La tremenda faida tra i Conte e i Cipriano finisce sotto la lente dell'Antimafia nazionale

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
19 luglio 2018

La tremenda faida tra i Conte e i Cipriano finisce sotto la lente dell'Antimafia nazionale

L'ultimo rapporto semestrale parla degli scontri tra i due clan e della morte di Anna Rosa Tarantino

L’omicidio Tarantino è finito nell’ultima relazione della DIA, relativa al secondo semestre del 2017. Secondo il documento, Bitonto rimane sostanzialmente contesa – come da due anni a questa parte – dai clan Conte e Cipriano, ma la situazione in città viene definita dalla Direzione Italiana Antimafia “emergenziale a causa di cruenti conflitti in atto tra i diversi sodalizi, finalizzati ad ottenere il controllo delle attività illecite sulla città”. 

La disputa tra i due gruppi criminali ha portato, sul finire dello scorso anno, a pericolosissime aggressioni armate come il pestaggio del 29 settembre 2017 ai danni del cugino di un sodale del clan Cipriano, i cui responsabili sono stati arrestati il 27 ottobre successivo dalla Polizia di Stato e sembrerebbero essere vicini ai Conte; o il ferimento di un pregiudicato avvenuto il 7 novembre. In particolare, gli assalti sembrerebbero essere motivati “da una scissione interna da parte di alcuni affiliati dei Cipriani trasmigrati verso il clan nemico dei Conte”.

Ma l’episodio più cruento è indubbiamente avvenuto il 30 dicembre, e ha portato alla morte dell’84enne Anna Rosa Tarantino e al ferimento di un affiliato dei Cipriano. La relazione ricostruisce quanto accaduto nei giorni immediatamente seguenti: in un Comitato Nazionale per l’Ordine e Sicurezza Pubblica, presieduto dall'allora Ministro dell’Interno Marco Minniti, in Prefettura a Bari, “il Procuratore Distrettuale di Bari ha evidenziato come, a fronte della situazione emergenziale causata dallo scontro in atto tra due feroci bande criminali armate, non sono state ancora riconosciute, con sentenze di condanna, associazioni criminali di tipo mafioso operanti a Bitonto, benché siano censiti criminali locali affiliati a clan baresi”.

Un’altra importante nota evidenziata dall’Antimafia, e che riguarda la città di Bitonto, è la netta espansione del celebre clan barese degli Strisciuglio, da anni attivo nella provincia, caratterizzata dallo spigliato ricorso all’uso della forza per imporsi sui clan rivali. A tal proposito, un’operazione condotta nel mese di dicembre dall’Arma dei Carabinieri a Palo del Colle, ha manifestato come il già citato clan barese si sia espanso in quell’area obbligando le cellule ivi operanti al rifornimento di droga presso la propria articolazione cittadina. In questo modo, gli Striscuglio sono riusciti a contrastare la consolidata attività di gestione del mercato dello spaccio, sino ad allora rendita del clan Cipriano di Bitonto.

L'influenza del gruppo criminale barese sembrerebbe essere legata ad una “sempre più diffusa tendenza tra i clan ad espandersi sul territorio extra-cittadino, tanto da acquisire una ‘dimensione metropolitana-provinciale’ che consente di esportare nell’hinterland le strategie già sperimentate con successo nel capoluogo, potendo contare sulla presenza, nei comuni della provincia, di numerosi gruppi criminali autoctoni, disposti a stringere alleanze operative”. Gli stessi arresti seguenti all'omicidio Tarantino - tra cui quelli eccellenti dei presunti boss Domenico Conte e Francesco Colasuonno - nonchè l'operazione Pandora hanno dimostrato la potente influenza di un altro sodalizio criminale del capoluogo, quello dei Capriati