La Corte dei Conti solleva numerosi dubbi sulla vicenda Sanb

di La Redazione
Politica, Cronaca
02 luglio 2018

La Corte dei Conti solleva numerosi dubbi sulla vicenda Sanb

Il caso della partecipata mai operativa finisce sotto la lente dei magistrati contabili

Sono molteplici i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti sul caso Sanb. I magistrati contabili, in una deliberazione dello scorso maggio che ha interessato lo stato finanziario del Comune di Bitonto, hanno elencato una serie di criticità che riguardano la partecipata nata nel 2014 con l’intenzione di centralizzare il servizio di raccolta e conferimento rifiuti nell’Aro Bari/1. 

La società mai operativa - ma in grado di generare perdite per oltre 110mila euro nel triennio tra il 2015 e il 2017 - oggi è in stato di liquidazione e il Comune di Bitonto sarebbe intenzionato ad avvalersi della clausola di salvezza, che prevede la ricapitalizzazione, perchè convinto dei benefici di una raccolta integrata e delle possibilità di avviare il “porta a porta” grazie a specifici finanziamenti. 

La Corte dei Conti si è concentrata proprio sulla situazione di stallo, che perdura dal 2014 - ma che per alcuni è persino precedente alla costituzione della società. Per i magistrati non emergerebbe “una chiara analisi delle cause dello stallo che ha contrassegnato la vita della Sanb […] ora ricondotta all’inerzia degli organi societari, orai ai rapporti tra socie e le rispettive partecipate, ora alla’interruzione del dialogo istituzionale”, né i Comuni si sarebbero impegnati in modo serio e tempestivo per il superamento delle difficoltà e, soprattutto, evitare le perdite. Sulla stessa ricapitalizzazione, la Corte non ha mancato di sottolineare che, in un primo momento, si è scelto di non procedere e seguire la strada dello scioglimento. 

Per di più, i Comuni coinvolti non avrebbero spiegato come “una volta revocato lo stato di liquidazione e ricapitalizzata la società”, intenderebbero “superare in maniera tempestiva ed efficace la situazione di stallo […] scongiurando il rischio di una nuova erosione del capitale sociale”

Nonostante questo, l'Amministrazione continua a ritenere la strada Sanb ancora percorribile, in virtù di un Piano Industriale (quello 2014, che sarebbe stato recentemente aggiornato, ndr) più conveniente ed efficiente e di un presunto cronoprogramma, studiato dal liquidatore Roberto Toscano, che prevederebbe l’avvio dei lavori dopo la ricapitalizzazione. 

Ma le perplessità della Corte non sono da trascurare. Tant'è che nel parere compare un richiamo ad una precedente pronuncia in cui si invita ad abbandonare la “logica del salvataggio a tutti i costi di strutture ed organismi partecipati o variamente collegati alla pubblica amministrazione che versano in situazioni di irrimediabile dissesto”. Un “consiglio” molto simile a quello dato dal collegio dei revisori di Palazzo Gentile, che, in occasione della discussione del rendiconto, suggerivano al Comune di dismettere la partecipazione in Sanb.