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Bitonto Tv

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Politica
28/02/2014

Riprese del consiglio. Abbaticchio: 'Chiedo scusa'

Pe il Sindaco bisogna accelerare sull'approvazione del Regolamento in materia. Le associazioni di categoria bacchettano Palazzo Gentile

"Nell'era della trasparenza totale e dell'informazione 2.0 episodi come quello registratosi ieri nel corso del Consiglio comunale creano sicuramente tensioni con chi, spesso gratuitamente, svolge il complesso lavoro del cronista, al servizio della comunità".
È quanto afferma il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, in merito a quanto si è verificato durante la seduta del Consiglio comunale di ieri, quando alcuni consiglieri di maggioranza e il Presidente del Consiglio hanno ordinato alla testata giornalistica PuntoTv ad interrompere le riprese dei lavori (clicca sul link per leggere l'articolo).


"Non ho partecipato al Consiglio
- spiega Abbaticchio - per motivi di salute, ma ho potuto verificare come la legittima tutela delle previsioni normative in materia e del diritto alla tutela dei dati personali possa finire per limitare il diritto di cronaca. Personalmente sono disponibile a farmi riprendere sempre e comunque, considerata la mia propensione a rendere trasparente e visibile ogni mia azione e iniziativa pubblica, anche utilizzando i canali social, e, quindi, nel caso fossi stato presente avrei cercato di facilitare maggiormente la risoluzione della vicenda. E per questo, in primis per la mia assenza, sento di dovere delle scuse a tutti i diretti interessati a nome dell'Istituzione che rappresento".


"Se è vero, tuttavia - aggiunge il Sindaco - che le norme e la prassi in materia, confermate da pronunce giurisprudenziali, prevedono una preventiva regolamentazione per autorizzare le riprese del Consiglio comunale, peraltro in passato autorizzate senza problemi su espressa richiesta (ieri non presentata) delle testate interessate, credo che lo spiacevole episodio di ieri debba fungere da stimolo ad accelerare i tempi per l'approvazione del regolamento in materia, indispensabile proprio per evitare che si ripetano inconvenienti del genere".

 

Intanto sulla vicenda sono intervenuti anche l'Ordine dei Giornalisti e l'Associazione della Stampa di Puglia. "L'Ordine dei Giornalisti e l'Associazione della Stampa di Puglia - scrivono in un comunicato congiunto le due associazioni di categoria - esprimono solidarietà ai colleghi di Punto Tv, alla cui troupe, mercoledì sera, è stato impedito di svolgere il proprio lavoro nel corso del Consiglio comunale di Bitonto. Grave e inaccettabile è stato il comportamento del presidente dell'assemblea cittadina, che su pressione di due consiglieri di maggioranza, ha intimato alla forze dell'ordine di sequestrare le immagini. Nello stigmatizzare l'accaduto e nel respingere con fermezza l'atteggiamento nei confronti degli operatori dell'informazione, l'Ordine e il Sindacato dei giornalisti pugliesi invitano il Sindaco e l'intero consiglio comunale di Bitonto a rispettare il diritto di cronaca, a varare al più presto il regolamento sulla pubblicità dei lavori della massima assemblea cittadina e a non impedire ai giornalisti di compiere il loro dovere di informare i cittadini".

 

BitontoTV Staff

Commenti

  • mancano le scuse ai cittadini non solo dell'increscioso evento delle riprese ma anche per il soffocato dibattito sulla zona 167, è evidente che qualcuno è in difficoltà, con conseguente malessere dei cittadini che attendono da tanto tempo!!! rispondiAMO !!!

    domenico

    Inserito ven, 28 feb 2014 - 12:58:12

  • Abbaticchio conferma la sua correttezza formulando le scuse per l'accaduto ma si limita ad indirizzarle agli "interessati" (giornalisti di Punto-TV), trascurando di estenderle a tutti i bitontini, vittime della violenza partitica animata da sottocultura da "sbirri" di regime totalitario .

    Inoltre, è da sottolineare che le riprese del consiglio comunale sono un atto dovuto (laddove vi sia una testata giornalistica che si faccia carico di seguire i lavori del consiglio comunale), un atto dovuto dal buonsenso, dalla trasparenza, dal diritto all'informazione, dal dovere di informare, garantendo la partecipazione diretta alla vita democratica della comunità cittadina senza incorrere in filtri, più o meno ad arte attivati, dando ai cittadini la precisa percezione di quanto i loro rappresentanti discutono, approvano o bocciano nel Parlamento Cittadino.

