Quanto è aumentata la temperatura a Bitonto negli ultimi sessant'anni?

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
11 ottobre 2018

Quanto è aumentata la temperatura a Bitonto negli ultimi sessant'anni?

I dati sono stati pubblicati dal New York Times e da Climate Impact Lab

Sul surriscaldamento globale è nato il dibattito forse più acceso dell’ultimo ventennio. Quanto è più calda la tua città da quando sei nato? A chiederselo è stato il New York Times, che in un’analisi condotta in collaborazione con il Climate Impact Lab – un gruppo di scienziati del clima, economisti e analisti di dati del Rhodium Group, dell'Università di Chicago, della Rutgers University e della University of California, Berkeley – ha riportato i dati dell’aumento del riscaldamento di tutte le città del mondo dal 1960 sino ad oggi.

Anche Bitonto è presente nella relazione del celebre giornale americano: nel 1960, nella città dell’ulivo, erano solo 6 i giorni all’anno in cui la temperatura superava i 32 gradi. Oggi, invece, la situazione è cambiata: infatti, sono 15 i giorni all’anno in cui la temperatura tocca 32 o più gradi. Alla fine del secolo, si prevede che le giornate possano diventare persino 42 (il dato stimato si aggira tra i 32 e i 73 giorni).

Tutto ciò, ovviamente, non implica il semplice arrivo di estati più calde, bensì comporta dei seri rischi per tutto il pianeta. Soprattutto per le terre più povere: per esempio, Giacarta, in Indonesia, dovrebbe aspettarsi cinque mesi di forte caldo, mentre a Nuova Delhi, in India, potrebbero presto essere sei i mesi di afa.  Il problema più grande, però, è costituto – come si scriveva poc’anzi – dalle città più povere come Phoenix, in America, dove già si avvertono temperature elevate (Il Times scrive che questa estate si sono sfiorati i 46 gradi, ndr), e ben il 40% della popolazione non può permettersi l’aria condizionata. 

Secondo il quotidiano newyorkese, la futura proiezione del pianeta presuppone che le nazioni ridurranno le emissioni in linea con gli impegni intrapresi dalla conferenza mondiale sul clima di Parigi, che in sostanza prevedono un’importante riduzione del riscaldamento globale. Ma, secondo gli esperti del settore, questo accordo potrebbe non bastare per raggiungere gli obiettivi necessari e, soprattutto, non è da sottovalutare il problema che non tutti i Paesi mondiali potranno essere in grado di soddisfare gli obblighi previsti dall’organizzazione. 

"Giornate più calde in tutto il mondo portano conseguenze dirette e pericolose sulle persone e sui sistemi da cui dipendiamo – ha dichiarato Cynthia Rosenzweig, responsabile del Climate Impacts Group presso il NASA Goddard Institute for Space Studies – Cibo, acqua, energia, trasporti ed ecosistemi saranno influenzati sia nelle città sia nei Paesi. Gli effetti dell’alta temperatura sulla salute colpiscono soprattutto i più vulnerabili”.