Categories: Cronaca e Attualità
      Date: giu 25, 2014
     Title: Scorie nucleari. La murgia in pericolo
Presto la decisione sul Deposito Unico. L'agro pugliese tra i papabili siti

La murgia pugliese continua a tremare. A breve il Governo dovrà individuare il luogo dove realizzare il "Deposito unico delle scorie radioattive", il sito che, entro una decina d'anni, dovrà custodire 90mila metri cubi di scorie radioattive oggi disseminati in 23 depositi temporanei.

 

Secondo i criteri individuati dall'ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il tratto di murgia tra Altamura e il confine con la Basilicata, a poche decine di chilometri dal territorio bitontino, sarebbe tra i siti ideali per stoccare le tonnellate di rifiuti nucleari italiani. La realizzazione dell'impianto, che secondo i progetti dovrebbe essere grande come un campo da calcio e alto quanto un edificio a cinque piani, dovrà essere disposta entro quattro anni, per essere pronti nel 2025 al definitivo conferimento.

 

Il progetto Deposito Unico, previsto da una legge del 2010, tuttavia, è ancora impantanato negli uffici del Ministero dell'Ambiente. Il motivo? A detta della Sogin, "la società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi candidata a realizzare il sarcofago nucleare" (Fonte ilfattoquotidiano.it ndr), la vicenda è stata messa in stand-by in vista delle Europee.

 

Una vicenda che rischia di alzare un nuovo polverone ambientale. "Dunque si pensa seriamente di installare un impianto di enorme impatto ambientale a ridosso di una zona di pregio come il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, con tradizioni agricole peculiari e tutelate ed abitata da centinaia di migliaia di persone - avevano dichiarato nel 2010, all'indomani della pubblicazione della legge, gli ambientalisti di Altamura - Nel cuore di un'area già violentata in passato da attentati contro l'ambiente e le persone che in esso vivono e lavorano (si pensi allo spargimento di fanghi inquinanti, allo spietramento e agli abusivismi edilizi) e che già patisce i vincoli di enormi servitù militari, come la polveriera di Poggiorsini e i numerosi poligoni".

 

 

Savino Carbone