    Caro sindaco, non serve alcun regolamento, è sufficiente solo un accreditamento del giornalista, che può anche essere un giornalista indipendente e dunque non rappresentare alcuna testata se non sé stesso nell'ambito dell'informazione e dell’espletamento della libera professione. L’unica regola da osservare, è quella imposta ai cittadini, ossia, non intervenire nel dibattito dell’assembla ma seguirla . Mi pare che la regola imposta al pubblico sia sufficiente anche per i giornalisti .

    Cerchiamo di smetterla con questa esasperante burocratizzazione estesa anche all'atto di respirare perché la società viaggia molto più velocemente dei cervelli ricoperti di ragnatele e trasportati da locomotive a vapore nell’epoca dell’alta velocità, impantanati in concezioni ottocentesche che puntualmente negano il presente e il futuro.

    Le regole, le leggi, i comportamenti, non possono in nessun caso prescindere dalla realtà che l'evoluzione della società impone. Loro preciso dovere è prende atto e adeguarsi al mutamento dei tempi: fino a qualche hanno fa il "delitto d'onore" era contemplato nel codice penale e prevedeva una lievissima pena per chi commetteva un omicidio finalizzato alla salvaguardia del proprio "onore". Oggi, chi commetto quel reato, è anche punibile con l'ergastolo nei casi più gravi. Dunque, l'evoluzione della società, dei principi e dei valori che ne regolano la propria esistenza, impone, attraverso il buonsenso e la razionalità, di cambiare la norma perchè la norma non è eterna, ma muta seguendo l'evoluzione della società, rispecchiando e acquisendo di fatto il cambiamento dettato dall’evoluzione della filosofia del diritto, del costume e dei valori .

    Dunque, nessun regolamento ma un semplice accreditamento, a chi risulta essere iscritto all'albo dei giornalisti, penso sia abbondantemente sufficiente.
    _______________________________________________________________
    "Non ho partecipato al Consiglio - spiega Abbaticchio - per motivi di salute, ma ho potuto verificare come la legittima tutela delle previsioni normative in materia e del diritto alla tutela dei dati personali possa finire per limitare il diritto di cronaca.”
    _______________________________________________________________

    Abbaticchio, in questa sua dichiarazione, tralascia che i personaggi interessati dalla vicenda sono personaggi pubblici, sono persone elette e delegate ad espletare funzioni pubbliche in ISTITUZIONI PUBBLICHE e dunque con obbligo ad essere pienamente visibili in ogni loro atto nell’ambito dell’espletamento del loro mandato .
    Se questi signori vogliono nascondere la propria faccia, allora devono rinunciare alla carica pubblica di rappresentanza politica perché non stiamo parlando di vicende private strettamente riferite alla sfera personale del soggetto, ma stiamo parlando di ruolo politico e pubblico-istituzionale-amministrativo, stiamo parlando di persone che rappresentano, in una istituzione dello Stato, gli interessi, le aspettative dei cittadini e che ai cittadini rispondono perchè ai cittadini impongono norme, norme che condizionano la vita dell’intera collettività.

    Queste funzioni istituzionali e politiche, non possono, caro sindaco, essere oggetto di limitazioni in nome della tutela alla riservatezza perché la riservatezza è privata e riferita “alla persona nella sua sfera privata”, mentre l’incarico da questi ricoperto è pubblico e al pubblico deve essere reso conto, con la massima trasparenza e puntualità, assumendosi onori e oneri di quello che si fa, rispondendo a chi là li ha voluti e non per fare quello che ritengono di fare, ma per fare quello per cui sono stati delegati a fare da chi li ha delegati, a cui devono rendere conto del loro operato...SEMPRE,INDISCUTIBILMENTE, SEMPRE!

    Caro sindaco,
    apprezzo il suo intervento e, fiducioso, aspetto che le scuse vengano estese all’itera Città per essere stata, con violenza inaudita, privata del diritto all’informazione e alla partecipazione democratica alla vita politica e amministrativa della Città .

    G.L.

    Inserito ven, 28 feb 2014 - 11:50:24

  • Se non ho capito male il sindaco Michele Abbaticchio parla di diritto alla privacy.
    Sconcertante!
    Ma quale diritto alla privacy se le riunioni dei consigli comunali sono aperte al pubblico?
    Prendo atto che il sindaco, al di là di "scuse di facciata", ha legittimato quanto fatto dalla sua maggioranza che ha censurato la stampa.

    Diego

    Inserito ven, 28 feb 2014 - 10:28:40

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