Quando eravamo fascisti

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Inchieste
11 ottobre 2018
Photo Credits: Gentile concessione di cav. Gaetano Brattoli

Quando eravamo fascisti

Le foto della Bitonto degli anni '30, raccolte dal cav. Brattoli, acquirente di casa Santoro

Del passato della nostra città, grazie agli sforzi di numerosi studiosi e delle varie associazioni culturali che hanno perseguito e continuano tuttora la riscoperta della storia bitontina, molto negli ultimi tempi siamo riusciti a ricostruire. Sembra però che ci sia un vero e proprio “buco” nella storiografia bitontina del secolo scorso, un periodo che non abbiamo potuto (o non abbiamo voluto) indagare appieno. Si tratta della Bitonto del ventennio fascista, che spesso molti ignorano completamente, se non quei pochi che hanno vissuto quell’epoca. 

Le testimonianze di Serafino Santoro, intellettuale e podestà dell’epoca, ci permettono tuttavia di ricostruire una parte di quel periodo. Le foto, i documenti, gli articoli di giornale che Santoro collezionò nei suoi nove anni di attività come podestà, sono stati pubblicati tempo fa dal cavalier Gaetano Brattoli e Alessandra Sgarammella, nel libro “Bitonto anni trenta” (Arti grafiche Favia). Un ritrovo casuale, quello di Brattoli, che acquistando casa Santoro si è ritrovato davanti documenti preziosissimi e certo rari che raccontano, con l’ovvia faziosità, la storia del ventennio a Bitonto. Su richiesta di altri studiosi bitontini e con l’aiuto della Sgaramella, che ha curato la veste grafica, Brattoli si è deciso a diffondere questo piccolo tesoro. Riproponiamo in piccolissima parte qui le fotografie che costellano la pubblicazione e che ci restituiscono immagini vive di un passato tanto a noi distante. 

Interesse del regime, come si vede dalle immagini, era dare spettacolo di sé, della forza armata e della maestosità del popolo, vittima suo malgrado della pomposa propaganda fascista. Ma le folle di disoccupati che rimangano in piazza senza far nulla, immagine ben più concreta dei limiti del racconto tronfio dell’Italia di Mussolini, sembrano essere le uniche a mancare in queste fotografie, dove invece ogni visita ufficiale di membri dell’esercito o del governo locale è occasione buona per immortalare la calca che fa il saluto romano.

 

2 aprile 1933. Il Generale Passeroni con il Segretario Federale su corso Vittorio Emanuele II passa in rivista il Battaglione Camicie Nere e i Fasci giovanili.

 

2 aprile 1933. Piazza Plebiscito (oggi Piazza Moro). Saluto davanti al Monumento ai Caduti

 

Maggio 1936. Visita del Prefetto Borri a Bitonto, a destra il Federale Costantino

 

Nel racconto legato al regime non possono mancare anche le fotografie che manifestano le “cose buone” di Mussolini per Bitonto, le varie opere pubbliche, tra cui anche il restauro della Cattedrale e la donazione di alcuni libri alla Biblioteca Comunale Rogadeo (in quest’ultimo caso c’è da dire che il grosso della spesa l’ha fatto il podestà Santoro di tasca propria).

 

11 novembre 1936. Le autorità intervenute per l’inaugurazione all’interno dell’Edifico Scolastico “Principe di Piemonte”

 

L’immagine del popolo bitontino bello e giovane non poteva mancare neanche qui. Ed ecco che, accanto alle immagini dei piccoli Balilla difronte alla sede del partito di governo, ci sono alcune anche delle giovani promesse dello sport.

 

21 aprile 1932. VI Leva Fascista. Raduno di giovani bitontini davanti alla sede del Partito Nazionale Fascista. La leva fascista aveva il compito di immettere giovani avanguardisti nella Milizia. 

 

1934. Festa della Ginnastica. Ragazzi in uniforme eseguono esercizi ginnici nel Campo sportivo completato in quegli anni

 

Alcune perle sono i piccoli ritratti della gente modesta che viveva all’epoca a Bitonto. Sono immagini che ci raccontano molto meglio di mille trattati di storia la semplicità dei bitontini dei ceti più bassi.

 

Dicembre 1931. “Primi Ordini”, foto di Nicola Modugno e Figli

 

Atrio interno dell’Istituto Sacro Cuore, al centro tra le due suore il bambino indossa la divisa di figlio della lupa

 

Scuola di cucito

 

Ma compaiono fotografie che ritraggono la Bitonto bene, quella della classe dirigente fascista che si ritrova, ieri come oggi, nelle varie occasioni mondane.

 

Matrimonio con autorità

 

21 aprile 1936. Il Prefetto Borri e il Federale Costantino, nella sede del Dopolavoro Rurale a Palombaio. Anche qui campeggia in primo piano il motto “Noi tireremo dritto”

 

Certo a Bitonto non poteva non mancare la propaganda e le iniziative nazionali. Ed ecco spuntare le immagini del giorno in cui anche i bitontini donarono l’oro delle fedi per sovvenzionare le guerre “giuste” del regime.

 

18 dicembre 1935. Piazza Plebiscito.

 

 

In copertina:

19 ottobre 1935. Discorso del Federale Costantino. La sede del partito nazionale fascista diventa la Casa del Fascio.