Nella Solennità dei Santi Medici, la Fondazione ha intitolato alcuni servizi a don Pino Puglisi

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Video, Santi Medici 2018
27 settembre 2018

A seguire la messa con mons. Girasoli di cui BitontoTV vi propone la replica

Giorno di festa quella di ieri per la Basilica dei Santi Medici di Bitonto, in occasione della memoria liturgica dei Santi Taumaturghi. La Fondazione Opera dei Santi Medici ha inaugurato nel pomeriggio una nuova sede per servizi socio - educativi, in particolare per il doposcuola e le attività dedicate all’infanzia, dedicata al sacerdote e martire di mafia, il beato Pino Puglisi. Alla benedizione inaugurale sono intervenuti il rettore della Basilica, don Vito Piccinonna, il nunzio apostolico in Perù, mons. Nicola Girasoli, il sindaco Michele Abbaticchio e l’assessore ai servizi sociali, Gaetano De Palma

“L’insegnamento di don Pino”, ha spiegato don Vito, “è di non smettere di amare educando le nuove generazioni. I ragazzi sono i veri protagonisti di questa struttura, e gliela consegniamo perché la loro vita sia bella come Dio l’ha pensata”. E ancora il rettore ha concluso che se “don Pino, che rappresenta tutti gli uomini e le donne di buona volontà, era solo, invece noi siamo una comunità e insieme dobbiamo stringerci per il bene di tutti”

Sull’idea di comunità è tornato il Sindaco che ha dichiarato che “questa struttura è per le persone più fragili della comunità, i bambini e i minori che originariamente non avevano colpe, ma devono affrontare prove più dure con pochi mezzi. Noi dobbiamo dare loro strumenti e risorse per farli crescere”, nel solco della “lezione di don Pino, che ha saputo offrire un modello vero di legalità apposto alla mafia”.

Nella serata è stata anche celebrata la santa messa in onore dei Santi Medici (di cui BitontoTV vi propone la replica), presieduta da mons. Girasoli, che, originario di Ruvo, ha studiato da giovane nell’ex seminario minore diocesano a Bitonto. “Voglio guardare alle immagini dei santi con i vostri stessi occhi, quelli del pellegrino”, ha spiegato durante l’omelia mons. Girasoli. “Ho servito la Chiesa in tutti e cinque i continenti, ma Gesù sulla croce non ha mai le braccia chiuse, ma sempre spalancate”, segno che dà la cifra “per rispondere alla chiamata al servizio”

Quella del crocifisso è un’immagine richiamata spesso anche da papa Francesco che, ha spiegato mons. Girasoli, “vuole una chiesa dove tutti sono sentono dentro e nessuno escluso. Una chiesa che sta a servizio, non che sta per giudicare o condannare, ma una chiesa che sta a perdonare e per amare attraverso lo sguardo amorevole dei santi”.