Per Damascelli il ddl regionale sulla omotransfobia andrebbe ritirato

di La Redazione
Politica
20 luglio 2018

Per Damascelli il ddl regionale sulla omotransfobia andrebbe ritirato

'Perchè la Regione dovrebbe finanziare progetti per diffondere questa cultura e non altre?'

Dopo l’approvazione in Giunta, è tempo di discussione in Consiglio Regionale per il disegno di legge sulla omotransfobia. Come prevedibile, però, nonostante gli entusiasmi del presidente Michele Emiliano e dell’intera comunità Lgbtq+ pugliese, il percorso per la definitiva adozione del ddl è pieno di ostacoli e, in questi giorni, sembra essersi arenato nelle commissioni. 

Tra i contrari al provvedimento, Forza Italia, che nei giorni scorsi è intervenuta sul tema. Per il consigliere Domenico Damascelli si tratta di “un disegno di legge fazioso e propagandistico, che entra a gamba tesa addirittura nel processo educativo dei bambini: a loro si vorrebbe rivolgere non la promozione del rispetto per tutte le libertà, ma di una cultura precisa come quella Lgbti. Che è cosa ben diversa. Così come è discriminatoria degli altri la norma che vorrebbe favorire l’inserimento nel  mondo del lavoro di persone Lgbti. Un imprenditore deve valutare le capacità del lavoratore, non il suo orientamento sessuale”.

“Perché la Regione dovrebbe finanziare progetti per diffondere questa cultura e non altre? - si chiede il consigliere bitontino - Le istituzioni devono essere imparziali. Non basta: nel testo è previsto anche l’utilizzo di fondi europei per la formazione degli insegnanti e l’informazione nelle scuole, sempre della cultura Lgbti. Tradotto: la Puglia non ha i soldi per promuovere la famiglia, per incentivare le giovani coppie a costituire nuovi nuclei e ad avere figli, tanto da essere maglia nera per scarsa natalità, ma qui si riservano fondi per questa propaganda”. Per questi motivi Damascelli ha chiesto che il ddl venga ritirato dalla Giunta, “che invito a riservare la stessa attenzione a problemi avvertiti pesantemente da tutta la nostra comunità”. Come aveva già fatto il collega Nino Marmo nei giorni scorsi, definendo la legge “manifestazione evidente del pensiero unico della sinistra globalista intenzionata ad assecondare alcuni stereotipi, spacciandoli per difesa dei diritti”.

Per la rete di attivisti Lgbtq+ staremmo assistendo ad un “tentativo di affossamento del ddl in atto nel Consiglio regionale pugliese, le cui commissioni sono chiamate ancora ad esprimere i pareri". Infatti, al momento gli unici dichiaratisi a favore del provvedimento sono stati Sinistra Italiana e il Movimento Cinque Stelle, mentre qualcuno sostiene che persino nel PD ci sarebbe una fronda contraria. ”Portare a casa questa legge - hanno detto gli attivisti - è una battaglia di democrazia e civiltà, che in alcune regioni d’Italia hanno già vinto da tempo".