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Politica
22/02/2014

Renzi vs Grillo. Cariello: 'Una Italia in miniatura'

Il deputato bitontino commenta così l'incontra tra il leader del Movimento e il neopremier

Mentre Renzi si appresta ad annunciare la nuova squadra di governo, nel Movimento 5 Stelle è vivo il dibattito sull'incontro consultivo, trasmesso in diretta streaming, tra Beppe Grillo e il Sindaco di Firenze, oggi primo ministro. Sulla questione, che ha spaccato parlamentari pentastellati e utenti del blog di Grillo, è intervenuto Francesco Cariello, deputato bitontino, eletto a Montecitorio un anno fa tra i cinque stele.

"Quanti di voi si stanno chiedendo: 'cosa pensi dell'incontro Grillo-Renzi?' - scrive Cariello in una nota pubblicato sul proprio blog - Ne abbiamo parlato ieri e credo che se ne parlerà ancora.
Ci tengo a chiarire innanzitutto un concetto: finché si pone la domanda in questi termini, va benissimo! Si discute di un evento di politica del nostro Paese, il che significa partecipare"
.


"Il vero problema è che alcuni si stanno chiedendo: chi ha vinto? - spiega l'onorevole - Questo approccio non lo condivido. L'obiettivo in politica non è vincere o convincere, quindi chi pone la questione in questi termini ha già perso! L'obiettivo vero è far comprendere ai cittadini italiani cosa stia accadendo realmente al nostro Paese ed in che modo la politica sta affrontando il presente".

 

"Ieri - prosegue il deputato pentastellato - si sono confrontati due uomini chiave dell'attuale scena politica italiana, che io paragonerei per lo stile comunicativo, ai giullari del Duecento.
In questo momento molti cittadini italiani partecipano alla vita politica come quando assistono ad una partita di calcio. Sentono il bisogno di schierarsi e valutano più il modo con cui le cose vengono dette che il contenuto. Beppe è un grande comunicatore, non è un politico e mai lo diventerà per sua stessa ammissione. Vuole solo utilizzare quanto di meglio sa fare, per sostenere un'idea di democrazia partecipata dai cittadini e basata sulla credibilità e l'onestà di chi la propone.
Renzi non ha un programma vero, ma dopo anni di scuola politica nei ranghi della partitocrazia, si è pubblicizzato come uomo "del fare", e ora in molti credono più nelle sue capacità che in quello che propone e prestano attenzione più ai suoi slogan che ai fatti"
.

Dall'incontro secondo Cariello "viene fuori una fotografia reale dell'Italia. Un'Italia in miniatura". "Il confronto - infatti - è avvenuto più sui toni che sui contenuti e forse non è stato nemmeno premeditato da entrambi, ha prevalso la capacità di Beppe di reggere su toni comunicativi alti. Con il senno di poi possiamo affermare che era inevitabile immaginare un copione diverso da quello verificatosi. Ognuno ha rappresentato se stesso su due posizioni chiaramente inconciliabili.
Al di là dell'uso del linguaggio, dobbiamo ammettere che in quell'incontro si sono confrontati due mondi che ogni giorno vediamo contrapposti in ogni luogo che frequentiamo. In quella stanza si è riprodotta l'Italia che ogni giorno si ritrova nei bar, in ufficio, a scuola, nei cantieri, negli ospedali, nelle campagne, nelle città, nei centri commerciali, dal fruttivendolo, dal macellaio, dal medico etc. etc. Renzi rappresenta l'italiano che i problemi li ha generati e conoscendoli fa il ganzo facendo credere di avere la soluzione. Beppe è l'italiano che vuole giustizia per il mal tolto dalla politica e che la stessa torni ad occuparsi dell'interesse dei cittadini, quelli appartenenti alla massa non i singoli poteri concentrati in poche persone. Il confronto ha prodotto comunque un effetto positivo, perché ha portato la politica ad un livello paragonabile al confronto tra due cittadini con origini e storie diverse, ma comunque cittadini. Questo ha eliminato il velo di mistificazione che negli anni è stato costruito attorno alla politica"
.

 

La questione è dunque la seguente: "Al netto di chi non si interessa assolutamente degli avvenimenti di politica, coloro che votano e partecipano al dibattito pubblico si sono identificati nei due personaggi perché provenienti a loro volta da quei due mondi. Essi vedono gli stessi problemi ma li affrontano in due modi completamente opposti. Da un lato c'è chi promette e puntualmente non mantiene, perché non è libero di agire; dall'altro c'è chi ha una visione a lungo termine del Paese, ha delle idee, ma non gli viene permesso di realizzarle perché la cultura del Paese è vincolata su persone e posizioni radicate nella società da decenni di corruzione e pratiche illegali.

