox, in genere molto attento ai fatti, ma che a volte si lascia andare a commenti o troppo entusiastici a favore di qualche commentatore o esasperatamente critici e quasi a senso unico in altri, perchè mi pare che esalti troppo la figura e la responsabilità dell'ottimo dott. Abaticchio. Mi pare strano che sacetox non valuti che il nostro dirigente abbia il compito di riportare alle varie riunioni le volontà politiche della nostra amministrazione, con poca responsabilità personale in merito alle decisioni stesse /penso al detto "ambasciator non porta pene"/.
veroliberodipensare
Inserito ven, 27 mar 2009 - 22:09:49
Anni Ottanta fine della sede vescovile di Bitonto
Anni Novanta - Inizio Duemila fine Ospedale di Bitonto
2015 fine dell'indipendenza amministrativa di Bitonto?
E' questo che vogliamo? Io non ci sto!!!
Dobbiamo unire le forze, lo ripeto non sterili polemiche.
Contiamoci; raccogliamo la documentazione sulle città metropolitane; siamo cittadini attivi.
Facciamo sentire il nostro dissenso. Inviamo lettere di proteste
Michele73
Inserito mar, 24 mar 2009 - 12:59:27
Caro Giuseppe, il T.U.E.L. (Testo Unico degli Enti Locali) approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, all'art. 23 (Città Metropolitane) comma terzo cita: "La proposta di istituzione della città metropolitana è sottoposta a referendum a cura di ciascun comune partecipante, entro centottanta giorni dalla sua approvazione. SE LA PROPOSTA RICEVE IL VOTO FAVOREVOLE DELLA MAGGIORANZA DEGLI AVENTI DIRITTO AL VOTO ESPRESSA NELLA META' PIU' UNO DEI COMUNI PARTECIPANTI, essa è presentata dalla regione entro i successivi novanta giorni ad una delle due camere per l'approvazione con legge".
Questo significa che se per ipotesi i cittadini del Comune di Bitonto che si calcolano sui 40.000 votanti (60.000 la popolazione) dicono NO, basta che da soli i baresi votanti circa 250.000 (325.000 gli abitanti) lo approvano, rendono praticamente nulla la decisione dei bitontini o degli altri comuni.
C'è bisogno, quindi, che il Comune di Bitonto con gli altri facenti parte del Patto delle Città (Bitonto capofila con Molfetta, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Giovinazzo e Corato, oltre 250.000 abitanti) costituiscano una nuova autonoma circoscrizione provinciale, distinta dalla Città Metropolitana di Bari.
AUDIT CIVICO
Inserito lun, 23 mar 2009 - 23:26:57
forse è meglio far capire alla cittadinanza cosa significa far parte di tale progetto, i vantaggi e i molti svantaggi che potrebbero avvenire, secondo me tutto il marchingegno e soltanto per favorire il capoluogo, non si spiegherebbe l'accanimento di alcuni personaggi politici della città di cui si fa riferimento, per il bene di tutti i bitontini è per il mantenimento dell'autonomia della nostra città sarebbe meglio stare fuori dall'aria metropolitana
vincenzo
Inserito lun, 23 mar 2009 - 23:26:35
E’ avvilente che in presenza di una situazione tanto grave e che invece viene presentata con superficialità da una classe dirigente a mio parere inadeguata, ci sia comunque chi preferisce non vedere il BARATRO che si apre dinanzi alla nostra Città, pur di applaudire la “fazione di appartenenza”.
La competizione per essere i migliori nei finanziamenti del Piano Strategico mi spaventa perché la trovo simile alla corsa scomposta dei tonni che vanno poi a morire nella TONNARA (... beato chi arriva primo)
Ma su questo abbiamo già scritto valanghe di parole e confesso che la stanchezza comincia a prevalere sulla indignazione quando vedo che i “tifosi del palazzo” continuano la campagna elettorale in spregio di una evidente contraddizione fra le linee guida politiche impartite dal palazzo stesso e la necessità di preservare il PATRIMONIO SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE della nostra Comunità.
Vi invito a leggere le belle parole scritte da Diego R.nel primo commento a questo articolo dove quasi si può toccare con mano la PASSIONE CIVILE che si trasforma in INDIGNAZIONE
Vi ricordo come Canaruto avesse pessimisticamente lanciato un motivato ed accorato allarme a Febbraio scorso :
“Di indizi ce ne sono decine e tutti, purtroppo per noi, vanno nella stessa direzione: spoliazione continua e sistematica di tutti gli uffici territoriali nella nostra città.
