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Politica
12/03/2014

La sezione bitontina dell’UDC prende le distanze dalla linea nazionale del partito

Il gruppo bitontino guidato dall'avv. Vito Desantis rifiuta l'ipotesi di confluire in Forza Italia

L'UDC di Bitonto non condivide la linea nazionale che sta assumendo il partito, che vuole la formazione politica guidata da Pierferdinando Casini abbracciare il progetto della nuova Forza Italia.
Il gruppo, riunito attorno a Vito Desantis, dopo essersi riunito in assemblea ha deciso che in caso di "fusione per incorporazione" non seguirà il suo leader, ma prenderà altre strada. La decisione è legata anche alle dinamiche locali dove, sottolineano dal partito, l'UDC ha trovato un "alleato serio ed affidabile e fino a quando resterà serio ed affidabile, noi continueremo a collaborare in virtù della scelta fatta e che noi non sconfesseremo, anche se dall'alto ci dovesse venir chiesto il contrario".


Al termine della riflessione è stato stilato un documento che per completezza di informazione si riporta integralmente:

 

Ci accusano di essere sempre stati fuori dal coro. Questa è una verità incontrovertibile, dato che chi si sforza di essere severo ed obiettivo nelle valutazioni, deve per necessità di cose essere fuori dal coro. Non siamo mai stati tifosi, ma attori responsabili delle vicende e delle scelte politiche effettuate.
L'amore per la verità e per l'onestà ci ha sempre contraddistinti.
Orbene l'UDC aveva abbandonato la nave di Berlusconi e con una scialuppa aveva sfidato i marosi della politica, collocandosi tra Scilla e Cariddi. Tale ferma ed orgogliosa decisione aveva calamitato la nostra attenzione e riflessione dopo la delusione del Nuovo PSI.
Il principio informatore dell'UDC era "distinti e distanti"; lo stesso che avevamo ascoltato nel Nuovo PSI prima da Gianni Demichelis e poi da Stefano Caldoro. Ma così come Stefano Caldoro con il Nuovo PSI era entrato con armi e bagagli nel PDL anche Pier Ferdinando Casini si accinge dopo aver abbandonato la scialuppa a trasferirsi a casa di Berlusconi. Al di là della facile metafora, v'è un dato politico che si è venuto a creare ossia: Casini ha dismesso gli abiti del "distinto e distante" ed ha indossato il doppiopetto con cravatta a stelline gialle. Qualcuno tra noi comunque sostiene che con tale decisione ha fatto venir fuori dalle secche il partito. Ma questo qualcuno dimentica che sulle secche l'UDC era stato portato dallo stesso Casini. Infatti, con la discesa (rectius con la salita) in politica di Mario Monti, suggerita e favorita dallo stesso Pier Ferdinando lo spazio politico elettorale del centro era stato occupato da quest'ultimo e all'UDC non erano rimaste che briciole.
Oggi ci rimane solo la consapevolezza che un centro libero ed autonomo è stato forse definitivamente annullato per un evidente errore strategico. Gli amanti della filologia spiegano che la necessità della scelta è stata dettata dall'allestimento di un progetto di legge elettorale che santifica il bipolarismo di chiara marca statunitense a totale discapito dei piccoli partiti. Ma se il detto è vero, è anche vero che la nostra speranza di far rivivere un passato fatto di lavoro e benessere, nata dopo la diaspora socialista e democristiana, rischia di naufragare. Infatti, così come avemmo modo di dire a Caldoro quando decise di confluire nel PDL (il famoso): "NO grazie", allo stesso modo oggi forse i fatti ci costringeranno a ripeterci.
Bisogna prendere atto che tutto ciò che sino al '92 nella nostra vita politica era stata iniziativa, movimento e tensione è ormai stato sacrificato al vecchio adagio "quieta non movere", in attesa di tempi migliori. Non va dimenticato che tutto ebbe inizio verso la fine degli anni ottanta segnati dal conflitto tra politica e giustizia basato sulla pretesa del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) di esercitare "il controllo di legalità" su atti insindacabili del governo e persino di sottoporre le leggi del parlamento al proprio giudizio. Era il risultato dell'azione di ritorsione a seguito della richiesta di referendum sulla responsabilità civile de magistrati. Arrivammo a casi di bulimia del potere giudiziario e di eccessi senza confini e vergogne.
Pubblici Ministeri che pubblicavano anzitempo le informazioni di garanzie e che raccontavano fatti coperti dal segreto istruttorio finalizzati alla dismissione della toga per entrare in politica aiutati da certi partiti con i quali avevano un sodalizio giustizialistico.
La politica comunque aveva ancora un forte ruolo e le scelte e le battaglie erano il pane quotidiano fino a Tangentopoli. Dopo Tangentopoli e con la distruzione dei partiti e dei vari credi politici si vive come barbari e con i barbari irriverenti, qualunquisti e arroganti vivacchiando nelle retrovie della cultura politica, ascoltando demolitori e rottamatori che agiscono in virtù dell'antico adagio: "siamo forti non per merito ma per demerito". La vera cultura politica sia a sinistra che a destra è morta e sepolta sotto montagne di ignoranza.
In periferia si continuano ad inanellare incontri e dibattiti sperando che i giochi non siano ancora fatti, forse nella consapevolezza o nel pretesto che la scelta non è stata la sconfessione di un pensiero politico, ma il bisogno di sopravvivere animato dallo spirito di conservazione. Va da se che tale scelta ha creato non pochi imbarazzi, anche se la coerenza e consequenzialità della ns. sezione ci porta a dire che nelle ultime amministrative abbiamo incontrato un alleato serio ed affidabile e fino a quando resterà serio ed affidabile, noi continueremo a collaborare in virtù della scelta fatta e che noi non sconfesseremo, anche se dall'alto ci dovesse venir chiesto il contrario.
Noi rivendicheremo la ns. autonomia fino alle estreme conseguenze, perché non possiamo venir meno ad un impegno preso, senza un serio motivo di responsabilità addebitabile e per un grave errore a noi non imputabile.
Del resto il nuovo corso che l'UDC si accinge ad intraprendere è avvolto nel mistero più fitto, atteso che nessuno si è minimamente degnato di renderlo palese. Al congresso si è andati solo come convitati di pietra, senza alcun incontro precongressionale e senza alcuna tesi da dibattere.
Forse qualcuno non si è ancora reso conto che con l'illuminismo, l'"ipse dixit" Aristotelico non è più praticabile e che oggi certi uomini conservano ancora dignità e capacità critica.

 

Udc Bitonto

BitontoTV Staff

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