Categories: Svoltalacarta
      Date: mag 13, 2014
     Title: L'obbedienza non è sempre una virtù.
La lezione di don Milani in un Paese dalla coscienza ammorbidita

Un Ministro dello Stato, a cui normalmente vengono pagate case a 'sua insaputa', e che ha, in quanto Ministro una scorta, intrattiene rapporti con persone chiacchierate per mafia. Anche con un latitante.
Ma si sa: i latitanti fanno vita normale. Hanno mogli, figli, amanti.
Nessuno sa dove siano ma loro festeggiano in famiglia le feste comandate e i compleanni.
Il latitante conoscente del Ministro non è in Italia e per garantirgli che la moglie vada da lui, il Ministro stesso fa scortare la signora. Chiede, o forse ordina alla scorta, di accompagnarla oltre confine.
E la scorta lo fa. Obbedisce.

Pensiero divergente.
È scandaloso che un Ministro abbia ordinato alla sua scorta di accompagnare la moglie di un mafioso oltre confine.
Ma è altrettanto scandaloso che la scorta lo abbia fatto.
Le complicità sono silenziose e pericolose. Come anche gli ingranaggi che le tengono insieme.
Non sapevano chi fosse la Signora?
Possiamo trovare tutte le attenuanti. Ciò che è certo è che non uno ma più uomini abbiano fatto finta di non sapere, non vedere, di non capire.
Avrebbero potuto disobbedire? Certo.
Erano uomini dello Stato non del Ministro.
La loro obbedienza era allo Stato non al Ministro.
Se la mafia, la corruzione dilagano nel Paese è grazie alle maglie di silenzio di chi pensa che obbedire significhi far finta di non vedere, di non sapere. Di chi smette di farsi domande e gira la testa dall'altra parte.
Riprendiamoci don Milani. La coscienza va alimentata da sane letture e da buone testimonianze.
A lungo, in questo Paese, si è parlato alla pancia. In realtà lo si sta facendo ancora.

 

Elvira Zaccagnino