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Politica
11/03/2014

Via libera del consiglio ai Comitati di Quartiere

Regolamento e perimetrazione approvati all'unanimità. Rinviata la Ztl

Sono i comitati di quartiere la novità più importante licenziata ieri sera dal consiglio comunale di Bitonto. Anche perché per lo schema di convenzione per la gestione dei servizi socio-assistenziali relativi al nuovo Piano di Zona si tratta praticamente di un adempimento formale e tutti gli altri punti sono stati rinviati a lunedì prossimo.


La discussione, dopo due sedute in cui è accaduto praticamente di tutto, rimane nell'alveo del cordiale confronto dialettico fino alla fine, consentendo ai consiglieri di discutere, integrare, emendare ed approvare all'unanimità il regolamento per i Comitati di Quartiere e la loro perimetrazione.
Saranno 16 in tutto, 14 per il centro urbano più le due frazioni di Mariotto e Palombaio.
"È stato accolto il 90% degli emendamenti proposti - ha spiegato l'assessore al Governo Partecipato Rino Mangini - proprio per garantire il massimo della partecipazione possibile". Un atteggiamento che non basta, in ogni caso, all'opposizione che chiede, confermando le voci che circolavano già da tempo, la lettura e la votazione articolo per articolo del regolamento.

 

Dopo quasi un'ora di lettura nella semi indifferenza generale, Intini prende la parola per esprimere alcune perplessità: "Sono troppi 16 quartieri: città come Firenze o Bari ne hanno 5 o 6. E devono decadere ogni volta che cambia l'amministrazione comunale".
Toscano (Udc), dal suo canto, si augura che non sia solo "la risposta ad una promessa elettorale, ma un preciso programma per aumentare la partecipazione".
Carmela Rossiello (Forza Italia-Pdl) condivide appieno l'istanza di fondo, ma si chiede perché uno dei comitati (il comitato zona 167) "sia stato inaugurato senza avviso, nonostante ne stessimo parlando in commissione".
Farella (Indipendente) ammette di aver una fatto ricerca su internet che gli avrebbe confermato come, altrove, la suddivisione sia inferiore. "Un esperimento di comitato quartiere - aggiunge - è stato già fatto con il governo Valla, quindi, va bene parlare di sfida, ma non si parli di novità. Per il resto mi auguro che essi agiscano col principio del bottom-up, partendo cioè dal basso, dai particolari necessari, per poi arrivare al vertice e non viceversa".
Damascelli (Forza Italia-Pdl) espone il rischio che il "provvedimento nasca già vecchio: ci sono troppi quartieri, anche se non condivido la lettura del collega Intini: non dovrebbero essere legati all'amministrazione di turno proprio perché non sono organo politico amministrativo".
Per De Palma (Pd) "tutti gli emendamenti dei colleghi si possono accogliere. L'importante è che si creino organismi in grado di incidere fattivamente nella vita delle comunità, dotandoli di strumenti adeguati".
Ciccarone (Progetto Comune) illustra allora come essi nascano con l'intenzione di "far sentire i cittadini più legati al territorio che vivono. I 16 quartieri servono proprio per favorire il bottom-up".
La "partecipazione trasversale alla redazione del regolamento" è l'aspetto sottolineato dal consigliere Ciccarone, mentre Masciale (Progetto Comune) si dice disinteressato alle "pretese di primogenitura. Piuttosto mi sento fiero di appartenere ad una assise comunale che si è assunta la responsabilità di offrire alla città questo strumento di partecipazione. In un clima di ritrovata serenità e correttezza istituzionale".
Francesco Ricci (Pd), però, sottolinea come "la partecipazione che c'è stata su comitati, purtroppo, non funziona sempre, perché c'è una struttura comunale che impedisce anche agli stessi consiglieri di partecipare".
Nessun accenno polemico nemmeno nella votazione degli emendamenti presentati in consiglio dall'opposizione, quasi tutti accettati, ad esclusione di quello relativo alla riduzione da 16 a 6 dei quartieri.

 

Le dichiarazioni di voto finale registrano gli interventi di Filippo D'Acciò (Città Democratica), Paolo Intini (Lista Intini), Francesco Paolo Ricci (Pd), Pasquale Carelli (Il Laboratorio), Febbile (gruppo misto, parlando a nome suo e di Rutigliano), Francesco Toscano (Udc), Damascelli (Forza Italia) e Christian Farella (a titolo personale).
"I comitati - aggiunge D'Acciò - dovranno servire a completare quel percorso che punta a ridurre le distanze tra istituzioni comunali e cittadini". Paolo Intini, annunciando che saranno necessari ai Comitati fondi per l'acquisto di materiale di cancelleria e spese varie, sottolinea come "i consiglieri comunali aspettano da anni la sostituzione del pc loro dedicato che è oramai inutilizzabile".


In "coda" alla seduta
, porta via più di un'ora e mezza di discussione quello che è poco più di un adempimento formale, lo schema di convenzione per la gestione dei servizi socio-assistenziali relativi al nuovo Piano di Zona. L'opposizione, per bocca di Farella (Indipendente), conferma la linea dura tenuta già sui Comitati di Quartiere, chiedendo all'assessore Scauro la lettura integrale del provvedimento. Ma è Ricci (Pd) a innescare la polemica, denunciando la mancata integrazione nel dispositivo dei verbali del lavoro migliorativo apportato dalla IV commissione consiliare: "si fanno passare i provvedimenti per meriti della Giunta, ignorando l'apporto del Consiglio", l'accusa del piddino. E l'intervento si trasforma in un vero e proprio j'accuse all'assessore Scauro, quando si passa al confronto con la collaborazione negli altri ambiti amministativi: "evidentemente è il settore dei servizi sociali che se ne sta andando per conto suo", dice Ricci alzando i toni. "Quando i ruoli erano invertiti non ricordo questo grande coinvolgimento della commissione da parte dell'assessorato", gli risponde per le rime Scauro. La discussione rientra però rapidamente nel solco della normale dialettica consiliare, con l'integrazione del dispositivo e una manifestazione d'intenti congiunta dei due per favorire un sempre maggiore coinvolgimento di tutte le componenti istituzionali in merito a temi delicati come quelli sociali. Manifestazione d'intenti cui si unisce, sottolinenado l'emergenza in cui versano i cittadini più svantaggiati, anche Domenico Damascelli (PdL). Alla fine il provvedimento è dunque approvato all'unanimità.


La seduta, che reca ancora all'ordine del giorno una novità importante come il regolamento per la Ztl, viene quindi aggiornata
a lunedì prossimo su proposta del consigliere Mundo (Psi), che non rinuncia comunque a stigmatizzare sottilmente l'atteggiamento tenuto dalla minoranza, invitando il Consiglio ad una "maggiore economia temporale, per dare concretezza alle sedute e non parlare a vuoto".

 


A cura di Sabino Paparella e Francesco Paolo Cambione

 

BitontoTV Staff

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