
Si discuterà nel
consiglio comunale di oggi anche l’annosa questione della adesione del comune di
Bitonto al
Piano Strategico Ba2015, da molti visto come base concettuale con cui il comune di Bari intende realizzare la
Città Metropolitana a spese dei comuni del suo hinterland.
L’argomento è tornato prepotentemente alla ribalta con l’introduzione da parte del
governo Monti del decreto per la riduzione dei costi della Pubblica Amministrazione. Tra i vari strumenti previsti vi è anche la costituzione di 10 città metropolitane previa eliminazione delle relative
province.
Nel paese dei comuni e delle signorie e soprattutto di comunità profondamente diverse tra loro anche se distanti pochi chilometri, il criterio, molto superficiale, con cui si è definita la creazione delle città metropolitane ha determinato immediatamente nette prese di posizione e la riapertura di antiche battaglie di autonomie dal capoluogo.
Tra queste rientra anche Bitonto, da anni alle prese con il lento e quasi inesorabile accerchiamento di
Bari. Dove, come scriveva qualche giorno fa un suo illustre cittadino sul quotidiano locale più diffuso, il popoloso comune a 6 chilometri di distanza è visto soltanto come una parte della “downtown” che circonda il capoluogo.
Da qui l’urgenza di rivedere alcune regole della
convenzione del piano strategico, in particolare quelle parti più potenzialmente pericolose per l’autonomia amministrativa dei comuni che vi hanno aderito.
E andrà in questa direzione la proposta di delibera che la giunta proporrà al consiglio comunale. Anche se il sindaco,
Michele Abbaticchio, ha tenuto a sottolineare come “i
l decreto del governo in nessun punto parla di pianificazione strategica e sul suo eventuale ruolo nel percorso di creazione delle città metropolitane. Ma noi, anche alla luce di alcuni passaggi chiave della convenzione e anche alla luce delle ricadute positive sui finanziamenti pubblici affluiti verso la città, intendiamo modificare della convenzione solo quelle parti nelle quali è più presente il rischio di colpi di mano sulla nostra autonomia, eliminando il rischio della perdita dei finanziamenti arrivati e di quelli che stanno per arrivare”.Per i più critici l’ideale sarebbe la revoca tout court della convenzione. Tuttavia questo passaggio rappresenta comunque un primo step in preparazione di un più ampio e completo dibattito sulla città metropolitana.
La giunta in consiglio comunale dovrebbe avere abbondantemente i numeri per l’approvazione della delibera. Infatti, oltre a quelli della
maggioranza, dovrebbero aggiungersi, per coerenza, anche i voti di quei consiglieri di
opposizione che già votarono contro l’adesione del comune di Bitonto alla convenzione proposta dalla
giunta Valla. Qualsiasi posizione diversa sarebbe un tentativo di
strumentalizzazione in grado solo di accendere inutili guerre tra poveri.
Lo stesso dibattito generale sui modi e sui tempi di una eventuale adesione della comunità bitontina alla Città Metropolitana è questione altra e che sicuramente meriterà nel prossimo futuro riflessioni approfondite sia nella politica che nella società civile. Al netto delle influenze che le convincenti sirene baresi eserciteranno su più di un decisore.
Francesco Paolo Cambione
In risposta all'intervento del sig.Francesco Cafaro
Forse lei non sa che nel settembre 1928 il ministro fascista araldo di crollalanza allargava i confini del comune di bari inserendovi la località di Santo Spirito, a danno della città di Bitonto che ne era in possesso.
A partire da quella data il comune di bari nulla ha fatto per questa marina se non la costruzione dei quartieri catino e San Pio con tutto il loro carico di problemi di ordine sociale e pubblico.
Quindi anche la Storia insegna circa il comportamento della città di Bari. Noi Bitontini saremo sempre contrari alla città metropolitana. Non ci lasceremo abbindolare da nessuno!
NON POSSIAMO: la storia della nostra Città c'è lo impone
NON DOBBIAMO: E' assurdo che la nostra Città di 60000 abitanti non possa autodeterminarsi.
NON VOGLIAMO: non abbiamo alcun vantaggio dalla costituzione della città metropolitana
NO ALLA CITTA' METROPOLITANA
NON POSSIAMO NON DOBBIAMO NON VOGLIAMO
Inserito mer, 29 ago 2012 - 11:27:19
carissimo:
Lei da "buon barese" non ha risposto alla mia domanda, per cui, e a maggior ragione, io personalmente, non ho nulla da "acquistare" da una presunta quanto aleatoria ex-Bari...e come, credo, che questa conversazione con tratti inequivocabili tergiversante termini qui, spero pari modo che il sogno del barese di diventare sempre +grasso si fermi allo stesso punto donde la punta della matita ha iniziato a tracciare non il solco della nascente Roma ma un cerchio. sì proprio come il cane si morde la coda.
grazie delle conferme che mi ha dato.
sincera...mente
freccia
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p.s.: se intende continuare sono a disposizione.
