Minniti alla Festa dell'Unità: 'L'attuale governo pensa solo all'ordine pubblico, non è questa sicurezza'

di La Redazione
Politica
22 settembre 2018
Photo Credits: BitontoTV

Minniti alla Festa dell'Unità: 'L'attuale governo pensa solo all'ordine pubblico, non è questa sicurezza'

Ieri l'apertura con l'ex ministro dell'Interno intervistato da Sabino Paparella

Alla questione sicurezza e il confronto con i populismi è stata dedicata l’apertura della Festa dell’Unità organizzata dal circolo bitontino del Partito Democratico. In Villa Comunale, quartier generale dei dem per i prossimi giorni, è stato ospitato l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti.

Sergente di ferro dell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni, Minniti è stato intervistato da Sabino Paparella, accompagnato dal segretario di sezione Michele Naglieri, dal sindaco Michele Abbaticchio, dal consigliere Antonella Vaccaro e da rappresentanti del Partito Socialista Italiano, “Insieme per la Città”, “Governare il Futuro”. 

L’onorevole ha parlato dei “sentimenti di rabbia e paura” che attraversano l’Italia, decisivi, a suo avviso, durante le ultime politiche. “Il Partito Democratico ha perso perchè non è stato capace di rispondere a questi sentimenti - ha spiegato - non basta snocciolare statistiche, ma bisogna stare accanto ai cittadini”. Al contrario, le forze che oggi siedono tra i banchi del governo, definite “nazional-populiste”, hanno cavalcato l’onda di risentimento, “incatenando le persone alle proprie paure, con quella che io definisco strategia della tensione comunicativa”. Come avvenuto con l’immigrazione: “Non c’è mai stata alcuna emergenza, eppure si parlava sempre di invasione”

Di qui tutte i recenti provvedimenti del governo: la chiusura dei porti, le continue promesse sul potenziamento degli organi di polizia. “Ma il governo ha una visione brutale, pigra di sicurezza: si riduce solamente all’ordine pubblico” ha sostenuto Minniti. La ricetta della sinistra deve essere più completa: parlare di sicurezza significa discutere sì di forze dell’ordine, ma anche di adeguato sviluppo urbanistico, di politiche di integrazione sociale e di cultura. Linea abbracciata anche dalla Vaccaro e dagli intervenuti che preferiscono pensare a “cittadini e comunità” anziché alla militarizzazione del territorio.

Eppure, durante i sedici mesi di mandato, Minniti è apparso come una guida risoluta, che ha preferito l’azione e la repressione immediata, anziché alla promozione di politiche di recupero sociale: basti pensare al piano sbarchi e agli accordi con la Libia o più semplicemente al “caso Bitonto”, per cui il Ministero dispose il trasferimento di circa cento uomini delle forze dell’ordine. C’è chi, come Roberto Saviano, ha scritto di un filo rosso tra “il metodo Minniti” e l’azione politica dell’attuale ministro Matteo Salvini. Il dem però ha respinto le critiche: “I giornali internazionali e Saviano non spiegano il disagio delle periferie, impedire ad una minoranza criminale di soggiogare la maggioranza dei cittadini per me è una cosa di sinistra”.