Quando i Misteri erano sceneggiati: il Corpus Domini a Bitonto nel '600

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli, Video, Inchieste
10 ottobre 2018
Photo Credits: BitontoTV

Nicola Pice descrive una processione con penitenti e figurati

La storia e le tradizioni religiose di Bitonto sono materia feconda da cui gli storici locali continuano tuttora a trarre sempre segni e significati che poi ritroviamo negli attuali riti che oggi celebriamo. Non possiamo dimenticare che i riti religiosi popolari, che affondano le loro radici storiche comuni nel Medioevo, sono, pur nelle loro semplificazioni e a volte spettacolarizzazioni, il veicolo principale con cui la teologia delle cattedre vescovili di teologia diventano fede e incontro con il divino. 

Questa volta, insieme con il professor Nicola Pice, abbiamo voluto riscoprire un antecedente della processione dei Misteri, che tutti gli anni oggi si snoda per le vie del Centro Antico al mattino del Venerdì Santo. Si tratta di una processione legata alle pratiche gesuitiche, molto incentrate sulla pratica della lacerazione della carne, che fanno comparsa a Bitonto nel 1679, quando nell’occasione del Corpus Domini fu organizzata una sorta di processione penitenziale con statue e figuranti. Forse un prodromo di quella che più di trent’anni dopo sarà la prima edizione della processione dei Misteri.

A raccontarci tutto ciò è il trattato del medico Bartolomeo Maiullari “L’arcano della perpetuità”, edito a Napoli nel 1680, una delle testimonianze più importanti sulla situazione dei culti religiosi dell’epoca nel Mezzogiorno, dove la Controriforma aveva preso la via della esaltazione del dolore e del coinvolgimento emotivo.