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Politica
13/02/2014

Comitato Zona Artigianale: 'Non facciamo politica sulla Tares'

Il consorzio di imprenditori apprezza gli sforzi dell'amministrazione Abbaticchio

Sulla vicenda Tares interviene il Comitato Zona Artigianale. Il consorzio che riunisce gli imprenditori bitontini invita i propri "associati a leggere attentamente il detto regolamento prima di esporre anche pubblicamente commenti adesivi o di contestazione allo stesso, atteso che la materia in generale si presenta di per sé piuttosto complessa e, come tutte le norme, anche quelle del regolamento approvato vanno interpretate e adattate alle esigenze precipue del caso". Il Comitato non intende utilizzare l'imposta tributi come pretesto per sventolare bandiere politiche: "Mettiamo al bando sin da ora speculazioni politiche che non ci sono mai appartenute, avendo come unico obiettivo il bene delle nostre imprese e la chiarezza e la comprensione della natura del tributo".

 

"Abbiamo raccolto in questi giorni molte proteste dagli associati in merito all'applicazione della Tares, ritenuta iniqua, vessatoria ed onerosa - scrive la direzione dell'associazione - Il Comitato Zona Artigianale, in verità, si è attivato da tempo al fine di calmierare l'applicazione del tributo, ritenendo che la tutela dei soci e delle loro aziende deve passare attraverso la legge e non contro la legge, nonché deve passare attraverso elementi di supporto all'Amministrazione affinché possa interpretare, nel modo più favorevole ed opportuno per le nostre imprese, il dettato di quelle norme che in alcuni casi sono, peraltro, imposte a livello nazionale".

 

Da qui l'esigenza di un confronto con l'Amministrazione. Attivo da un anno a questa parte. "Il Direttivo di questo Comitato sta sostenendo in modo costruttivo da circa un anno sia per le vie scritte che per le vie orali nonché a mezzo veri e propri sit-in di confronto con il sindaco dott. Michele Abbaticchio e con l'assessore al bilancio, programmazione economica, patrimonio e sportello unico attività produttive, dott. Michele Daucelli, iniziative e lunghi dibattiti volti a tutelare le imprese della Zona Artigianale - spiegano dal Comitato - E non certo perché le imprese si sottraggano al pagamento del tributo (Tarsu, Tares o Tari che sia) o abbiano chissà quali agevolazioni o esenzioni dall'applicazione del tributo, ma perché le stesse paghino in ragione di quello che effettivamente producono e non, per esempio, sulla base di quella che è la loro superficie, precipuamente se improduttiva o se già oggetto di conferimento di rifiuti, speciali o assimilati agli speciali ad altre imprese, a tal uopo addette come da contratti già in essere".


In questo caso basterebbe l'interpretazione di una norma che è già presente nel Regolamento Tares approvato a Novembre. "In sostanza si tratta di una questione tecnico-giuridica che è risolvibile in alcuni casi attraverso l'individuazione specifica delle norme del regolamento, già presenti, che fanno al caso, in altri con un'interpretazione (più estensiva o restrittiva) di altre che sembrerebbero non fare al caso. Ricordiamo a tutti che l'art. 62 comma 2 Art. 62 recita: " Presupposto della tassa ed esclusioni. 1. ..... 2. Non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell'anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione. 3. ...."
Il comma 2 di questo articolo è stato riportato nel regolamento del Comune di Bitonto di cui sopra sotto la norma articolo 8, ove sono state riscontrate a titolo non esaustivo alcune categorie che possono fruire di tale esclusione.
In definitiva, fatto salvo per tutti il brocardo "chi inquina paga" e che "chi produce rifiuti paga", il Direttivo del Comitato Zona Artigianale ha chiesto all'Amministrazione di annoverare in quell'elenco (appunto non esaustivo) anche altre categorie di imprese artigiane o anche aree delle stesse imprese (e tra i nostri associati ne sussistono) che "non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinate o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità".


Per quanto concerne, invece, quelle imprese che non rientrano nella fruizione del beneficio della totale inapplicabilità della tassa, poiché tutto ciò che e' suscettibile di produrre rifiuto è tassabile, "questo direttivo ha chiesto all'Amministrazione di capire come la stessa abbia inteso, con il regolamento, tener conto di quelle che sono le esigenze, le realtà produttive, lo stato di allocazione e le problematiche specifiche (si pensi ad un'impresa in liquidazione) delle ridette imprese artigiane al fine di consentire quantomeno di fruire di agevolazioni o riduzioni (motivate) in relazione alla tipologia di rifiuto prodotto e alla superficie utilizzata".
"Abbaticchio e Daucelli
- spiegano - hanno offerto la loro disponibilità ad incontrare questo Direttivo più volte al fine di recepire quanto più possibile le richieste brevemente riassunte nel presente comunicato".


"Dagli incontri posti in essere - si legge nel comunicato - il Direttivo non può che apprezzare e segnalare ai soci che non soltanto vi è stata piena disponibilità ad integrare l'elenco di quella tipologia di imprese che possono fruire di quanto esposto nell'art. 8 del Regolamento, ma vi è stata anche, fornita dal dott. Michele Daucelli, una condivisibile ed apprezzabile chiave di lettura ancora più estensiva di quell'articolo 8, in quanto correlato indiscutibilmente con l'art.10 del Regolamento intitolato: "Esclusione per produzione di rifiuti non conferibili al pubblico servizio": ("Nella determinazione della superficie tassabile delle utenze non domestiche non si tiene conto di quella parte ove si formano di regola, ossia in via continuativa e nettamente prevalente rifiuti speciali non assimilati e/o pericolosi, oppure sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti di cui all'art.4, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprio spese i relativi produttori")".


Ecco perchè "questo direttivo, ritiene, pertanto, alla luce dell'attività svolta, del confronto con l'Amministrazione e dei chiarimenti forniti di inviare tempestivamente alle imprese associate un vademecum affinché possano verificare ciascuna in modo semplice la loro posizione rispetto al tributo sui rifiuti, in modo da corrispondere ciò che è dovuto ed ovviamente se è dovuto".

BitontoTV Staff

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