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Cronaca e Attualità
05/02/2014

Tributi. Antuofermo: 'Amministrazione incapace'

L'ex Assessore attacca la giunta Abbaticchio: 'Si poteva mantenere la Tarsu e prorogare di un anno con la Cerin'

Sulla vicenda Tares e tributi arriva una nota dell'ex assessore alle Finanze Nicola Antuofermo. Il vecchio delegato comunale del governo Valla attacca la squadra Abbaticchio, rea di essersi dimostrata "incapace" nella gestione e nell'internalizzare il servizio di riscossione tributi. L'Amministrazione, secondo Antuofermo, avrebbe dovuto mantenere il regime Tarsu e prorogare almeno di un anno il contratto con la Cerin, società che fino al 31 dicembre ha gestito il servizio.

 

Di seguito riportiamo la nota integrale di Antuofermo:

 

Dalla lettura dei manifesti affissi sugli appositi spazi del nostro Comune, da quanto riportato sulla stampa quotidiana, da quanto constatato personalmente e da quanto riferitomi da tanti cittadini, l'Amministrazione Comunale di Bitonto è risultata incapace di gestire l'informazione, l'applicazione e le risposte ai naturali dubbi di interpretazione dell'istituito nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi - TARES - per l'anno 2013.
Da un attenta riflessione fatta su quanto sta accadendo e che sicuramente avrà conseguenze anche per il futuro ritengo opportuno mettere in evidenza quanto segue:
- Il Comune aveva la possibilità di continuare ad applicare la TARSU fino al 31/12/2013, considerando contemporaneamente la quota extra di 30 centesimi al metro quadro, "raccolto" per conto dello Stato, tanto per il 2014 è stata già prevista una nuova tassa che accorperà la tassa sui rifiuti (TARI), il tributo per i servizi indivisibili (TASI) e l'imposta municipale Propria (IMU); si chiamerà IUC ma sicuramente cambierà nome e non sostanza. Una tale opportunità non è stata utilizzata preferendo per il 2013 l'imposizione della TARES, tributo comunale molto più oneroso per i cittadini e per le attività produttive, come vedremo in seguito. Forse non è giunta all'orecchio degli Amministratori l'impoverimento in atto di tutte le famiglie e la crisi di tutte le attività economiche?
- Il Comune aveva la possibilità di prorogare il contratto in essere della gestione, dell'accertamento e della riscossione al soggetto al quale risultava attribuito il servizio per l'anno 2013. Proroga possibile per un anno dalla Legge di Stabilità. Ciò non è avvenuto con la presunzione, di novelli stregoni, di poter internalizzare il servizio ormai da anni appaltato all'esterno. Tale volontà è risultata in netto contrasto con la potenzialità delle risorse umane e strumentali necessarie ad espletare simili funzioni. Difatti l'Ufficio Tributi, fino a quando mi è dato sapere, operava con una sola unità nel 2013; come avrebbe potuto sopportare il peso della gestione di tali servizi, divenuti molto più complessi? Non si è tenuto conto della perdurante assenza per momentanea messa in aspettativa del Dirigente del Settore Dott. Onofrio Padovano, attualmente D.G. del Consorzio ASI di Bari di cui il Comune di Bitonto è socio? I novelli stregoni hanno pensato di poter aumentare il contingente dell'ufficio prima trasferendo, contravvenendo alle norme contrattuali del comparto della P.A., un vigile urbano, per la verità una vigilessa, immediatamente ritornata al suo posto e mansioni per ovvi motivi. Poi distogliendo da altri compiti un istruttore contabile ed un operatore amministrativo fino a quel momento destinati ad altre mansioni. Dipendenti buttati allo sbaraglio per ricoprire mansioni superiori senza il dovuto periodo di formazione. La formazione che è prevista dal contratto è stata fatta? Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, nonostante la buona volontà dei suddetti operatori che non possono fare altro che calmare l'ira dei cittadini, e non sempre è possibile riuscirci, e dare suggerimenti che senza alcuna colpa, qualche volta sono anche avventati. Ora io mi domando, in perfetta buona fede, non è per caso il conflitto di interessi che affligge l'Assessore al ramo con il gestore del servizio con contratto scaduto il 2013, la causa della mancata proroga del contratto? Doppio danno quindi per la collettività: prima quando è sorto il conflitto di cui tutti hanno parlato e poi quando, per paura della ripresa della conflittualità, si è optato per la internalizzazione del servizio? Sono sicuro che se quell'assessore avesse avuto la minima sensibilità politica e a suo tempo si fosse dimesso, oggi ci saremmo trovati in una situazione normale evitando tutto il contenzioso che sicuramente nascerà nel frattempo. E chi lo risolverà nel futuro? Sicuramente tutto sarà appianato, solo che ciò avverrà ancora una volta a spese degli ignari cittadini.
- Cosa ancora più grave l'interpretazione del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale il 29/11/2013. Il deliberato del C.C. al punto 2) così recita: "di dare atto che il regolamento entra in vigore il 1° Gennaio 2013, in sostituzione del precedente regolamento della Tassa Rifiuti Urbani (TARSU), approvato........". Leggendo invece l'art.41 del predetto regolamento si nota invece che è scritto: "sono abrogate tutte le norme regolamentari in contrasto con il presente regolamento". Qui si lavorerà con due regolamenti se letteralmente andiamo a dare il giusto significato a quanto scritto. E' ciò diventa oltremodo incomprensibile quando si vanno a trattare le aree scoperte pertinenziali la cui imposizione ha fatto cadere in profonda depressione, se non disperazione, i titolari di tutte le attività produttive che hanno la fortuna di avere un'area antistante il loro stabilimento. Si sono visti arrivare avvisi di pagamento di decine di migliaia di euro solo per il fatto che usano quelle aree solamente per la logistica, cioè parcheggiano i mezzi quando non stanno in giro per la distribuzione o stanno in sosta durante il carico o scarico. Durante queste veloci operazioni che avvengono o una o due volte al giorno, sono suscettibili di produrre rifiuti? Ma rifiuti di che genere? E' vero che il comma 3 dell'art. 14 della Legge 214 del 22/12/2011 ha trattato questa casistica nel momento in cui ha istituito la TARES, ma è anche vero che il DL 35/2013 ha posto rimedio alla infelice formulazione della norma precisando che solo le aree suscettibili di produrre rifiuti urbani vengono assoggettati al tributo. Quindi si capisce bene che va nel verso di esentare tutte quelle aree di cui ho parlato prima e che il comune di Bitonto, come un vampiro, ha assoggettato a doloroso prelievo. Non solo, ma ha anche applicato la tariffa identica a quella dell'opificio. Che cattiveria! Succhiare soldi ad operatori che ormai non riescono più a restare attivi. Cosa debbono fare? Chiudere i battenti oppure, come qualcuno ha suggerito debbono parcheggiare i loro automezzi sulla strada pubblica e lì effettuare tutte le operazioni di carico e scarico?
Io dico che bisogna correre ai ripari utilizzando intelligenza ed equità.
Se gli amministratori di Bitonto vogliono fare gli stregoni, che vadano a fare apprendistato, a spese loro, nel mondo reale e non in quello della fantascienza.

Dott. Antuofermo Nicola
ex Assessore alle Finanze

BitontoTV Staff

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