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Politica
19/02/2014

Centro storico. L'analisi di Abbaticchio

I dati sulla parte vecchia della città. E gli interventi per la 'rinascita'

Gli interventi dell'amministrazione Abbaticchio sul centro antico avrebbero comportato un incremento dell'edilizia nell'agglomerato storico. "Dal 2012 al 2013 - spiegava ieri il Sindaco - si è verificato un incremento del 15,62% di interventi edilizi rispetto all'anno 2011. La rigenerazione urbana avviata con la pedonalizzazione di Piazza Cavour, il regolamento per gli incentivi alle attività produttive e commerciali e la animazione territoriale hanno sicuramente inciso, dato che gli interventi dal 2012 si sono concentrati su via Sedile, via Alfieri, via G. Rogadeo e via Arco Pinto". I dati snocciolati da Abbaticchio provengono da uno studio condotto dagli Uffici Comunali sul centro storico. Analisi preliminare alla redazione del piano di Zona a Traffico Limitato che verrà portato presto in Consiglio Comunale. E che Abbaticchio illustra ai taccuini di BitontoTv.

 

"Il sistema insediativo del centro antico è sempre stato notevolmente influenzato dalla presenza della Lama Balice che ha condizionato lo sviluppo della città, costretta ad espandersi verso nord e rendendo di fatto il nucleo antico decentrato rispetto al resto della città - spiega il primo cittadino - tale condizione di emarginazione, soprattutto per la parte più meridionale di esso, ha avuto conseguenze negative sulla situazione edilizia, sociale ed economica, caratterizzandolo con forti connotati di degrado".
Dal punto di vista ambientale il nucleo antico presenta la totale assenza di aree a verde e diverse unità abitative con solai e murature crollate all'interno delle quali si è sviluppata vegetazione spontanea infestante. "Quest'ultima situazione - continua Abbaticchio - reca grave pericolo per l'incolumità fisica degli abitanti dei nucleo antico ed è fonte di degrado ambientale". "Il tessuto edilizio molto compatto - inoltre - non consente una percorrenza veicolare agevole e la sosta, a causa dell'insufficiente idoneità della rete di percorrenza al transito veicolare, limitato agli assi principali di accesso dalle varie porte e ad alcune altre vie, determina una carenza quasi totale di servizi pubblici".

 

Le cattive condizioni di vivibilità, la difficoltà di parcheggio, la mancanza di servizi collettivi e le più convenienti opportunità di trasferimento nelle nuove aree residenziali in generale hanno portato ad un progressivo spopolamento del nucleo antico (dai 16.000 abitanti del 1995 ai 5.900 degli anni duemila). Anche le attività presenti nel nucleo antico, specialmente quelle divenute incompatibili con la struttura medievale, si sono trasferite in zone di più facile accessibilità e con presenza di aree per parcheggi, aggravando così i processi di degrado fisico degli edifici.
Risultato di tale processo è l'attuale presenza, nel nucleo antico, prevalentemente della parte più debole della popolazione e di chi non riesce a sostenere i maggiori costi della vita nei quartieri meno degradati.

 

Eppure da due anni a questa parte sembra essere cambiato qualcosa. Il centro antico ha registrato l'apertura di nuove attività commerciali, soprattutto nel settore gastronomico e della ricezione turistica, diventando, in breve tempo, polo attrattivo per i giovani di tutta la provincia, che hanno ripreso a vivere la parte vecchia della città, in passata lasciata all'abbandono, soprattutto nelle fasce serali.

 

La "rinascita del centro storico", secondo Abbaticchio, deve partire dal cambiamento del trend sociologico urbano. "La parte nord dei nucleo antico risulta in parte già interessata da interventi di recupero e riqualificazione - precisa il Sindaco - l'Amministrazione comunale, infatti, ha già attuato e/o programmato una serie di interventi come la pavimentazione in basole calcaree e la realizzazione dei sottoservizi degli assi principali di accesso dalle cinque porte e degli spazi aperti maggiori (Piazza Cattedrale, Piazza Cavour) ed interventi su edifici come il Teatro Umberto, il Torrione Angioino con il suo fossato - sede del museo di arte civica contemporanea - , il Palazzo Sylos-Calò - sede della Galleria Nazionale-, il Palazzo Rogadeo (biblioteca), l'ex Convento di S. Agostino, la Scuola elementare Don Milani e la Ex Scuola di Disegno (sala di formazione e bibliomediateca)".
Tale condizione ha determinato "una migliore situazione conservativa dell'edilizia privata che essendo abitata, è oggetto di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria". Anche la rete fognaria, la cui realizzazione risale al ‘500, è stata anche oggetto di specifici studi: "tale rete è ancora operativa ed è comunque prevista una possibile azione di riqualificazione della stessa con fondi a valere sul POR-FESR 2007-2013".

 

Ogni progettualità, tuttavia, deve essere coerente con il contesto urbano in cui va inserita. "Gli interventi nel centro antico non possono prevedere la costruzione di nuove abitazioni, vista la quantità di edifici, anche di valore, già presenti - sottolinea il capo di governo - piuttosto si mira a dotare l'area di servizi primari alla residenza, cioè di quei servizi che si pongono in stretta relazione con la funzione residenziale, da un lato fornendo servizi necessari al permanere della medesima, e, dall'altro, trovando nella natura residenziale dell'insediamento, il presupposto stesso della propria esistenza. La finalità ultima del processo di rigenerazione, per il centro storico, consiste nell'innalzare il livello globale della qualità del tessuto edilizio ed urbanistico, nonché di quello sociale ed economico. Tutto ciò, al fine di rendere questa porzione, così pregiata e ricca di testimonianze storiche ed artistiche, del territorio bitontino maggiormente vivibile e attrattiva nei confronti, non solo dei turisti, ma soprattutto dei bitontini stessi".

 

Rendendo la zona più sicura, più adeguata a sopportare un certo traffico veicolare ed incrementandone l'offerta commerciale, per Abbaticchio "si farebbe di quest'area un polo attrattivo, adeguato ad ospitare un'utenza sicuramente diversa, sulla scorta di quanto sperimentato nel 2012 presso Piazza Cavour e Largo Teatro". Il cui nucleo verrebbe costituito dal Parco delle Arti, un progetto integrato che prevede "l'insediamento di diverse tipologie di servizi inerenti la necessità di favorire le aperture in fascia serale dei beni culturali del centro antico, animando i contenitori mediante una offerta culturale di elevato profilo e favorendo l'attrazione turistica della Città di Bitonto, presso aree pedonali protette".


Savino Carbone

BitontoTV Staff

Commenti

  • E' tutto molto bello (almeno credo: il politichese stretto non aiuta la comprensione), ma per incentivare il ripopolamento del centro storico che ne direste di abbassare gli oneri di urbanizzazione? Io e mio marito abbiamo recentemente ristrutturato una casa-torre che versava in stato di abbandono, ossia proprio una di quelle con "con solai e murature crollate all'interno delle quali si è sviluppata vegetazione spontanea infestante": invece di facilitarci le cose, il Comune ci ha costretti a sborsare quasi 10.000 euro di oneri (dandoci in cambio zero servizi, manco un'illuminazione stradale decente, a proposito di sicurezza).

    Angelica

    Inserito mer, 19 feb 2014 - 10:17:38

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