Si apre oggi la mostra su Terra Santa e fra Luca da Bitonto a San Leone

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
17 settembre 2018

Si apre oggi la mostra su Terra Santa e fra Luca da Bitonto a San Leone

Il frate bitontino è stato il secondo Custode della provincia di Terra Santa nel 1220

Dal 24 settembre al 7 ottobre Bitonto celebra un suo cittadino non molto noto ai più, ma che è stato esempio importante per dottrina teologica e raffinata erudizione per tutto il Medioevo. Nell’occorrenza dell’ottavo Centenario della Fondazione della Custodia di Terra Santa, la parrocchia San Leone Magno di Bitonto, in associazione con il Centro Ricerche, il Commissariato di Terra Santa e la sezione locale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, organizza una mostra sulla Terra Santa e fra Luca da Bitonto, che nel 1220 – 1221 è stato il secondo Custode della Terra Santa dopo frate Elia. 

In queste due settimane diversi sono gli incontri per ricordare questa figura del panorama francescano più vicino all’esperienza del santo di Assisi. Lunedì 24 Settembre alle 19:00, dopo la messa, fr. Francesco Di Nanna aprirà ufficialmente la mostra, mentre mercoledì 26 alle ore 20:00 si terrà l’incontro dal titolo “Fr. Luca da Bitonto, francescano ‘famosus’, ma poco noto - Il Centenario della Terra Santa e Luca da Bitonto”, con la relazione di fr. Stefano De Luca e l’intervento della vicesindaco Rosa Calò. 

Venerdì 28 alle ore 20.00 il prof. Stefano Milillo introdurrà la presentazione del libro di Nicola Roberto Toscano sull’Abbazia di San Leone “L’abbazia verso il mare”, e infine lunedì primo Ottobre il prof. Nicola Pice presenzierà all’incontro “Riflessione etica, valori e modelli di comportamento nei Sermoni di Luca da Bitonto”. 

Fra Luca da Bitonto, anche detto Luca Apulus, la cui biografia è ricostruibile solo a tratti, è stato un “doctor Sacrae Theologiae”, ovvero esperto e insegnante di teologia, che, diventato discepolo di san Francesco d’Assisi, seguì il carismatico frate fino nella sua ambasceria presso il sultano d’Egitto durante la quinta crociata nel 1219. Da lì sostituì frate Elia, amico di vecchia data di san Francesco, come Ministro Provinciale della provincia d’Oriente, che comprendeva la Grecia e la Terra Santa. Tornato in Italia, probabilmente in Puglia, alla fine degli anni trenta del Duecento ha composto il libro dei Sermones Domenicales, che raccoglieva le omelie di tutte le domeniche le feste dell’anno liturgico. 

Commissionato proprio dai suoi superiori, Fra Luca (anche se qualcuno avanza l’ipotesi che la raccolta giuntaci sia il frutto di una riscrittura successiva di materiali originali del nostro) ha composto l’opera per cui è diventato tanto famoso in tutta Europa con il fine pratico di ammaestrare i fratelli novizi nella composizione delle omelie per ogni occasione liturgica, dando elementi basilari per la scrittura di pezzi originali. La cultura che emerge da questi scritti è davvero impressionante per essere un’opera del primo Duecento. Oltre all’abbondare di citazioni bibliche e patristiche, lette alla luce di un’eccellente esegesi, fra Luca dimostra di aver letto anche molti autori greci e latini, tra cui Eusebio di Cesarea, Gregorio di Nanziano, Aristotele, Ovidio, Platone, Seneca e Giuseppe Flavio. Una biblioteca davvero niente male, racchiusa in scritti che ricalcano modelli, stilemi e morale del Medioevo dei comuni e delle lotte tra papato e imperatore. Uno spaccato di fede, storia e cultura da non perdere in questa ricorrenza.