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Cronaca e Attualità
28/02/2014

'Il Rovo e la Rosa'

La fotografia di un bitontino sulla copertina dell'ultimo album di Branduardi


Un uomo quasi privo di volto appoggia con maestria l'archetto sul violino in un'azione sospesa, senza tempo, eterna: è il musicista demiurgo nell'attimo fatidico che precede la creazione. Gli occhi, specchio dell'anima, sono immersi nell'ombra, nascosti allo sguardo indagatore e ficcanaso del voyeur di turno. La musica viene da un altrove ignoto, è "uno sguardo al di là della porta chiusa" direbbe Angelo Branduardi. E' sua l'inconfondibile chioma dal cui intreccio fioriscono rose e more che ricordano un po' lo stile dei tatuaggi old school; suo il violino che tanto piace a Morricone; sua la posa che prende vita all'interno di un gioco di luci ed ombre dal gusto caravaggesco. Il merito di aver colto un momento così raro, emblematico ed epifanico è di un bitontino classe '76, Francesco Fusaro, e del suo obiettivo. Finiti sulla copertina dell'ultimo lavoro di Branduardi. "Mi sono avvicinato alla fotografia con l'attrezzatura analogica di mio padre - racconta Fusaro - con l'avvento del digitale ho continuato a sperimentare da autodidatta. L'immagine è stata scattata durante un concerto a Satriano di Lucania e rielaborata da un professionista". Il potenziale iconico del materiale raccolto è stato infatti sapientemente esaltato da Riccardo Ippolito, giovane graphic designer romano, rimasto affascinato dalla fotografia. Ad unirli un'amicizia nata nel segno della passione in comune per la musica di Branduardi e concretizzata grazie al fan club "La locanda del malandrino", co-fondato dallo stesso Fusaro.


Il loro lavoro è stato profondamente apprezzato dallo staff di Branduardi. Così tanto che, alla fine, si sono occupati di tutta la veste grafica dell'ultimo cd dell'artista milanese, "Il Rovo e la Rosa". La copertina ed il retro sono stati realizzati sotto la direzione artistica della moglie del musicista, Luisa Zappa, e traggono ispirazione dalle illustrazioni di Walter Crane e William Morris. Il tema è un chiaro richiamo al titolo dell'album e rappresenta due piante, un rovo e una rosa appunto, che si intrecciano. Al centro un cuore stritolato dalle spine. Un cuore ferito, sanguinante, ma dal quale le due piante sembrano acquisire linfa vitale. Si tratta di un rimando ad una popolare ballata folk inglese e scozzese, Barbrie Allen, a cui Angelo Branduardi ha reso omaggio con una traccia dell'album. La storia narra l'amore infelice di un moribondo per una donna crudele che gli nega un bacio persino in punto di morte. La morte dell'uomo, tuttavia, trasforma l'indifferenza dell'amata in rimorso e pentimento e porta la stessa Barbara Allen ad una fine prematura. Nel famoso finale i due amanti si ritrovano sepolti l'uno accanto all'altra. Dal cuore della cattiva nasce un rovo; da quello del buono fiorisce una rosa. Crescendo, le due piante si intrecciano finché la rosa non avvolge il rovo formando quello che viene chiamato il "nodo degli innamorati", felice coronamento post-mortem di un amore che in vita non era stato possibile. "Le illustrazioni del booklet interno, invece, riecheggiano gli ex libris e le incisioni dei libri di fine Ottocento-inizio Novecento. Il risultato richiama l'estetica preraffaelita" ci confida Riccardo Ippolito.


"Da bambino mia madre mi cantava Alla fiera dell'Est e alla tv ascoltavo spesso Gulliver, sigla dell'omonima trasmissione televisiva della Rai": è così che è nato l'amore di Francesco Fusaro per la musica di Branduardi. Un amore nato da uno stimolo materno e che, crescendo, si è intrecciato, come nella ballata inglese, ad un'altra passione nata da uno stimolo paterno, la fotografia. Yin e Yang, tesi ed antitesi che hanno portato ad una sintesi meravigliosa ed ad una sinergia creativa al servizio di una musica che parla di dame e cavalieri, di madri disgraziate, di cervi rubati, di navi che salpano e che non ritornano mai.

Domenico Saracino

BitontoTV Staff

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