Se concordiamo su questa visione, allora possiamo anche concordare sul fatto che questi due mondi non riescono a dialogare tra loro, è come se parlassero due uomini vissuti in epoche diverse.
Oggi in Italia chi parla di un modo nuovo di produrre energia, un modo nuovo di spostarsi e un modo nuovo di lavorare viene considerato un pazzo. In questa situazione colui che, senza una precisa idea ma con tanta ambizione, appare un praticone, uomo "del fare" utilizza le promesse per illudere gli italiani di un cambiamento che non potrà avvenire, se non si liberano le stanze del potere decisionale dagli interessi occulti di pregiudicati e malfattori"
.

 

"Quindi, a mio avviso, - ammette Cariello - l'incontro è bene che ci sia stato perché richiesto dalla maggioranza di chi ha partecipato al sondaggio sul blog. È stato utile anche per chiarire le due posizioni e far capire agli italiani con parole colorate, che quei due mondi, alle condizioni attuali, non riescono a dialogare. Bisogna investire nella credibilità delle persone che si propongono nel panorama politico in maniera trasversale. Noi del movimento lo abbiamo fatto inserendo una regola di base: il casellario giudiziario immacolato prima della candidatura. In tal modo abbiamo attivato un processo per il ripristino della legalità dalla base. Beppe si è proposto come garante della credibilità dei cittadini giunti in Parlamento. Noi parlamentari stiamo confermando la nostra credibilità ogni giorno con le azioni legislative in Parlamento. Renzi farà sicuramente qualcosa, cose giuste o sbagliate, lo verificheremo già dalle prossime settimane, ed i cittadini potranno senz'altro valutare se le azioni saranno coerenti con i principi ed i proclami espressi in precedenza".

 

"Il movimento - è la chiosa finale del parlamentare - è fatto di cittadini che rispetto a quei due mondi si rapportano in maniera diversa. Beppe è una persona che ha avuto una visione nuova della politica, mentre il movimento è un insieme di persone. Questo insieme di persone condivide la stessa visione a lungo termine ma deve ancora trovare una piena convergenza nei metodi con cui questa visione si deve realizzare.
Al momento è emerso quello che si può chiamare "fattore Di". Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista rappresentano meglio di chiunque altro questo fattore.
Sono ragazzi lucidi e chiari nella esposizione ed hanno successo perché semplicemente raccontano fatti realmente accaduti. Essi stanno conquistando credibilità con i fatti. Quando dici la verità e fai quello che dici sei credibile a prescindere dal contesto e dal tema in discussione. Se poi ci aggiungi anche una buona padronanza della comunicazione verbale e paraverbale, il mix è perfetto. Ma nel movimento 5 stelle c'è anche un "fattore C": la Competenza. Quella che è già evidente nei più esposti mediaticamente ed emergerà sulla lunga distanza come valore dell'intero gruppo. La competenza ci servirà per governare questo Paese e tradurre in azioni concrete quella visione in cui tutti crediamo. Bisogna aver pazienza e non farsi prendere dalla smania e dalla superficialità.
Infine direi che anche i cittadini fuori dalle istituzioni devono svolgere la loro parte, perché devono crescere e migliorare la loro partecipazione alla politica. Nel senso che non basta seguire gli eventi e diffondere la giusta infomazione. Bisogna anche farsi una propria opinione approfondendo le questioni e facendo sentire la propria voce tramite le associazioni, i nostri meetup e tutti i mezzi democratici di partecipazione"
.

BitontoTV Staff

Commenti

  • Bellissimi discorsi ,magari succede, sarebbe lo smacco che aspettiamo da decenni nei confronti di questa politica mafiosa.Comunque forza e coraggio.

    antonioch

    Inserito sab, 22 feb 2014 - 22:54:06

  • Grande Francesco sei il nostro orgoglio continua e continuate così perché devono andare non a casa ma in galere meglio lavori forzati ci hanno rovinato e pretendono che dobbiamo rimanere ad ascoltarli

    Francesco

    Inserito sab, 22 feb 2014 - 17:30:29

  • Voi grillino siete bravi solo a fare comizi ad alta voce, a protestare, a denunciare ma senza volervi sporcare le mani. Molte volte siete stati invitati a collaborare, a far parte del governo per affrontare e risolvere problemi che vi stanno a cuore e, sistematicamente, avete sempre rifiutato.
    Non basta solo denunciare: e' necessario fare e voi non volete fare niente se non distruggere e deludere i vostri elettori.
    Grillo invoca la democrazia e produce dittatura. È un dittatore e voi lo seguite pur non condividendo quello che dice e quello che fa.
    Prima ve ne liberate e meglio saràer voi tutti e per chi vi vota, se vi voteranno la prossima volta.

    Vincenzo

    Inserito sab, 22 feb 2014 - 16:11:53

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