Io temo che il declino sia oramai inevitabile, chi ci amministra in questo momento non ha la cifra intellettuale e la onestà politica di affermare che il percorso è segnato.
Sarà difficile salvarci da questa catastrofe”.
Vi chiedo di tributare gloria e riconoscenza al Concittadino Mimmo Rubino che (dopo la vittoria di Pasquale nel 2008), è al momento in prima posizione nella mia personale classifica di Politico dell’Anno 2009.
Vi prego di erigere un monumento di CIVICA GRATITUDINE in onore di Francesco Cambione e di tutti i Ragazzi di BitontoTV perché senza il Loro coraggio e senza il Loro entusiasmo, noi di queste cose non ne potremmo nemmeno parlare.
Sia chiaro (e qui concludo) :
se riuscissimo ad ottenere i fondi senza farci soffocare dall’abbraccio mortale dell’area metropolitana ...
se i fondi fossero indirizzati a una progettualità per un vero miglioramento nella nostra “qualità di vita” (non come il Piano Urban) ...
se i progettisti delle future opere non saranno collaboratori di studio di chi indirizzerà i fondi pubblici connessi a quei progetti ...
... allora io farei salti di gioia e ringrazierei in eterno i miei NUOVI EROI.
Ma se invece le nostre paure si rivelassero fondate ?
Dott. Abbaticchio, riesce a toccare con mano quale GRANDE RESPONSABILITA’ si trova nelle Sue mani ?
Io penso che un percorso di AUTENTICA APERTURA e CONDIVISIONE dei PROCESSI DECISIONALI in merito alla corsa ai finanziamenti del Piano Strategico possa rappresentare per noi una garanzia sul fatto che alla fine della corsa non saremo entrati nella TONNARA di Bitonto.
Sono convinto che Lei Dott. Abbaticchio sia cosnsapevole del fatto che il rischio esiste ed è troppo grande e che noi tutti non possiamo permetterci nessun margine di errore.
Sacetox
Inserito lun, 23 mar 2009 - 23:20:14
non dovrebbe esserci un referendum alla cittadinanza per confermare l'entrata nella città metropolitana?
giuseppe
Inserito lun, 23 mar 2009 - 22:24:56
Mi complimento con Francesco Cambione per l'assiduità con cui segue la vicenda sul piano strategico metropolitano.
Lancio un'idea per la redazione, un sondaggio in merito al piano strategico e all'area metropolitana.
Occorre in questa fase mettere da parte le divisioni politiche e mostrare il nostro dissenso. Perchè non creare nel sito una finestra in cui mettere in contatto tutti quelli contrari a bari città metropolitana?
Dall'adesione di Bitonto all'area metropolitana avvenuta negli anni novanta abbiamo avuto sono aspetti negativi (Ospedale docet!!); non ci facciamo comprare per quattro soldi.
Michele73
Inserito lun, 23 mar 2009 - 21:31:23
Bellissimo articolo complimenti! finalmente iniziamo a capirci qualcosa di questo rapporto tra processi macroscopici ed effetti microscopici, infatti stiamo assistendo quasi inermi ad una miscellanea estranea alle nostre radici tra globalizzazione e ricadute locali.
Questi strani intrecci "pensati" a tavolino non fanno altro che collocare la nostra città fiera di storiche tradizioni a "ruotino" della macchina Bari,con inevitabili conseguenze.
Urge che la cittadinanza si attivi per intervenire incisivamente in questi processi, per essere in grado di dominarli il più possibile a livello conoscitivo costruendo gli strumenti di intervento più idonei con i soggetti interessati a tali mutazioni. Poi nn capisco le scissioni di circostanza tra parte tecnica e quella politica. Stiamo ricadendo nell'ennessima trappola pronta a fagocitare la nostra cultura, la nostra storia per diventare una peroferia abbandonata o città dormitorio delocalizzando tutto nella grande città con la chimerica visione di una pseudocreazione di una fitta rete commerciale....
Inutile dire che vi è una visione annichilente e lacerante, una tendenza alla congestione di culture e annullamento di esse,facendoci passare per buona che la grande aerea metropolitana alla fine fungerà da volano per la ns città.
Il nostro epicentro è la nostra città la nostra cultura, le tradizioni, il genius loci. I rapporti sociali non si creano snaturando e smantellando tasselli di millenaria tradizione. Cerchiamo di rendercene conto prima di essere baresi acquisiti e dimenticare la nostra reale appartenza non per chiuderci ma anzi per apriere nuovi percorsi di trasformazione si ma all'interno.
Diego R.
Diego R.
Inserito lun, 23 mar 2009 - 08:54:24