
Gli accorpamenti scolastici disposti dal
D.G.R. n. 125 del 25 gennaio 2012 e impongono la soppressione di molti istituti autonomi in tutta la regione trovano a
Bitonto un altro fiero oppositore: il
“Comitato Cittadino “Bitonto: No al dimensionamento scolastico”. Docenti, genitori e privati cittadini uniti per
“ottenere la disapplicazione dell’art.19, comma 4, della legge 111/2011, riguardante l’accorpamento in istituti comprensivi, della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di primo grado”, come spiega una nota giunta proprio dal comitato promotore.
“Tale disposizione – si legge ancora nella missiva -
è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 147 del 04/06/2012 e, pertanto, va disapplicata”.
La questione degli accorpamenti scolastici è salita agli onori della cronaca già durante il governo
Valla. La prima a farne le spese era stata l’allora assessora alla Pubblica Istruzione
Sara Achille che, avallando le indicazioni di alcuni consiglieri comunali, aveva presentato alla
Regione un piano di accorpamenti di istituti rivelatosi poi più drastico di quanto richiesto da via Capruzzi. Da questo episodio le prime polemiche in consiglio comunale, poi proseguite anche negli ambienti scolastici bitontini e culminate con la plateale protesta di numerosi genitori e insegnanti nell’aula consiliare del Comune, a margine di un’infuocata assise comunale.
A dare ragione a quanti all’epoca protestarono vibratamente contro la soppressione di molte scuole bitontine era arrivata poi anche la sentenza della Corte Costituzionale, che aveva dichiarato illegittimi gli accorpamenti che davano vita ad istituti con più di
mille alunni. In Regione però, al pari di quanto accaduto per la sanità, continuo lo studio di un piano in grado di tagliare il numero di scuole e di presidi, per comprimere le spese del settore Istruzione.
Proprio per contrastare l’azione del governo regionale in questo senso il comitato bitontino chiede “
la revoca della D.G.R. n. 125 del 25 gennaio 2012 “ Piano regionale di dimensionamento della rete delle istituzioni scolastiche e di programmazione dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2012-2013” ed anche di
“rivedere il piano di dimensionamento della rete scolastica, avvalendosi della sentenza della Corte Costituzionale n. 147/2012”.Il comitato promotore – composto dagli insegnanti
Cutrone Annamaria, Nacci Nicoletta, Bacco Carmelo Michele, Vacca Maria, Stallone Concetta e Colapinto Maria – chiede anche “
il ripristino della situazione organizzativa scolastica del 2° Circolo “V. F .Cassano” di Bitonto che ha subito un taglio drastico con la scissione del plesso di scuola primaria “Don L. Milani” e dei plessi di scuola dell’infanzia “ Via Arco Pinto”, “Via Rossini” e “Via Palombaio”, già a partire dal 1° settembre prossimo”.“Le motivazioni che rendono inaccettabile il taglio drastico operato nei confronti del 2° Circolo sono molteplici e di diversa natura”, spiegano i referenti del comitato nella nota stampa. Innanzitutto vi sarebbero cause di ordine
storico:
“Il plesso D. L. Milani nasce dalla scuola Cassano, sebbene fisicamente staccato dal plesso centrale, è la scuola Cassano. Si tratta di un unico corpo docente, di un’unica scuola caratterizzata da unità progettuale”. Anche le connotazioni di tipo
sociale non sono da sottovalutare:
“La scuola D. L. Milani è situata nel cuore del centro storico dove, in questi anni, si è presentata come polo educativo di recupero sociale, forte di azioni formative di ampio respiro realizzate nel Circolo e tese a garantire l’inclusione sociale. Si è certi che una scuola primaria come la D. L. Milani, con un numero esiguo di classi e docenti, ed un’utenza “difficile” in un contesto con forte svantaggio socio-culturale, resterà isolata in un centro storico con un tessuto sociale problematico a rischio di ‘ghettizzazione’”.Sotto il profilo meramente economico, secondo il comitato promotore, “
il piano di dimensionamento porta ad una riduzione dei posti di lavoro del personale scolastico”. Senza tralasciare la componente
didattico –educativa, perché “
il numero esiguo di docenti del plesso D. L. Milani presenterebbe l’immagine di una scuola autoreferenziale, con un’azione didattica priva di momenti di confronto progettuale all’interno di un gruppo esteso di insegnanti”.
“Il comitato oggi (il 19 giugno, n.d.r.) c
ostituito – conclude allora il comunicato -
alla luce di queste motivazioni, e preso atto della sentenza costituzionale intende promuovere azioni decise di protesta e promuovere iniziative tese a garantire il ricongiungimento del plesso di scuola primaria D. L. Milani al 2° Circolo Didattico di Bitonto ‘V. F. Cassano’”.
questi comitati che spuntano come funghi e che sbandierano slogan a mò di paladini...e de che poi? mi fanno un ridere...
come il comitato per l'ospedale...
ragazzi, se dall'alto hanno deciso l'accorpamento...sarà così.
sincera...mente
freccia
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freccia
Inserito mar, 26 giu 2012 - 15:40:57
ma se dobbiamo tagliare le spese dove dobbiamo taglare? che male c'è ad accorpare gli istituti???
Antonio F
Inserito mar, 26 giu 2012 - 09:42:25