Il passato come mutilazione della dignità umana, la memoria come cura. La giornata della testimonianza per aprire quell' "armadio della vergogna" che non ci fa camminare liberi e fieri, la rievocazione dello scandalo per ricordare quei treni nascosti nella sera partire ogni ora.
Ieri 4 febbraio, la replica di uno spettacolo sulla memoria della Shoah, presso il Teatro Comunale Tommaso Traetta. Uno spettacolo organizzato dalla Scuola Secondaria di primo grado "Anna De Renzio", che vede nelle professoresse Gianna Sammati, Titti Abbatantuono, Carla Di Gioia, Michele Savino coloro che hanno contribuito alla perfetta riuscita della manifestazione.
Si dice soddisfatto Filippo Rucci, il dirigente scolastico della Anna De Renzio, che ha invitato la professoressa Sammati sul palcoscenico a ricordare il contributo che la scuola apporta ogni anno per la settimana della Memoria.
Da Elisa Springer a Nedo Fiano, i volti dei ragazzi della scuola De Renzio si sono trovati di fronte alle ferite dei ‘sopravvissuti' e hanno provato a cristallizzare le loro emozioni in poesia, musica, rappresentazione.
Sulle note dolci del pianoforte del professor Mancazzo, clarinetto e percussioni, sotto la sapiente guida della professoressa Lucrezia Napoli, i ragazzi hanno intonato melodie intrise di pace e speranza: motivi carezzevoli e malinconici, parole toccanti e profonde hanno fatto da sfondo alla lettura di passi ritagliati nella letteratura dell'olocausto. Grumi di perle come silenzi urlanti nell'indifferenza della storia, nel mutismo della colpa, nell'annullamento della responsabilità , nella solitudine della sopravvivenza. Scendere nell'energia della ‘resistenza' per conoscerne la paura e il coraggio, toccare la disperazione e sentirne il respiro interrotto, immaginare l'alba odiata, provare a congelarci dello stesso gelo e a bruciarci dello stesso orrore. Barattiamo la nostra immaginazione con ritagli di ricordi, consoliamo la consistenza della memoria con i fantasmi delle nostre ombre, l'esercito delle anime inesistenti...
Abbiamo bisogno della verità della memoria, e non solo per lavarci la coscienza, o per sentirci meglio. Ma per conoscere e ri-conoscere quello che è stato, l'epopea di chi è morto tutte le mattine, nei campi di concentramento, nelle foibe del delirio della violenza.
Tutti noi ringraziamo le scuole che permettono ai ragazzi di dimenticare una pagina buia e terribile della nostra storia.
Â
Â
Â
Â
Testata giornalistica – Reg. stampa n.29/08 del 15/10/2008 Tribunale di Bari - Direttore responsabile: Lara Carbonara - coordinamento generale Marica Buquicchio
Copyright © 2008 Francesco Paolo Cambione - via Solferino, 25 - 70032 Bitonto (Ba) - P.IVA 05064920720 | Supporto redazione e WebTV - THESIS s.r.l.