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Cronaca e Attualità
17/03/2014

Rifiuti dal nord in Lama Balice

Spunta un rapporto dei primi anni novanta. Fanghi e sostanze chimiche nell'alveo del Tiflis

Bitonto pattumiera d'Italia. E' quanto emerge dall'attività investigativa, risalente ad oltre venti anni fa, sulla discarica abusiva in Lama Balice. Migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti dal Nord Italia arrivati di notte, che hanno riempito i terreni in prossimità dell'alveo del torrente, siti a poche centinaia di metri dalla Strada Provinciale 156, a un tiro di schioppo dall'aeroporto Bari-Palese e soprattutto nell'attuale territorio del Parco Regionale Lama Balice.

 

A scoprirlo, nel lontano 1993, gli agenti della Polizia Municipale del Comune di Bitonto. Come racconta un verbale datato 10 Agosto 1993, gli uomini della PM, a seguito di disposizioni dettate dal pubblico ministero della Pretura Circondariale di Bari, Lorenzo Nicastro, oggi assessore regionale all'Ambiente, effettuarono appostamenti notturni sul sito. Numerosi mezzi pesanti che trasportavano rifiuti e che circolavano sul territorio di Bitonto con regolare documentazione - constatarono gli agenti - giungevano sul vallone del Tiflis e smaltivano tonnellate di immondizia in quella che sarebbe presto divenuta una discarica abusiva incontrollata. Falsificando, quindi, la documentazione finale di conferimento, all'insaputa degli stessi conferitori iniziali.

 

Nei giorni immediatamente successivi agli appostamenti, la Polizia Municipale visitò il fondo interessato con un escavatore, al fine di saggiare il terreno almeno a livello superficiale. I costoni artificiali, apparentemente composti da terreno e materiale inerte, nascondevano chili di rifiuti solido urbani. Non solo. Furono rinvenuti fanghi essiccati e colate di "materiale verdognolo di non identificata origine e specie", assieme a pneumatici e "fusti contenenti sostanze chimiche". Per di più il costone nord, per effetto del tombamento illegale, fu elevato di circa 30 metri e avanzato di altri 57, mentre quello sud alzato di 5 e sbancato di 21, creando una terrazza su cui lasciare altra immondizia.
Tra i rifiuti numeroso materiale cartaceo, come giornali, indicavano che la mole di sversamento proveniva dal Nord. I reperti trovati dalla PM rimandavano a Piacenza, Aosta e Bologna.

 

A seguito delle scoperte, Nicastro aprì un fascicolo, riuscendo a ricostruire l'odissea dei rifiuti. Secondo quanto riportato, in modo frammentario, dalla stampa di quei giorni, pare che il flusso di immondizia interessasse le aziende municipalizzate di Bologna, Piacenza, Como, Sora e Ceccano (quest'ultime in provincia di Frosinone). Le società comunali si rivolgevano ad alcuni "operatori nel campo ecologico", con riferimenti a Parma, Bergamo, Napoli e Bari, che garantivano loro uno smaltimento dei rifiuti in eccesso economico e easy. Stoccaggio che riconosceva alle società fasulle un ingente guadagno. In un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno del 1993 si parla di circa 200 mila lire per ogni tonnellata di rifiuti.

 

La vicenda, dopo poche settimane, cadde nel silenzio generale. Dopo alcuni sopralluoghi di Regione e Provincia, i primi rilievi, che interessarono le acque di un pozzo artesiano sito nei pressi della discarica (che registrarono valori alti di arsenico, piombo e mercurio, in regola però con i limiti che la normativa vigente imponeva), e numerosi progetti di bonifica, per vent'anni non si è più parlato di Lama Balice. Nonostante il procedimento a carico di N.M. (padre di G.M., giovane scomparso il 24 agosto 2006 e mai più ritrovato, uno dei 6 casi di lupara bianca a Bitonto), proprietario del fondo in questione, sia proseguito giungendo ad una assoluzione. Anche il Consiglio Comunale di Bitonto (in cui sedevano molti esponenti del gotha politico odierno), dopo la seduta del 17 Settembre 1993 in cui, proprio a partire dagli sversamenti abusivi in Lama, si cominciò a parlare della discarica di Giovinazzo e di privatizzazione della municipalizzata, rimase silente.

 

Nel 2004 i Vigili Urbani registrarono un nuovo abbandono illegale di rifiuti sul sito. Fu aperto un nuovo processo a carico del M., che fu prosciolto da tutte le accuse (clicca qui per leggere il reportage completo sullo stato attuale del sito).
Nei mesi scorsi, invece, le dichiarazioni di un imprenditore pentito che ha parlato di traffico illecito di rifiuti gestito, secondo quanto dichiara, da un clan campano con l'aiuto della criminalità organizzata locale. Bitonto sarebbe tra i Comuni interessati nei primissimi anni novanta da un sistema che parrebbe legato da un fil rouge a quello descritto da Carmine Schiavone, superpentito della Camorra (clicca qui per leggere l'articolo).

 

Intanto la discarica di Lama Balice è finita sotto la lente dell'Europa. Il sito, infatti, rientra tra quelli censiti nella procedura di Infrazione Comunitaria 2003/2077, che riguarda i luoghi oggetto di discariche abusive incontrollate e di abbandono illecito di rifiuti di vario tipo.
Nel 2009 la Regione Puglia chiese al Comune di Bitonto informazioni in merito alla zona. Ottenuti i dettagli richiesti da via Capruzzi si dispose lo stanziamento di 15 milioni di euro, da dividere tra tutti i Comuni finiti sotto osservazione da parte di Bruxelles. Complici alcuni disguidi degli uffici, il Piano di Caratterizzazione, necessario a constatare lo stato della situazione sotto il profilo ambientale, è stato elaborato più volte sino a giungere alla versione definitiva dell'8 Ottobre 2012. Ma, secondo alcune fonti vicine agli Uffici Comunali, pare che Palazzo Gentile abbia perso il treno del finanziamento. Assicurato comunque per il 2014.


Una volta completata la Caratterizzazione sarà chiaro il tipo di intervento da porre in atto sul sito. Che dovrà necessariamente prevedere una bonifica completa. Per la quale, secondo alcuni, saranno necessari almeno due milioni di euro.


Savino Carbone

 

 

 

BitontoTV Staff

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