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Politica
03/03/2014

167. Storia di un'impasse

Le polizze presentate dal Consorzio 'Annunziata' sono state rigettate da Palazzo Gentile. E Lisi ricorre al Tar

E' stata al centro di furiose polemiche durante l'ultima seduta di Consiglio Comunale. L'affaire 167 continua a scaldare il dibattito politico da quasi quattro anni. Da un lato il Consorzio "Annunziata", risultato preassegnatario dei lotti edificatori, dall'altro il Comune di Bitonto, che non accetta le garanzie offerte dal consorzio presieduto da Francesco Lisi.

 

La storia parte da lontano: nel 2006, durante il governo Pice, il Consiglio Comunale approva il PEEP, Piano di Zona per l'Edilizia Economica e Popolare. Il progetto, disciplinato dal regolamento licenziato dalla massima assise cittadina a Settembre 2010, piena amministrazione Valla, prevede la realizzazione di 130 alloggi destinati alle famiglie meno abbienti. Durante la reggenza dell'ex prefetto viene redatto il bando pubblico per l'assegnazione delle aree. Il 7 Febbraio del 2012, a pochi giorni dalla caduta del Sindaco e della Giunta, Palazzo Gentile comunica che la gara è stata vinta dal Consorzio "Annunziata", sorpassando l'offerta de "La Maison".

 

Lisi e i suoi, dunque, avviano le pratiche di concertazione con Corso Vittorio Emanuele, in quel momento commissariato. A Giugno dello stesso anno gli Uffici del Comune di Bitonto spiegano al Consorzio che, a garanzia dell'adempimento degli obblighi assunti con la convenzione, è tenuto a prestare fideiussione bancaria o assicurativa pari al costo presunto di tutte le attività, comprensivo del costo di acquisizione dei suoli, nonchè degli oneri di urbanizzazione. Per un valore totale di 4.800.000 euro. Ed è qui che sorgono i primi, grossi problemi. Lisi, avvalendosi della Compagnia Aim Insurance, presenta una fideiussione che copre solo il 10% dell'importo complessivo, vale a dire appena 480.000 euro. Nonostante lo schema di convenzione redatto da Palazzo Gentile che parla di "impossibilità giuridica di stipulare la convenzione in mancanza di una valida e legittima garanzia fideiussioria". Ad Ottobre 2012, inoltre, la compagnia assicurativa a cui si era rivolto il Consorzio, con sede legale a Budapest (la convenzione ammette solamente compagnie con sede sul territorio italiano), notifica di aver sospeso, per un tempo indeterminato, l'attività di assunzione di nuovi contratti sul territorio italiano. Lasciando così l'"Annunziata" e il Comune di Bitonto totalmente scoperti.

 

Così a Febbraio 2013 il Consorzio presenta due nuove polizze fideiussorie, in grado di coprire l'intera cifra chiesta, avvalendosi della Confidi Centrale. Ma gli Uffici rigettano nuovamente le carte perchè "poco garantistiche degli interessi del Comune", come spiegato anche dalla General Broker Service Spa, la società che gestisce il servizio di brokeraggio assicurativo in favore di Palazzo Gentile.

Lisi ci riprova ancora e a Maggio presenta una nuova fideiussione, con le compagnie Forte Asigurari Reasigurari S.A. e Lig Insurance S.A.. Nuovamente respinta perchè sollevate perplessità circa il capitale sociale delle due società, che hanno sede in Romania.

 

Il Settore Territorio, allora, decide di "dichiarare la rinuncia all'assegnazione e alla cancellazione della graduatoria", bloccando di fatto la pratica 167. Nonostante Lisi, in ultimo, abbia provato a proporre una polizza assicurativa che coprisse le opere di urbanizzazione e l'acquisto dei suoli.

 

Ma cosa significa che la pratica è bloccata? In sostanza, con una graduatoria annullata, l'impasse è destinato a durare sino alla scadenza naturale del bando. Nulla può fare il mondo politico e amministrativo. Andare a interferire in un bando pubblico, già approvato da un precedente consiglio e ad oggi ancora valido, significa, come più volte ripetuto dal sindaco Michele Abbaticchio, commettere un reato. Per di più Lisi ha deciso di portare il Comune di Bitonto dinanzi al Tar Puglia, motivo per il quale durante l'ultima seduta di consiglio non era presente il segretario generale Salvatore Bonasia, dirigente incaricato di seguire la vicenda. Spiragli, che a questo punto riguarderebbero solo il Consorzio "La Maison", secondo in graduatoria, potranno aprirsi solamente dopo la pronuncia di Piazza Massari.

 

Savino Carbone

 

 

BitontoTV Staff

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