Francesca Ruggiero del M5S: 'Col reddito di cittadinanza riportiamo equità e uguaglianza per tutti'

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Politica
28 settembre 2018

Francesca Ruggiero del M5S: 'Col reddito di cittadinanza riportiamo equità e uguaglianza per tutti'

Ieri l'incontro organizzato da Rivolte Logiche con il filosofo Giacomo Pisani

“Non esiste esercizio intellettuale che non risulti alla fine inutile”, diceva Borges riferendosi alla filosofia. Non sono d’accordo i membri di Rivolte Logiche, associazione culturale bitontina, che ha voluto ravvivare il dibattito cittadino su un tema caldo, alla vigilia dell’accordo sul Def, dell’ultima campagna elettorale in area pentastellata: il reddito di cittadinanza. Per l’occasione sono intervenuti a discutere sul tema “Reddito di cittadinanza o di esistenza?” Giacomo Pisani, dottore di ricerca presso l’Università di Torino e giornalista, e Francesca Anna Ruggiero, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati. L’incontro, moderato da Sabino Paparella, giornalista di BitontoTv e docente di storia e filosofia nei licei, segue un appuntamento della scorsa estate, dove Pisani era già intervenuto sul tema.

La deputata pentastellata ha subito chiarito come il reddito di cittadinanza sia una “misura che il Movimento Cinque Stelle ha pensato già dal 2013”, a cui sono seguite le proposte del 2014 e del 2016. Parola d’ordine è “cambiare l’assistenzialismo” in Italia, che si vada a sostituire alla solita domanda per l’assegno di disoccupazione per “un’unica misura”, in cui “lo stato persegua l’articolo 1 della Costituzione, ma anche l’articolo 3”. La riuscita del reddito di cittadinanza passerebbe in primis dalla “riforma dei centri per l’impiego” la cui competenza è stata spostata de iure alle regioni, ma di fatto “l’iter non si è concluso”, con il conseguente depotenziamento. 

In questo modo il M5S vuole “accompagnare chi cerca lavoro con nuove competenze per il mercato”, battendosi però contro il lavoro nero di chi “può prendere l’ASpI, ma non dichiara nulla”, colpa anche del sistema che “non controlla niente e nessuno”. Con l’obiettivo di “riportare equità e uguaglianza per tutti”, tutto sarà tracciabile su database digitali, per venire incontro alla necessaria sburocratizzazione. In risposta alla domanda su un possibile reddito di esistenza, per la Ruggiero una misura che costituisca una “rendita” è improponibile, per la necessità di dover uniformare i conti pubblici alle regole dell’UE. Ma la deputata ha chiarito che “il reddito di cittadinanza non risponde al capitalismo, visto che la maggior parte dei portavoce alla Camera e al Senato sono tutti di estrazione della sinistra”.

Pisani ha relazionato soprattutto sul concetto di reddito di esistenza, che è appunto “incondizionato, cumulabile con altre forme di reddito”, non dedicato solo ad un gruppo ristretto, ma aperto a tutti. Pisani ha spiegato come la discussione su questa misura economica è iniziata prima che il M5S ne parlasse, sia nell’accademia, sia con esperimenti veri e propri, come quelli in Svizzera, con il suo referendum del 2016, e in Finlandia. Il reddito di esistenza “è un riconoscimento della dignità della persona oltre il lavoro, non contro un lavoro in senso astratto, ma per disarticolare le persone dal moderno modello di lavoro, quello dell’economia di mercato”, tutto nella direzione dell’autorealizzazione. 

La sua necessità, secondo Pisani, sta nel fatto che “lo stato – nazione non può più regolare il mercato”, a causa del “cambiamento delle modalità della produzione” e perché ormai lo stato è inserito in una governance di respiro internazionale, come l’Unione Europea per l’Italia. Per questo il reddito di esistenza deve diventare “un’arma di battaglia collettiva, una rivendicazione conflittuale rispetto a uno scenario globale che invece ha tutt’altri dispositivi”. Sulla proposta pentastellata, Pisani ha detto che costituisce “passi in avanti, contro i dispositivi familiaristici precedenti”, e che “riesce a superare la platea dei poveri assoluti” come beneficiari. Sul termine della congruità fra le proposte di lavoro e il profilo del beneficiario del reddito, Pisani ha parlato di “un limite molto lungo”, che rischia di creare “misure ancora più chiuse”, anche rispetto al modello omologo tedesco, che va a costringere il beneficiario a incanalarsi nelle proposte del mercato del lavoro, pur di non perdere il diritto all’assistenza.