freccia
Inserito mar, 28 ago 2012 - 23:35:54
Cosa avrei detto se Bitonto fosse stata capofila? Posso solo dire che nella mia proposta, discussa già al Viminale qualche anno fa e per via epistolare inoltrata anche ai sindaci locali, Bari come municipio-capoluogo non esiste più (cosa di cui non riesce a capacitarsi il sindaco Emiliano, che pensa a Bari con rapporto di alterità verso l'hinterland). Propongo un ente metropolitano, compreso tra Giovinazzo e Mola lungo la costa, in cui l'attuale città di Bari sia spacchettata in vari municipi (Poggiofranco, San Paolo, ecc.), nessuno dei quali con il toponimo "Bari" (che sembrerebbe di pertinenza privilegiata). Ciò permetterebbe un abbraccio tra municipi di pari dignità storico-geografica. L'area urbanizzata centrale (Central Business District) sarebbe di tutti i cittadini metropolitani, non solo di chi vi risiede. Se vogliamo dirla con una battuta, lei resterebbe bitontino "acquistando" anche l'attuale Bari. Non credo sarebbe un dramma.
Francesco Cafaro
Inserito mar, 28 ago 2012 - 13:34:00
Gent.mo (ex-grege) Francesco Cafaro:
-Bitonto ha una storia a sè, un orgoglio che non ha eguali tra la Gens Apuliae e figuriamoci in Terra di Bari (come le antiche carte prefettizie databili con sigilli borbonici affermano)...sarò, ai suoi occhi, obsoleto, retrogrado, chiuso nel proprio amèndolo ma non accetterò mai una Città metropolitana che fagociti Comuni (non comuni)di grossa popolazione (numericamente parlando)e che possano vantare, appunto, come Bitonto tracce di Storia, Geografia, Politica, Economia proprie.
-impossibile che una Città metropolitana possa lasciare spazio, così come Lei afferma, agli altri Comuni di "antica fondazione"...anzi Bari ha perso tanto con la costituita 6^ Provincia, ha perso tutto il Nord-barese, molto ricco...e con questa Città metropolitana, Bari, non farà la "frittura mista" anzi se la papperà...
-Bitonto è stata fin troppo umiliata in tutti i settori: dagli uffici amministrativi alla sanità alla Diocesi fino a quelli di pubblica utilità. Volete il Legno Santo? soltanto quello non avete e mai lo possiederete.
-un'ultima cosa: e se la Città metropolitana avesse come centro Bitonto, Lei da buon barese cosa avrebbe detto? (sii sincero...)
-sono un professionista e mi fermo qui...ho già detto troppo.
cordialità
vera...mente
freccia
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freccia
Inserito lun, 27 ago 2012 - 17:46:03
Gentile Freccia, se lei non mi conosce (nonostante mi sia firmato, con nominativo che può verificare nella rubrica del Politecnico di Bari,dove lavoro), figuriamoci come posso conoscere io una persona che rimane anomina nell'esprimere un commento.
Voglio comunque precisare che la mia non era tanto una battuta quanto una riflessione politica disinteressata. Io credo ancora che la Città Metropolitana di Bari possa nascere come un inedito ente geografico costituito da municipi di antica fondazione, riconoscibili e con vari gradi di autonomia, purché in tale operazione non si faccia un "fritto misto" con i territori schiettamente naturalistici e rurali della Terra di Bari.
Cordialmente
Francesco Cafaro
Francesco Cafaro
Inserito lun, 27 ago 2012 - 13:38:53
non mi intrometto nella risposta in quanto, Ex-simile Francesco Cafaro (non la conosco, chi è?), è di competenza e di pertinenza del Sig.Francesco Paolo Cambione.
Una cosa mi preme dire, la Sua battuta e decisamente e nettamente fuori di qualche millesimo di millimetro dalla linea di fondo ma comunque fuori. insomma quel tanto che basta a farla bruciare.
vivissimi e cordialissimi saluti.
amichevol...mente
freccia
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freccia
Inserito dom, 26 ago 2012 - 23:06:50
Gentile Francesco Paolo Cambione,
non so chi abbia scritto una simile cosa, ma una "downtown" non circonda la città, semmai ne è la parte interna. Forse si riferiva all'hinterland, ma su questo dobbiamo essere chiari: il piano strategico BA2015 non può esprimere secondo me una base concettuale per la metropoli poiché i comuni hanno aderito su base spontanea, aggregandosi senza un preordinato disegno territoriale.
Bitonto secondo me conserverebbe la sua identità storico-geografica nella Bari metropolitana, né più né meno di come Wimbledon salva la sua identità nella Greatest London.
Però la Greatest Bari deve limitarsi tra Giovinazzo e Mola, poiché Alta Murgia e Valle d'Itria sono contesti della Terra di Bari caratterizzati in modo differente.
Francesco Cafaro
Inserito sab, 18 ago 2012 - 12:52:28